Recensione · Ossessioni e contaminazioni · 13 ottobre 2026

Giocare a Dungeons & Dragons in classe

Francesco Mazzetta dedica un approfondimento a Dadi, Maghi e Draghi, soffermandosi soprattutto sulla consapevolezza pedagogica del libro: non soltanto come usare il gioco di ruolo, ma perché può avere senso portarlo in classe.

Perché questa recensione è interessante

Dal “come” al “perché”

La recensione mette a confronto il volume con altri manuali dedicati all’uso del gioco di ruolo in ambito scolastico e bibliotecario. Il tratto distintivo individuato è l’attenzione alle motivazioni pedagogiche: il libro spiega perché il gioco di ruolo possa diventare un ambiente di apprendimento, oltre a suggerire attività e modalità operative.

Vengono richiamati i capitoli su storia, letteratura, lingua straniera, discipline logico-matematiche e arti performative, visive e musicali, insieme alle potenzialità trasversali legate a inclusione e crescita personale.

La recensione valorizza anche il parallelo con la musica e con l’improvvisazione: una struttura di regole condivise dentro la quale ogni partecipante ascolta gli altri, prende decisioni e contribuisce a costruire qualcosa insieme.

Dalla recensione

«trasformando il nozionismo in esperienza»

È la formula con cui la recensione sintetizza una delle potenzialità del gioco di ruolo nella didattica.

Storia e letteratura

Scenari, ruoli e narrazione possono rendere eventi, personaggi e strutture narrative più concreti e partecipati.

Lingue e logica

Dialogo, comprensione, statistiche e probabilità entrano dentro un’attività significativa e condivisa.

Arti e immaginazione

Mappe, miniature, illustrazioni, musica e creazione degli scenari ampliano l’esperienza verso altri linguaggi.

Inclusione

Il gioco viene letto anche come spazio per partecipazione, relazione, ascolto e crescita personale.

Questa pagina è una sintesi della recensione pubblicata su Ossessioni e contaminazioni. Il testo completo è disponibile sul sito originale.