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    Quelli che…il Jazz

    -Quelli che…"ok ti faccio suonare nel mio locale…quanta gente mi porti?"

    -Quelli che…"ok ti faccio suonare nel festival che organizzo, puoi aprire il concerto di tale artista, gratis ovviamente, ma prima devi venire a suonare gratis a quest’altro concerto mi serve la ritmica per accompagnare tale solista."

    -Quelli che…"venite a suonare gratis, sai dovete fare gavetta…" (frase ascoltata con ricorrenza da 20 anni, la gavetta è bella finchè è eterna)

    -Quelli che…organizzano i festival e non rispondono mai alle mail…ma non sarebbe educazione almeno dire…"grazie per averci scritto".

    -Quelli che…"ok vengo a suonare il progetto è interessante…ma non faccio le prove…" ( e perché?)

    -Quelli che…"che lavoro fai?" "suono Jazz" "Si ma la mattina che lavoro fai?"

    -Quelli che…"pronto salve le telefono per proporre al vostro locale una formazione Jazz per dei concerti" "Ahhahahhahhahhahhahh…ma chi è?!" (successo davvero…)

    -Quelli che…"ho grandi idee per questo locale, voglio farvi suonare tutte le settimane, c’è bisogno di cultura, di musica di qualità" e dopo un mese chiudono.

    -Quelli che… "Ciao, no non abbiamo ancora iniziato la programmazione, ritelefonami fra un mese.." Un mese dopo "Ciao abbiamo chiuso la programmazione il mese scorso".

    -Quelli che…"Ok mi interessa la formazione portami un demo" Settimana dopo… "Ciao hai ascoltato il demo?" "no l’ho buttato via io i demo in realtà non li ascolto mai".

    -Quelli che…"Guarda stiamo incasinati, ritelefonami fra una settimana" frase ripetuta per quasi un anno intero rimandando di settimana in settimana… "Oh ciao volevo dirti che in realtà non mi occupo io della programmazione, se ne occupa Tizio…ma ormai la programmazione è chiusa da mesi…" dirlo prima no?

    -Quelli che…"Si vi faccio suonare , fate una bellissima musica, complimenti davvero, ma siccome suono anche io poi voi mi fate suonare da un’altra parte?"

    -Quelli che…"Ragazzi questa sera è venuta poca gente (ndr anche se il locale è pieno) non posso darvi il compenso pattuito…" A me sinceramente non è mai capitato di andare a comprare il pane…non pagarlo o chiedere di pagarlo dopo averlo mangiato e poi dire…"guarda in realtà ne ho mangiato solo due o tre fette quindi non posso pagartelo tutto…"

    -Quelli che… a serata già programmata da un mese telefonano il giorno stesso e dicono "Ragazzi ok ci vediamo stasera al locale ma piccolo cambio di programma potete fare musica anni ’70 ’80 anziché Jazz, sapete c’è un compleanno stasera" "Veramente la nostra formazione è flauto , contrabbasso e piano e facciamo Jazz…" "Ah non me ne intendo…non potete fare musica anni ’70 ’80 lo stesso?"

    -Quelli che…hanno un locale che si chiama Jazz Cafè e…"Senti con che formazione vuoi che veniamo a suonare…abbiamo la possibilità di avere anche una cantante, sai se la clientela non è abituata al Jazz magari è un concerto più digeribile con una voce" "Si si , portate la cantante tanto a mè il Jazz mi sta sui coglioni" Ma perché hai aperto sto locale allora…

    -Quelli che…vanno a suonare per 20 euro perché tanto hanno un altro mestiere e suonano per "svago" . Ma io per svago se faccio il musicista mica vado a fare le operazioni a cuore aperto, oppure a fare altri lavori aggratise…

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    Deformazione Professionale

    "I’ll tell you one thing that really drives me nuts, is people who think that Jethro Tull is a person in a band." Owen Wilson Armageddon

    Capita anche a voi , parlo ai musicisti , di aver perso un pò l’aspetto di "puro entertainment" legato alla musica ? Mi spiego meglio. Riuscite ad ascoltare un brano qualsiasi senza pregiudizi di natura tecnico/musicale, senza pensare troppo all’andamento della melodia , alla struttura armonica agli eventuali tempi composti , alla microfonazione della batteria alla scala utilizzata in un particolare "solo" ? Temo che più si va avanti a studiare più riesca difficile poter apprezzare la Musica, o magari altre arti, per il puro piacere estetico che esse possano dare. Tra l’altro l’essere musicisti , o comunque aver studiato da vicino determinati campi del sapere musicale ( che frase "illuministica" !?!) apre nuove strade legate alla fruizione della musica. Prendismo ad esempio Shoenberg o Stockhausen. L’ascoltatore che non conosce il percorso tecnico od intellettuale dei due compositori avvertirà solo …"rumore" o almeno una musica curiosa…forse interessante… Il "piacere" legato ad una musica del genere invece arriva dall’intelletto, dal poter ricostruire mentalmente un certo percorso compositivo o di esecuzione. Quindi non posso che diffidare da chi dice che ascoltare il "Pierrot Lunaire" è bello…io lo trovo terribile mettendomi nei panni dell’ascoltatore medio. Ma conoscendo l’opera in questione non posso che definirlo geniale innovativo ed emozionante…intellettualmente. Parlando del Jazz è qui la chiave di lettura per capire perchè alcuni trovano "noioso" questo genere musicale…per chi non conosce la prassi esecutiva, a livello almeno basico , o un pò di storia del Jazz , ascoltarsi un brano modale di 15 minuti può essere alquanto alienante.

    Molti si chiederanno a questo punto qual’è il senso di questo post ? Delirio accademico di onnipotenza? Sfoggio di nozionismo gratuito da Bignami ? No problema pratico… Con le suddette premesse, rimane difficile al sottoscritto ascoltare in macchina, mentre si è alla guida , della musica per così dire "interessante", o intellettualmente coinvolgente. Se metto in macchina "A Kind of Blue" rischio di non rispettare gli stop, andare contromano, non mettere la freccia , investire le vecchiette e le giovani donne…C’è davvero "troppo" in quel capolavoro perchè la mia mente lo lasci stare in sottofondo e si possa concentrare sulla guida. Quindi ? Mettiamo la radio , sintonizziamoci su un canale a caso … no meglio di no, si rischia di rovinarsi la salute ascoltando tanta robbaccia ( ci si può consolare solo con Radio Capital o Radio Tre ) . Qual’è il succo di tutto questo post ? Ci sto arrivando un pò di pazienza diamine! Alla ricerca dell’ascolto perfetto in macchina ho tirato fuori dalla mia collezione giovanile di cd Rock delle pietre miliari come "Atom Earth Mother" dei Pink Floyd , una bella antologia dei P.f.M. e Tick as a Brick dei Jethro Tull. Musica di qualità che si lascia ascoltare senza troppi intellettualismi, diretta e coinvolgente , adatta per un viaggio in macchina . E , per l’effetto della madelaine proustiana, mi sono ricordato che anni or sono proprio grazie a questa musica ho iniziato ad ascoltare il Jazz e soprattutto a suonare il flauto.

    Quindi se vi siete annoiati leggendo tutto questo pamflet potete scrivere ai Pink Floyd alla PFM e ai Jethro Tull , perchè è tutta colpa loro.

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    Amarcord

    Leggendo interviste intervistine ed intervistone fatte a musicisti e musicanti, la domanda tipica è sempre "come hai iniziato a suonare?" o "che musica si ascoltava in casa tua quando eri piccolo?". Di solito i musicisti "mmericani" rispondono :- Mio zio suonava, papà pure, mamma cantava, è naturale che in casa ci fosse molta musica.

    A me questa intervista non l’ha fatta mai nessuno…ma cercando nei cassetti della memoria delle risposte…le ho trovate. Mio papà non suona, mia mamma nemmeno…mio nonno Dino si la fisarmonica, ma purtroppo non l’ho mai conosciuto. Tutta la musica che ascoltavo da piccolo dunque non era suonata dal vivo ma proveniva da giradischi, anzi mangiadischi (marca "corallo" per l’esattezza) o televisione. Sinceramente non mi va di fare il figo dicendo…( come sembra facciano molti a sproposito) "Kind of Blue" è il disco che più ha influenzato la mia crescita musicale…balle…almeno per me avendo ascoltato quel disco per la prima volta a 20 anni, e "so What" qualche anno prima come sigla delle trasmissioni che Rai3 passava d’estate la notte e che trasmettevano i concerti di Umbria Jazz. Quindi quali sono state le registrazioni che più mi hanno influenzato? beh quelle dell’infanzia e dunque:

    -"Pensami" di Julio Iglesias che mia nonna metteva in Loop sul giradischi…era tra l’altro la musica di sottofondo della pubblicità di un negozio che passava sulle reti private a fine anni ’70 il negozio si chiamava Camillo Budano.

    -Le sigle dei cartoni animati rigorosamente in vinile 45 giri. Preferite in assoluto Capitan Harlock (perchè il vinile era blu) e Supereroi ( per l’andamento Rock-Shuffle che mi pompava abbastanza). Non disdegnavo l’ottima Heater Parisi e la sua Disco Bambina.

    -Ho un prezioso video di me a 4 o 5 anni che ballo sulle note di "Don’t Stop ‘Til You Get Enough" di Michael Jackson, metterei anche questa tra le influenze.

    -Nella medesima collezione di video ci sono anche io che canto (un artista completo insomma…) Mamma (B.Gigli).

    -Nell’83 esce Vacanze Romane dei Mattia Bazar, pur non avendo mai avuto il vinile il brano era onnipresente alla radio e passando diverse vacanze ( romane appunto) dagli zii nella capitale, quella era la canzone ufficiale delle vacanze (almeno per associazione di idee…)

    -Verso i 7-9 anni acquistavo in edicola le raccolte "C’era una volta" e "I Racconta Storie" , tra le favole preferite "Gobbolino il gatto della strega" e "Aldo in Arcadia", inutile dire che le musiche e le sigle di apertura hanno minato per sempre, in maniera più che positiva, i miei gusti musicali.

    -I primi dischi che mi ricordo aver acquistato su mia precisa richiesta sono stati, a 12 anni, una raccolta di Rock ‘n Roll e R,nB degli anni 50 ’60 (i miei brani preferiti erano "Let’s Twist again" e "Hit the Road Jack") e la colonna sonora de "Il Segreto del Sahara" Morricone.

    -Le Scuole Medie…primi complessini…repertorio "W la Mamma" "Alba chiara" e "La canzone del sole". Mi piacevo molto "Like a Prayer" di Madonna e la colonna sonora immortale dei "blues Brothers"

    -Inizio Liceo…primi complessini più spinti…"Deep Purple" "Pink Floyd" e Litfiba", fine Liceo "Yes" "Pfm"  "Queen" "Dream Theater" ma anche "Frank Zappa" "Stockahusen" "Chick Corea Electric Band" "Michel Petrucciani" "Elio e le Storie Tese".

    Il resto è troppo recente per parlarne…queste sono le mie influenze musicali che in un modo o nell’altro mi hanno portato a studiare e frequentare da vicino il Jazz, se dunque in una mia intervista futura leggerete altro o mi sono montato la testa per fare il figo con il giornalista o sto prendendo in giro il medesimo.

    Si sente sempre più spesso parlare di giovani geni e bambini prodigio del Jazz, ragazzi che suonano a mio parere in maniera mostruosa…ma…boh non gli mancherà qualcosa delle suddette nella loro formazione? Il jazz è nato e si è sviluppato nelle contaminazioni…quelle di cui sopra sono le mie, ma se nella vita si suona e soprattutto si è ascoltato solo Jazz, la contaminazione dov’è? Non è un pò come suonare "musica classica" (che amo e che ho scoperto e studiato solo molto tardi) ovvero rifarsi a dei modelli quasi intoccabili e indiscutibili.

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    DRAMA – Music from "Butterfly Rising" Movie

    
    

    Pubblico con molto orgoglio le bellissime parole del regista Andrea Lodovichetti

    (http://www.myspace.com/andrealodovichetti)  riguardo le mie musiche scritte per il film “Butterfly Rising” diretto da Tanya Wright. Grazie ancora Andrea

     

    Ho ascoltato con grande attenzione e -come sono solito fare- due volte consecutive, il cd “Drama” gentilmente fattomi pervenire dal musicista e compositore Maestro Kristian Sensini.

    Fin dal primo ascolto, quello che io definisco “di assestamento”, sono stato catapultato in una dimensione sonora ed emotiva unica e straordinaria. Viscerale. Intima. Le 17 tracce, seppur diverse tra loro, hanno una forza ed un potere evocativo grandissimo, unitamente ad una grande immediatezza che non può che assicurarti un’empatia assoluta e totale. Profondissima.Le armonie ti coccolano, le partiture ammiccano, le note e gli snodi ti girano attorno, ti osservano, ti studiano, ti cullano fino a tenderti la mano per accompagnarti in un viaggio magico di una quarantina di minuti… intensissimi.

    Sono particolarmente, ineluttabilmente attratto da composizioni e sonorità che recano in sè la forza della suggestione visiva; da brani con personalità fiera e sicura, dall’anima eterea ma a tal punto forgiata da riuscire a rappresentarsi e restituirsi in immagini, colori, arabeschi che via via redisegnano se stessi e si trasformano in altro ed in altro ancora.

    Così è stato con “Drama” – un’ “esperienza” vera e propria, confermata dal secondo ascolto, quello in cui -memore di quanto già provato- tendo a lasciarmi completamente andare e imposto l’ascolto in “random mode”.E allora inizi a volare, a vagare attraverso terre inesplorate e sentieri mai percorsi dall’uomo; per oceani gelati, deserti roventi, luoghi esotici e magnifici. Passando attraverso i ricordi di te-bambino: la strada verso la scuola fatta in bicicletta per la prima volta, il primo bacino dato alla tua amichetta, il primo rimprovero. Nel lasso di tempo di un batter di ciglia ti trovi trent’anni più grande, nelle strade umide di una città misteriosa, imbrigliato in chissà quale segretissima situazione.

    Sai solo che è notte, fa molto freddo e il tuo orologio è impaziente. Non ti spieghi il concetto di tempo, perchè ora hai sì e no 20 anni, sei appoggiato ad un muro di mattoni e sorseggi una lattina di birra sotto il neon “scricchiolante” di un Motel di Ellroyana memoria all’ora del tramonto. Un posto nel quale, ne sei certo, non sei mai stato prima, ma che ti sembra stranamente familiare. Familiare come il ricordo, l’eco lontano di quel Satie con cui piangesti, quel giorno, e che ora -come a scusarsi- ti regala una Parigi stupenda. Una mattina d’autunno, probabilmente; una stazione, sì, è una stazione, una stazione di quelle che non esistono più, o forse non sono mai esistite se non nella fantasia di Calvino, descritto in quel suo libro cui sei tanto, tanto legato. Tu, il viaggiatore, sorridi. E’ una sensazione strana, quella, perchè ora non sei più solo. Anzi, sei circondato da centinaia di persone danzanti, eccitate e divertite. Ti guardi attorno stando immobile al centro di quell’enorme salone, aristocratico e scintillante,della Londra vittoriana. Il luccichìo vetroso dei lussuosi lampadari ti abbaglia, ti acceca fino a farti voltare… una mossa, un gesto rapidissimo, ma sufficientea far sì che una chitarra ti rapisca: garbata ma perentoria, ti porti via con sè. E’ la chitarra che hai suonato per la tua compagna di viaggio, appena conosciuta, prima di risalire con lei in quell’auto presa a noleggio, pronto a vivere la prossima storia che Sensini ti regalerà tra poco…

    Tutto questo, e anche di più, è il bellissimo cd “Drama” di Kristian Sensini: un viaggio, un percorso, un cammino che potrai fare con te, dentro di te.

    Andrea Lodovichetti

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    “The Museum of Wonders”

    I’ve just composed and mixed an instrumental CUE for a great movie directed by

    Domiziano Cristopharo http://www.themuseumofwonders.com/

    The title of the music is “Museum of Wonders” you can listen to it in the Mp3 section of my website, this is so far the only piece of original music written for the movie, the soundtrack is composed of great Classical Pieces, so i’ve tried to compose something of less “cinematic” and more “european sounding”.

    The Movie looks great with the partecipation of some great Guest Stars: Maria Grazia Cucinotta, Giampiero Ingrassia, Venantino Venantini. Below you can see the official Trailer and Teaser Poster.

    museum of