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    Intervista su Moveorama

    http://www.moveoramag.com/intervista-kristian-sensini/

    Tra i compositori più attivi nell’eterogeneo panorama cinematografico indipendente italiano c’è sicuramenteKristian Sensini. Dal 2009 ad oggi ha ufficialmente all’attivo 20 collaborazioni (le più recenti, “Fighting for Death” e “L’esodo”, quest’ultimo ancora in fase di lavorazione), tra cortometraggi e lungometraggi ma anche una serie tv nazionale come “Provaci ancora prof!” (6 episodi).

    Una collaborazione particolarmente solida è poi quella con il regista Domiziano Cristopharo, fin dall’esordio di quest’ultimo dietro la macchina presa con “House of Flesh Mannequins – La casa dei manichini di carne” e proprio per il regista romano ha prestato servizio nella trilogia “P.O.E.

    Ispirandosi ai racconti di Edgar Allan Poe un pugno di autori sono stati coinvolti da Cristopharo (a sua volta autore) a realizzare dei cortometraggi che, messi insieme, hanno dato vita ad una vera e propria raccolta cinematografica. Un’operazione importante dal punto di vista produttivo (ha di fatto aperto la strada alla realizzazione, nel cinema indipendente italiano, di altri film a episodi) che partita nel 2011 con “P.O.E. Poetry of Eerie” ha partorito anche “P.O.E. : Project of Evil” (2012) e “P.O.E. Pieces of Eldritch (P.O.E. 3)” (2014). Titoli che, come detto, hanno visto la costante presenza proprio di Kristian Sensini.

    Noi gli abbiamo posto alcune domande sull’argomento ma non solo. Ecco cosa ci ha risposto.

    Scorrendo la tua biografia si legge che già all’inizio degli anni ’90 collaboravi come tastierista in numerose band. Una passione quella nei confronti della musica (oltre che un mestiere) che ti accompagna da oltre vent’anni. Come è nata?

    Ho iniziato a suonare a 7 anni circa, le classiche lezioni di pianoforte che si fanno per “provare” . Ho resistito appena qualche mese, probabilmente stressato dal solfeggio che terrorizza molti studenti (se insegnato male…). Ho poi proseguito da autodidatta, grazie al pianoforte a mezza coda che mio papà (nell’entusiasmo delle lezioni iniziali) decise di comprarmi. Avere uno strumento così ingombrante in casa ha fatto si che ogni tanto tornassi a metterci le mani sopra, suonando più che altro ad orecchio. Crescendo ho iniziato a formare i primi “complessini” con gli amici e di li non ho più smesso.

    Nel 2013 hai vinto il Global Music Award per “Hyde’s Secret Nightmare” di Domiziano Cristopharo. Come è nata la collaborazione con lui?

    Ho contattato Domiziano su Facebook, sapevo che lavorava come regista a progetti interessanti e semplicemente mi sono proposto di collaborare ad uno dei prossimi. Abbiamo iniziato con un brano per “The Museum of Wonders” e da li abbiamo collaborato a diversi progetti insieme, “Hyde’s Secret Nightmare” è forse quello al quale tengo di più perché ho lavorato alla colonna sonora nella sua interezza (tranne che per un brano, composto dal grande Alexander Cimini, quella scena non riuscivo proprio a risolverla).

    Parliamo del tuo lavoro sulla serie di “P.O.E.”, l’antologia horror curata da Domiziano. Innanzitutto quali sono state le suggestioni a cui hai attinto per questo lavoro?

    Non ho lavorato direttamente sulle immagini, ma ho cercato di ricreare le atmosfere delle colonne sonore horror degli anni ’80 di maestri come Frizzi e Simonetti, con un occhio anche al lavoro realizzato da Morricone per le musiche di Carpenter. Ho dunque utilizzato un mix di strumenti acustici ed elettrici, con l’aggiunta di synth rigorosamente vintage.

    Ci racconti del tuo lavoro su “P.O.E.”?

    Domiziano mi ha lasciato moltissima libertà per questo lavoro, mi sono occupato delle musiche dei trailer delle tre antologie, dei titoli di testa e di coda e di alcuni episodi girati dallo stesso Domiziano, per gli altri ogni regista ha portato nel progetto un diverso compositore. Sono stato sempre appassionato di letteratura Horror, in particolare di Poe e Lovecraft, lavorare ad un progetto del genere è stata una grande opportunità di “restituire” musicalmente quello che ho immaginato per tanti anni leggendo i racconti del maestro di Baltimora. Ho cercato però di aggiornare le sonorità ai giorni nostri per rendere la musica più in linea con l’intero progetto.

    Che tipo di rapporto si è stabilito fra regista e compositore?

    Quando lavoro con Domiziano o ci capiamo subito…o affatto, quando le nostre visioni si allineano lavoriamo benissimo e molto rapidamente. Domiziano ha una cultura musicale sconfinata (sicuramente maggiore della mia) ed è sempre un piacere seguire le sue indicazioni. Come detto in questo caso ho avuto carta bianca e la massima fiducia nel mio lavoro. Evidentemente è funzionato tutto alla perfezione.

    Come è cambiato, se è cambiato, il tuo approccio dal punto di vista lavorativo/creativo per i singoli capitoli?

    Non ho lavorato all’antologia nella sua interezza, è l’opera di diversi registi ed ognuno di essi ha coinvolto i compositori con i quali collaborano normalmente. Nelle 3 diverse antologie ho scritto titoli di testa o di coda, alcuni capitoli dell’antologia (in particolare quelli diretti di Domiziano) e alcuni dei trailers.

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    Da compositore di successo pluripremiato, quai sono i tuoi consigli a chi vuole intraprendere questa carriera?

    Cercare di avere una solida cultura cinematografica innanzitutto, ci sono tanti musicisti bravissimi ma che spesso non sanno guardare al film ed alla musica con l’occhio del filmmaker. Poi è fondamentale smettere di ascoltare colonne sonore, a mio parere, se non nel contesto del film, e di impegnarsi seriamente nell’intento di trovare una propria voce, l’originalità che li distinguerà tra tutti gli altri compositori e li renderà unici e desiderabili.

    In base alla tua formazione ed esperienza a 360 gradi nel campo della composizione musicale, quali sono difficoltà nel realizzare una colonna sonora per un film?

    Di base trovare il regista che ami talmente il tuo lavoro e che si fidi talmente tanto da lasciarti totalmente carta bianca! Capita molto raramente, ma quando accade si riesce ad essere molto creativi e ad apportare un contributo veramente creativo al film. Per il resto la difficoltà principale è cercare di trovare il “ritmo” giusto per ogni scena, cercando di non soffocarla con la musica ma di sollevarla grazie ad essa. Poi ovviamente dipende da film a film e da scena a scena, in alcune ci sono magari problemi di ritmo, di narrazione o di montaggio che solo la musica può risolvere (più che altro perché è l’ultimo elemento in ordine di tempo che può intervenire). Altra difficoltà è riuscire ad essere creativi nel pochissimo tempo che di solito si ha per comporre, orchestrare e registrare il proprio lavoro. Un artista pop/rock può lavorare ad un album anche per anni, noi compositori che ci occupiamo di cinema abbiamo di solito 3, 4 settimane di tempo.

    Passando in rassegna la Storia del Cinema, qual è, secondo te, la miglior colonna sonora e perché?

    Domanda difficilissima, ed impossibile da rispondere. Posso dire che la trilogia di Star Wars mi ha influenzato molto e per prima mi ha fatto capire l’importanza della musica cinematografica come metalinguaggio. E’ un lavoro dettagliatissimo e meticoloso e l’uso del tematismo di John Williams è molto raffinato (spesso subliminale) nel dare ulteriori chiavi di lettura alla narrazione della trama.

    Qual è il segreto per creare una colonna sonora di successo?

    Riuscire a lavorare ad un film di successo, con attori di successo ed un regista molto popolare. Ci sono colonne sonore obiettivamente non belle ( o non particolarmente originali ) che hanno avuto successo internazionale perché legate ad un film di successo o del quale si è parlato molto. D’altra parte ci sono colonne sonore eccezionali che quasi nessuno conosce perché legate ad un film indipendente, non sufficientemente distribuito o reclamizzato.

    La Storia del Cinema è ricca di colonne sonore memorabili, che restano impresse nella memoria degli spettatori, ma che sembrano però appartenere più al passato che al presente. Secondo te, partendo da questa osservazione, negli ultimi 40 anni come è cambiato, se è cambiato, l’approccio alle colonne sonore?

    E’ cambiato l’approccio alla cinematografia, tutto è molto più chiassoso oggi, il montaggio, il mix del suono, i dialoghi, per non parlare degli effetti sonori che spesso coprono tutto con il loro volume esagerato. Il pubblico è sempre più distratto (basti pensare a quanti in sala controllano ogni due minuti il telefonino o il tipo di visione che si ha in casa dove ci sono mille distrazioni), di conseguenza molto cinema mainstream lavora sulla velocità e chiassosità della colonna sonora (nella sua interezza) per mantenere l’attenzione ad un livello accettabile. Questo discorso vale per i blockbusters ovviamente, la musica di conseguenza è diventata molto rumorosa, poco melodica e sovrabbondante di percussioni ed effetti “speciali”. Il rischio è che in questa maniera tutte le soundtrack stanno diventando simili e molto poco originali. C’è poi il rischio opposto, quello dove la musica è una presenza fin troppo invisibile, ridotta a soundscape, senza melodia o interesse, si tratta di colonne sonore che al di fuori del film non hanno alcun peso o interesse ad essere ascoltate. In conclusione, mancano i temi, le melodie riconoscibili al giorno d’oggi e sono a mio parere più importanti (e sottovalutate…) di tanti altri elementi che possono fare di un film mediocre un ottimo film.

    Moveorama intervista

  • NEWS - PRESS

    Randall Larson review of “Hyde’s Secret Nightmare” OST

    Amazing review, really proud of it !

    You can buy the soundtrack at Kronos Records Website

    or on Itunes in Digital Format

    From the Website buysoundtrax.com

    HYDE’S SECRET NIGHTMARE/Kristian Sensini/Kronos


    Kronos Records  has released a CD of Kristian Sensini’s eloquent orchestral score for this “granguignolesque and erotic” horror reinterpretation of the Dr. Jekyll and Mr. Hyde saga.  The film is from Italian director Domiziano Cristopharo, who first began to recover the tradition of erotic horror in his 2009 film, HOUSE OF FLESH MANNEQUINS, which was also his first collaboration with composer Sensini.  The two worked again on 2010’s THE MUSEUM OF WONDERS; Cristopharo described their collaboration on HYDE’S SECRET NIGHTMARE as their best collaboration to date.   “HYDE’S SECRET NIGHTMARE was something complex to make music for, but I wrote it out of instinct, thanks to the evocative power of the images,” wrote Sensini in a composer’s note in the album booklet.  “From my part, it’s a personal tribute to the many international Masters (Goldsmith, Herrmann, North) and Italian composers (Morricone, Simonetti, Frizzi) who made this genre a great one.”  Sensini created the score in his own studio.  “I didn’t try to imitate a real orchestra through technology,” he said.  “On the contrast, I wanted to use the digital sound palette I had at my disposal in a creative way, in order to recreate a new sound floating above dream, reality, and nightmare.”  Eschewing specific themes, Sensini chose to use a simple three-note descending melody, which is omnipresent throughout the film in a wide number of very different variations.  The score embraces a kind of dark allure, fitting the director’s mix of seduction and suspense, eroticism and alarm.  Its central 3-note phrase reappears throughout like an unwanted evil spirit, emerging from the shadows to evoke the tendrils of its melody or evoked in a passionate pianistic triad with voice and woodwind, such as the dark sensuality of “Love you Madly,” which grows and erupts into an oppressive siren-song of imminent doom, the glint of sharp teeth reflected in its gathered cacophony and wailing melisma.  The score creeps along this way in a variety of guises, from haunting solo piano pieces (“Truth or Dare,” “Mother”) and spooky mélanges of acoustic piano and synthesized ambiance (“Bad Memories,” “Twinge of Love” which also adds a distant operatic voice, Thereminlike, into the mix), to rocking grooves (“Elektro Dark”) and minimalistic progressions of piano and winds (“Beyond the Mirror”).  “Sad-uction” is a particularly striking track: opening quietly with low, pensive piano notes and reverberating scraped piano strings, the main melody is gently played on acoustic guitar while a quiet flute wafts in the background.  The cue grows in emphasis, progressively rising in power, until its formal structure is shed and the cue becomes a frightening array of fragmented shards of its former design, the piano melody transformed into malicious harpsichord notes, the flute piping aimlessly, the 3-note motif erupting in a viciously thrice-segmented declarative grimace, until all dissolves into a rushing spray of eruptive cymbal.   “Death Lover” is a sensuous cue embraced within a rocking electric bass rhythm, progressing into a sturdier mélange of urgently fingered piano arpeggios, very giallo in style.  It’s quite a captivating score with an interesting mixture of styles, each evoking a kind of gloomy longing in which desire seeks constantly to trump caution and danger lurks with each enticing curve of shadow.  The composer’s sure hand keeps the musical momentum from spiraling out of control, and the progressive textures and enigmatic appeal of the sound design is constantly appealing.  Bonus tracks on the album include Sensini’s quite thrilling developing ambiance for the film’s trailer, and two tracks he wrote for Cristopharo’s segment of the subsequent 2011 anthology film, P.O.E. POETRY OF EERIE.

     

    I am quite amazed to read my name near the one of “Johnny” Williams

    hyde review buysoundtrax