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    Colonne Sonore e Tutela del repertorio – SIAE – ASCAP – PRS – Copyright

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    Oggi parliamo di un argomento che mi avete richiesto in molti: il rapporto dei compositori con la SIAE ed in generale quali sono i metodi per proteggere la paternità del proprio lavoro. E’ raccomandata per questo la SIAE o è meglio rivolgersi a qualche altra associazione sua pari?

    Io sono stato in passato molto critico nei confronti di questa società, nel mio sito potete leggere diversi articoli in cui tratto l’argomento. Il suo principale difetto è quello di essere un’associazione di vecchio stampo, non aggiornata, anche se qualcosa ultimamente sta cambiando, in meglio ovviamente.

    Tutelare e proteggere le proprie opere è un conto, mentre tutt’altra faccenda è richiedere ad una società di occuparsi di quello che riguarda lo sfruttamento del diritto d’autore delle proprie opere. Nessuna associazione che conoscete (SIAE, BMI, ASCAP, PRS) si occupa di entrambe le cose.

    Tutte queste associazioni si occupano di raccogliere i soldi derivanti dal diritto d’autore e di ridistribuirli agli associati in base a quanto l’opera viene sfruttata, riprodotta e sincronizzata. Nessuna di queste associazioni tutela l’opera. Quando si tratta di fare una causa legale contro chi ha copiato un nostro lavoro, la SIAE non si preoccupa di sostenerci in quella causa, semplicemente non è il suo compito. Può portare delle prove, come ad esempio lo spartito, indicando il giorno in cui è stato depositato, però questo non è sicuramente sufficiente per vincere una causa e tutelarsi.

    Se il vostro intento è quello di proteggere le vostre opere in modo che non se ne possa appropriare qualcun altro, queste associazioni risultano essere insufficienti. Esse garantiscono un livello di tutela che è pari alla cosiddetta “tutela del povero” che si usava una volta (e che qualcuno usa tutt’ora) che consiste nello spedirsi i CD o le partiture della propria musica, per avere il timbro postale che fa fede della data di creazione dell’opera. Quella busta chiusa certifica, laddove servisse una prova futura in tribunale, che quell’opera esisteva in quella specifica data. Questa prova in tribunale ha la stessa valenza di quello che può fare la SIAE. E’ già qualcosa, ma non è sufficiente.

    Se volete tutelare le vostre opere dovete inviare tutto all’associazione americana del copyright. Ci sono anche altre associazioni, ma la migliore è sicuramente questa. Potete mandare il vostro materiale direttamente online, il costo è di circa 60 dollari per ogni upload che può arrivare a massimo un giga in totale, il che corrisponde ad un bell’archivio se mandiamo soprattutto spartiti in pdf ed mp3. Inviando il materiale si sancisce la proprietà dello stesso, senza possibilità di mettere in discussione la cosa.

    Qualcuno di voi mi chiede anche se quando invio il materiale demo ai registi è già protetto da copyright. Quando si lavora con un regista c’è di mezzo un contratto. Quando si lavora con un contratto alla fine il materiale prodotto è anche di proprietà del regista ed in questo caso non c’è il rischio che venga rubato. Se si comunica col registra tramite email c’è lo scambio epistolare che certifica la proprietà del materiale. Quindi se sto lavorando con un regista sotto contratto registro tutto solo alla fine anche perché quando si lavora ad un film non si ha davvero tempo di preoccuparsi della burocrazia (a meno che non avete una serie di collaboratori che si occupano di questi dettagli. Inoltre il materiale potrebbe essere modificato diverse volte prima di arrivare alla versione definitiva.

    Se invece sto facendo ascoltare al regista dei provini, e non c’è ancora un rapporto di collaborazione contrattualizzato la questione è un po’ diversa. Se si tratta di brani abbozzati, nemmeno in questo caso registro, se però il brano per il provino è già corposo, ci ho lavorato molto ed è già concluso e con un’identità ben precisa, allora faccio una preregistrazione, non all’ufficio del copyright, ma magari alla SIAE e alle altre associazioni alle quali sono associato. Quindi un po’ mi tutelo, anche se non è la mia priorità, che è invece scrivere.

    Attualmente sono iscritto alla SIAE, all’ASCAP e alla PRS, alcuni di voi mi hanno chiesto se è possibile essere iscritti a più associazioni ed eventualmente quale consiglio.

    Dipende tutto da come lavorate e quali sono le vostre esigenze primarie.

    Io sono iscritto alla SIAE dal ‘93 – ‘94, quindi ho un corpus ingente di opere depositato.

    Sono iscritto alla SIAE, che tutela il mio repertorio per tutto il mondo, ma ho richiesto, attraverso un modulo, il distacco per alcuni territori. Le mie opere quindi vengono tutelate dalla SIAE in tutto il mondo, tranne che negli Stati Uniti e nel Canada, dove ho affidato la tutela delle mie opere all’ASCAP, e in Irlanda e Gran Bretagna, dove vengono tutelate dalla PRS.

    Attualmente sono mandante per la SIAE e non socio. La differenza tra mandante e socio è che il socio può votare alle elezioni della SIAE, ma è un voto inutile perché il mio voto ha un diverso valore in base a quanto riesco a guadagnare all’anno di diritti d’autore. Il mio voto avrà quindi un valore diverso da quello di Mogol, che guadagna più di me. Non è una società tra pari ma un’oligarchia in cui il voto di pochi conterà molto più di quello di tutti gli altri soci.

    Ho deciso così di rinunciare ad essere socio per essere mandante. Disiscrivermi avrebbe infatti comportato tutta una serie di problemi, cioè avrei dovuto tutelare nuovamente tutto il mio repertorio e sarebbe stata una cosa complessa perché cominciavo ad avere più di cinquecento brani in repertorio. L’altro motivo per cui non mi sono distaccato completamente dalla SIAE è che lavoro molto in Italia. Ho rapporti con RAI, Mediaset, alcuni registi indipendenti italiani e dal punto di vista burocratico se sono iscritto alla SIAE semplifico molto le operazioni ai miei datori di lavoro italiani. Nel nostro mestiere occorre essere dei collaboratori che risolvono i problemi, non persone che ne creano.

    Per lo stesso motivo mi sono iscritto all’ASCAP. Se vado a spiegare ad un regista o a un produttore americano quanto sono complicate alcune operazioni in SIAE loro diventano completamente matti e la volta successiva che devono fare un lavoro preferiscono lavorare con un compositore americano iscritto all’ASCAP. Essere iscritto a più società per me significa semplificare la vita alle persone con cui lavoro. Il mio agente a Los Angeles, quando abbiamo fatto il contratto per un film un paio di anni fa, è stata contentissima quando ha scoperto che ero iscritto all’ASCAP perché il lavoro burocratico di ore o addirittura giorni si è ridotto ad un lavoro di pochi minuti.

    L’ASCAP è anche molto veloce, sia nel rispondere alle mail che nel risolvere i problemi. Questa è una cosa molto americana.

    Tra l’altro iscriversi all’ASCAP ha un costo irrisorio. Sono circa 36 dollari una tantum, non come alla SIAE, dove il pagamento è annuale. Sotto i 30 anni l’iscrizione alla SIAE è gratuita, superati i trenta bisogna iniziare a pagare la quota annua che è sugli 80 – 100 €. Quando mi sono iscritto io negli anni 90 era previsto anche un esame.

    Anche alla PRS si paga una quota iniziale, forse un po’ più alta, e poi più niente.

    L’ASCAP è molto brava nel attirare a sé nuovi iscritti. Crea anche una serie di opportunità, organizza corsi per i soci, di cui molti gratuiti, programmi di tutorship, premi in denaro per gli iscritti. Ci tengono molto a creare lavoro e a far girare soldi, in questo modo anche loro guadagnano.

    Quindi un’associazione in realtà vale l’altra a livello di tutela. I vantaggi sono un po’ quelli che vi ho detto, oltre anche alla distribuzione del denaro. Se lavorate con ASCAP e PRS avendo la residenza fiscale in Italia, su quello che vi verrà inviato dovrete pagare una serie di tasse in Italia.

    Altro vantaggio è la velocità con cui effettuano i pagamenti. La SIAE è molto lenta nel collezionare i soldi e altrettanto lenta nel ridistribuirli. Ho fatto una serie che è andata in onda nel settembre 2015 e ho ricevuto i diritti d’autore più di un anno e mezzo dopo. L’ASCAP è molto più precisa in questo. Dal sito vedi quando è andato in onda il tuo brano e dopo poco ti arriva il denaro.

    Non è tanto una questione di denaro. Lavoro poco con la televisione, quindi non parliamo di grandi cifre. E’ però importante per me sapere in tempi brevi quali brani funzionano e quali no, quali brani sono stati depositati e finiscono in onda e quali no.

    Certo è un po’ stressante dover registrare i brani in tre diverse associazioni, ma forse l’ASCAP sta risolvendo anche questo problema. Qualche anno fa parlavo con un responsabile ASCAP per l’Europa e diceva che stanno lavorando a dei sistemi per travasare automaticamente tutti i brani dalla SIAE all’ASCAP.

    In sintesi: per tutelare i brani bisogna registrarli sul sito copyright.gov. Per la raccolta dei diritti d’autore SIAE, ASCAP, PRS e altre società consorelle vanno bene tutte. La SIAE mi sento di consigliarvela se lavorate prevalentemente in Italia, ovviamente tutela anche i lavori che fate all’estero. Inizialmente iscrivetevi alla SIAE, poi se lavorate tanto con l’estero prendete in considerazione di iscrivervi anche all’ASCAP.

    Se pensate di lavorare prevalentemente all’estero e il territorio italiano non vi interessa o vi interessa solo marginalmente, iscrivetevi direttamente all’ASCAP perchè ne avrete molti vantaggi e tanta praticità.

    Spezzo una lancia a favore della SIAE comunque perché negli ultimi due anni ha velocizzato molto le operazioni di deposito grazie al deposito online di spartiti ed mp3, fino a non molto tempo fa occorreva inviare faldoni pieni di spartiti e moduli per depositare le proprie opere.

    Iscrivetevi ad almeno una di queste associazioni. Non mandate solo i brani all’ufficio del copyright per proteggerli. Diversamente, se il vostro brano dovesse finire su un film famosissimo, non vedreste nemmeno un soldo di diritto d’autore. Pretendete sempre dalle persone con cui lavorate di conservare i diritti d’autore, non è una cosa scontata perché alcuni produttori vi chiederanno una parte o la totalità dei diritti d’autore dei brani che scrivete per quel film. Se siete agli inizi iscrivetevi alla SIAE. Ha però un costo annuale che dovete valutare se riuscite a ripagare con i lavori che fate. Se siete ancora a livello amatoriale, iscrivetevi all’ASCAP, facendo una spesa unica. Dovete però essere ferrati con l’inglese. Le pratiche non sono complicate, ma un po’ di dimestichezza con l’inglese dovete averla.

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    Compositori di Colonne Sonore – è utile partecipare a premi e concorsi?

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    Vale la pena per un compositore di colonne sonore partecipare a concorsi? Ha senso? Ha un’utilità? Cosa può portare di buono? Sono una perdita di tempo? Non servono a niente?

    Io ho un’opinione ben precisa al riguardo. Premetto che io ho partecipato a molti concorsi. Alcuni sono andati meglio, alcuni sono andati peggio. Fa chiaramente piacere quando si vincono mentre si hanno delusioni quando non si vincono, ma essi non ci danno il valore della nostra arte e del nostro lavoro perché quello che viene giudicato è esclusivamente personale, soprattutto se parliamo  di musica per le immagini.

    Lo stesso Morricone ha detto più volte che si è trovato molto in difficoltà quando ha fatto parte di alcune giurie perché in realtà non esiste un modo unico di musicare una scena, ci sono tanti modi quanti sono i compositori che musicano quella scena e tutti a modo loro sono adeguati ed esatti. Morricone diceva che aveva difficoltà a decidere perché tutti andavano bene. Poi c’erano alcuni che potevano piacergli di più e altri di meno, però tutti andavano bene: il giudizio finale è un elemento relativo perché dipende dal gusto di chi fruisce  dell’opera.

    Se io dovessi fare il giurato in un concorso lo farei in base ai miei gusti personali, al mio background, alla musica che mi piace ascoltare, indipendentemente da come viene gestita la scena: la musica arriva “prima” ed in maniera subconscia. Poi ovviamente ci sono casi di clamorosi errori di sincrono o di interpretazione, ma sono abbastanza rari.

    Quando partecipiamo ad un concorso lo facciamo non tanto per affermare che il nostro modo di gestire la scena è migliore di quello degli altri. Partecipare ai concorsi è un modo per mettersi alla prova e per avere degli stimoli ben precisi. Parlo soprattutto per quei compositori che non hanno una grande esperienza ovvero non hanno ancora fatto un film completo o un documentario, che hanno fatto solo piccoli lavori e cortometraggi. Il consiglio è di partecipare ai concorsi perché sono utili per mettersi alla prova.

    Sono innanzitutto un banco di prova per la gestione del tempo. Se devo partecipare ad un concorso non posso perdere troppo tempo a lavorare alla musica perché le scadenze di consegna dei concorsi di solito sono abbastanza strette. Questo mi sarà utile perché quando mi trovo a lavorare ad un film a livello professionale la data di consegna è rigida ed improrogabile. Partecipare ai concorsi dunque ci abitua a lavorare in economia di tempo.

    In secondo luogo sono una fonte di ispirazione inaspettata spesso ci vengono già dati filmati sui quali lavorare (uguali per tutti) è dunque un modo per ascoltare il lavoro degli altri partecipanti, vedere come hanno interpretato le scene, i sincroni e che soluzioni tecniche e narrative hanno utilizzato.

    Questo indipendentemente dal risultato perché i risultati vi assicuro che sono veramente indipendenti dalla nostra bravura. Parlo dei premi più piccoli, fino ai più grandi.

    Per quanto riguarda gli Oscar ad esempio non sono convinto che i cinque che arrivano alla nomination siano i migliori score dell’anno. Ci sono vari parametri che andranno ad influenzare il giudizio finale. La colonna sonora di “La La Land” ad esempio è stato favorita perché il film è un musical, ha un background molto forte, incentrato su un certo tipo di jazz, e, conoscendo i membri votanti dell’Accademy, probabilmente questo è stato un fattore decisivo. Se vado ad inseguire i gusti posso guadagnarmi le grazie dei votanti. Non vince la migliore colonna sonora, vince quella che in quel momento, quegli specifici giurati ritengono più adeguata e più vicina alla propria sensibilità musicale.

    I concorsi sono importanti da fare, fateli, ma indipendentemente dal risultato. Poi se arrivano premi e riconoscimenti, ci fanno piacere e vanno a compensare le tante sofferenze che il compositore patisce di giorno in giorno.

    Hanno un’influenza grande sulla nostra carriera? In realtà penso di no. Il prossimo regista con cui andremo a lavorare è in realtà più interessato alla musica che stiamo scrivendo che ai premi che vinciamo. E’ difficile che un regista scelga un compositore perché ha vinto tanti premi. Per un discorso di public relations il vostro agente sarà contento vedervi vincere molti premi perché gli darà modo di pubblicizzarvi meglio, ma il regista in realtà è disinteressato a questo, anche ad alti livelli. Il produttore di un’importante casa cinematografica vi considererà sempre l’ultimo arrivato anche se avete vinto vari riconoscimenti.

    I riconoscimenti ci fanno lavorare di più? Sinceramente non ne sono convinto. Esiste ad esempio la “maledizione” del vincitore all’Oscar. Molti compositori, dopo aver vinto il prestigioso premio, hanno lavorato meno di altri colleghi.

    Molti mi chiedono se possono partecipare ad un concorso se non hanno mai lavorato ad un film o ad un cortometraggio. I consigli che vi do sono di vari tipi. Se non avete un cortometraggio fatto da un vostro amico o da un regista che conoscete che necessiti di una musica originale, prendete qualcos’altro di avulso. Cercate su Youtube e troverete una marea di materiale. La prima cosa che mi viene in mente sono i film muti. Io qualche anno fa ho scritto una colonna sonora per Nosferatu. Basta che cercare “silent movie” e troverete una quantità incredibile di materiali

    Bisogna avere i diritti d’autore per utilizzare questi film? In realtà no perché perché sono ad uso personale, per ragioni di studio a tutti gli effetti, ovviamente meglio selezionare film che sono di pubblico dominio. Al seguente link trovate una lista incredibile di pellicole di questo tipo http://publicdomainflix.com .

    Prendete uno di questi film e scaricatelo. Per farlo da Youtube ci sono mille applicazioni che vi permettono di scaricare in formato mp4, dopodichè lo importate su Cubase (o sulla DAW che utilizzate normalmente) e iniziate a lavorare.

    Un’altra idea è prendere una scena famosa di un film conosciuto e lavorare su quella. Basta togliere la musica dal video originale e iniziare a lavorarci. Per basta mettere in mute la traccia audio. Una volta terminato il processo di composizione potete montare insieme video ed audio con Movie Maker ad esempio, un programma gratuito disponibile per Windows, ci sono ovviamente programmi gemelli sulla piattaforma Apple. Consiglio di prendere dei film che non hanno una musica già troppo iconica (lascerei stare ad esempio qualsiasi cosa composta da John Williams o Morricone, le immagini sono inseparabili dalla musica in quei casi, almeno a livello di immaginario comune). Guardate le scene del film senza ascoltare la musica, che potrebbe influenzarvi troppo, e poi scrivete la musica.

    Un’altra idea che vi posso dare è di utilizzare film degli anni 70 e 80, che hanno molta meno musica dei film che si girano oggi. In essi abbiamo scene in cui c’è il dialogo, ma non c’è la musica. Io qualche anno fa avevo presentato dei lavori su film dotati già di colonna sonora, lavorando su scene dove la colonna sonora era assente.

    Un altro punto di partenza potrebbe essere prendere video di scene di vita reale e non di fiction. Ad esempio, per lavorare su una musica d’azione si può prendere una scena di un incontro di box o un filmato sportivo in generale, potreste studiare come si accompagna un dialogo provando a musicare il discorso d’insediamento di uno dei presidenti degli Stati Uniti. In rete trovate anche molti cortometraggi di animazione sui quali potete lavorare, ovviamente togliendo la musica originale.

    I concorsi mi sono serviti tantissimo per comporre delle musiche e cimentarmi in alcuni generi che diversamente non avrei mai affrontato. Oltretutto mi hanno consentito di accumulare molto materiale originale (audio) e di avere diversi filmati che, una volta montati insieme, sono andati a formare i miei primi show-reel che ho utilizzato per mostrare ai registi le mie potenzialità.

     

    Di seguito alcuni link a concorsi italiani ed internazionali:

    http://faculty.oticons.com

    https://www.filmmusiccompetition.ch/en/

    http://filmmusicfestival.org/en/jerry-goldsmith/

    http://www.masawards.com/international/

    https://www.worldsoundtrackawards.com/en

    http://www.lavagninofestival.it/

     

     

     

     

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    L’anno che verrà

    Il 2016 verrà ricordato come l’ Annus Horribilis della Musica perchè ci ha portato via tanti musicisti eccellenti.
    Non posso però non ricordarlo come il mio anno Creativo per eccellenza.
    Non solo ho lavorato a tanti progetti interessantissimi (che ho incominciato a selezionare con molta più attenzione che in passato), ma ho speso molte energie per la mia Opera d’Arte più importante, il piccolo Leo che è nato appena un mese fa. Ovviamente sono stato supportato dalla mia co-autrice preferita, Agnese, la mamma di Leo.

    Ho trovato il tempo per rinnovare il mio sito ed inserire samples di tutti i progetti ai quali ho collaborato ad oggi, li potete ascoltare, catalogati per film alla seguente pagina:
    https://www.kristiansensini.com/credits-2/ .

    Ho anche rinnovato il mio canale http://www.youtube.com/kristiansensini nel quale, su suggerimento di molti di voi, ho iniziato pian piano a caricare dei video che riguardano il backstage del lavoro di compositore e soprattutto consigli e suggerimenti per chi sta intraprendendo questa carriera.

    Il 2017 si prospetta un anno pieno di impegni, ho inziato la pre-produzione di un film Italiano (“Il Bagno di Venere”), di una serie televisiva e del prossimo film di animazione di Signe Baumane con la quale ho avuto il piacere di collaborare per “Rocks in my Pockets”. Ho invece appena terminato la colonna sonora del cortometraggio “Sharpe” un piccolo capolavoro canadese girato interamente in 16mm.

    In primavera pubblicherò anche il mio secondo libro, dal titolo “Il Jazz è un gioco da Ragazzi”, un trattato dedicato ai musicisti ed agli insegnanti che spiega quanto sia importante e positivo (nella quotidianità e nell’insegnamento) imparare ad improvvisare…senza improvvisarsi. E’ il tentativo di riscoprire la creatività che è in ognuno di noi fin da bambini e che crescendo spesso dimentichiamo di coltivare.
    Il mio augurio per il nuovo anno è che possiate essere felici, in pace ed in salute, e che nel complicatissimo periodo storico nel quale ci troviamo a vivere possiamo riscoprire la compassione e l’ascolto del prossimo, vivendo con più attenzione possibile e pienezza ogni singolo momento presente.
    Del resto è tutto quello che abbiamo.

    Kristian
    p.s. vi ricordo la mia pagina Facebook se volete essere aggiornati, più o meno quotidianamente sui miei lavori 🙂

  • NEWS

    La routine quotidiana del Compositore di Colonne Sonore

     

    Oggi è un occasione speciale, per festeggiare i Mille iscritti al canale e, contemporaneamente, il mio compleanno ho preparato questo video contenente i miei personali consigli su come gestire al meglio le ore che dedichiamo al lavoro di composizione.

    Penso sia utile per tutte le persone che fanno della Musica il proprio mestiere, confrontarsi su come utilizzare il proprio tempo, cercando il più possibile di evitare distrazioni e allo stesso tempo ottimizzando le proprie energie.

    Di seguito vi linko del materiale del quale parlo nel Video, sperando vi sia altrettanto utile.

    – Carta da Musica per arrangiamenti orchestrali LINK

    – Carta da Musica per sketch orchestrali (la stessa usata da John Williams) LINK

    – Alcune App che utilizzo per la Meditazione e lo Yoga

     

    – L’App gratuita Yamaha Piano Diary (per prendere appunti MIDI)

    Buon ascolto e come sempre, se volete, vi invito a scrivermi commenti o domande sulla mia pagina Facebook www.facebook.com/kristiansensini o sul canale Youtube www.youtube.com/kristiansensini

  • NEWS - PRESS

    Recensione “La Sorpresa”– Colonnesonore.net

    Condivido con un certo orgoglio la bella recensione di ColonneSonore.net (Massimo Privitera) della mia partitura per il film La Sorpresa di Ivan Polidoro

    http://www.colonnesonore.net/recensioni/cinema/4546-la-sorpresa.html

    Il cd è disponibile (a tiratura limitata) al seguente indirizzo http://www.cdbaby.com/cd/kristiansensini3
    La versione digitale invece la trovate in tutti gli stores…digitali.

     

    Scritto da Massimo Privitera. Pubblicato in Cinema

    Kristian Sensini
    La sorpresa (2015)
    Keyestudios
    15 brani – Durata: 38’10”

    Kristian Sensini, vincitore del nostro Premio dei lettori nel 2014, nella categoria Migliore Musica per Film Straniero, per la pellicola d’animazione lituana Rocks In My Pockets, si approccia musicalmente a questo dramma familiare di Ivan Polidoro con una grazia sospesa colma di trepidazione emotiva. Fin dalla prima traccia, “Attese”, si tratteggia l’andatura sonora della score, con violino, viola e violoncello (tutti suonati accoratamente da Cristiano Giuseppetti) che lenti, quasi timidi, cantano amaramente il tema portante, ed il flauto (suonato da Sensini), col suo sopraggiungere mesto e desolato, ne marca ulteriormente il carattere drammatico.

    Elettronica ancestrale e un piano astratto si addentrano nei segreti nascosti del film, in “La sorpresa 1”, nel mentre “Come sospesa” tra sintetismi, flauto e chitarra (Jan Mozzorecchia) cerca di rasserenare questa complicata storia di un rapporto a tre (padre, figlia e infermiere che cura il primo gravemente ammalato) con un secondo tema fondamentalmente malinconico ma che ricerca qualche spiraglio di vitalità. Cameristico per archi viene eseguito il tema principale in “Devotio”, divenendo ancor di più elemento straniante e amareggiato. Un piano gocciolante e cantilenante (“Figlia del padre”) su effetti ritmici a pioggia raffigura la figura della figlia ventenne che non trova alcun punto di contatto con il padre che ormai stanco, desidera solo morire. Liturgico e angelico il canto per voce sdoppiata eterea di Laura Bruno in “Ana Yelena”. “Padre” assegna il compito ad una viola con effetto eco accentuato di cantare dolorosamente il leitmotiv di questo padre che solo nelle cure dell’infermiere trova le amorevoli attenzioni di un figlio non figlio che la sua vera figlia non riesce a offrirgli. Una nenia sintetica, quindi lontana nel suo suono metallico freddo, interpreta il tema principale in “La sorpresa 2”. Una “Ragnatela” metaforica più che reale nel canto straziato degli archi, della chitarra e di ritmiche asettiche prova a scavare nelle microtrame di questa vicenda piena di dolori e segreti. “Ana Yelena 2” rincontra il canto religioso di Laura Bruno con sfumature liturgico-orrorifiche tra Schubert e Keith Emerson. “Surprise me” gioca su ritmiche ipnotiche e synth anni ’80 carpenteriani. “La sorpresa” ondeggia glassianamente tra il suono insistito degli archi, liquescenze ritmiche e un piano ribattuto. “Un tango”, lo dice il titolo stesso, è un ballabile appassionato dalle ritmiche moderne intriso di reminiscenze piazzolliane: molto bello e virtuoso! In “Ana Yelena 3” il canto raddoppiato della Bruno assume valenze più incorporee insieme al controcanto del piano. Chiude il CD “La sorpresa piano” nel quale il leitmotiv primario mostra tutta la sua grazia addolorata in cerca di redenzione. Una partitura che entra sottopelle dopo svariati ascolti e che fa rivivere in noi ciò che di più nascosto risiede nel nostro animo.

    La sorpresa - colonnesonore

  • NEWS - PRESS

    Audio Intervista su Arena Musicale

    Al seguente Link la lunga intervista riguardante la mia esperienza di compositore per il cinema e la televisione

    http://www.arenamusicale.it/guadagnare-con-le-colonne-sonore/

    Ecco un’anteprima delle domande

    • Quanto si può guadagnare
    • Caratteristiche della musica per colonne sonore
    • Tipi di accordi tra compositore e committente
    • Rapporti con la SIAE
    • Strumenti tecnologici da non farsi mancare
    • Prospettive di lavoro in Italia e all’estero
    • Consigli per farsi conoscere in questo settore
    • Chi contattare e come

     

    Kristian Sensini

    Compositore di colonne sonore

    Kristian è un autore pluri-premiato di molta musica creata appositamente come colonna sonora e ha condiviso con noi di ArenaMusicale alcuni aspetti della sua esperienza.

  • NEWS - Uncategorized

    Attenti al Lupo! Mai lavorare Gratis…

    Ogni singolo musicista ha almeno una volta ricevuto la richiesta di suonare gratis…e praticamente tutti, almeno una volta, per le ragioni più diverse abbiamo accettato. Il problema è un pò più grave quando a chiedere di lavorare gratis sono le produzioni cinematografiche, che hanno budget comunque più alti del pub sotto casa e che davvero a volte non riesce a pagare per la musica dal vivo.

    Il più brevemente possibile vi spiego perchè è sbagliato prestare i propri servizi gratuitamente e come gestirsi quando ci viene richiesto

    1. Il regista o la produzione ci dicono che sono arrivati alla post-produzione senza un soldo e devono per forza chiederci di lavorare senza poter pagare il lavoro. Fuggire da queste produzioni, se non hanno previsto nel budget iniziale una percentuale da destinare alla post- produzione ed alla musica significa che o non sono dei professionisti, o ancora peggio, se lo sono, che non ritengono la musica importante per il loro film. Lavorando gratis ad un film del genere avvaloriamo la loro testi…e verremo trattati con la stessa importanza che loro riservano alla musica, ovvero nessuna.
    2. Il regista ci chiede di lavorare gratis, per questa volta, il prossimo film ci sarà un budget decente. Per la mia esperienza personale non è mai vero, la seconda volta semplicemente cercheranno un altro musicista che lavorerà gratis, al posto nostro. Oppure nel caso abbiano un budget decente chiamano un nome più conosciuto del vostro…se posso spendere perchè chiamare uno sconosciuto? Il consiglio in tal caso è di firmare un contratto a nostra tutela. Mi è capitato giusto questa estate, una produzione mi ha chiesto 10 minuti di musica per un piccolo lavoro, assicurandomi in cambio il lavoro retribuito sul successivo cortometraggio. Una volta consegnato il lavoro (“Sei stato bravissimo…grazie eh!” quell “Eh!” alla fine mi ha terrorizzato) e partita la produzione del corto, finanziato molto bene dal MIBACT tra l’altro, hanno detto che la musica non occorreva (“grazie eh!”).
    3. Il regista ci dice che tutti hanno lavorato gratuitamente e dunque anche il compositore deve farlo. Questo discorso può anche starmi bene, per una produzione piccolissima posso anche concedere i miei servizi gratis, ma le REGISTRAZIONI della colonna sonora devono venire pagate, così come i musicisti che partecipano. Non credo infatti che al negozio di attrezzature abbiano affittato gratuitamente le camere, o che le memorie e gli hard disk siano stati regalati, o che il benzinaio abbia offerto il carburante gratuitamente per gli spostamenti della troupe.
    4. Se proprio vogliamo offrire i nostri servizi gratuitamente, al progetto di un caro amico, o ad un documentario che sposa una causa alla quale teniamo particolarmente ad esempio, pretendiamo SEMPRE di mantenere i diritti d’autore sul nostro lavoro e la non esclusiva sui brani. Questo vuol dire che in un secondo momento possiamo sempre licenziare il lavoro fatto per altri progetti e guadagnare due centesimi grazie ai diritti d’autore.
    5. Se prestiamo i nostri servizi gratis chiediamo qualcosa in cambio. Io posso offrirti la mia musica, tu regista o produttore dammi una mano montando e preparando per me uno showreel che consenta di veicolare la mia musica. Offriamo un servizio? Chiediamone in cambio uno di pari valore!
    6. Se i soldi sono effettivamente finiti, proponiamo di diventare co-produttori del film. Io ti cedo dei brani, tu mi cedi una quota degli incassi futuri. Se davvero credi tanto nel tuo progetto da lavorare gratis, permetti che rischi anche io, ma che in caso di successo ne tragga anche un vantaggio economico. Visto mai che quel filmetto indipendente non diventa un cult?
    7. Il regista ci chiede della musica gratis, ma non ha budget, il progetto è però effettivamente bello ed è interessante legare il proprio nome a quel film. Offriamo della nostra musica pre-esistente. A noi non costerà nulla, e se il progetto è veramente bello ci consentirà di utilizzarlo come biglietto da visita.
    8. Ultimo punto, legato al precedente, chiediamo SEMPRE di vedere una copia lavoro del progetto. Delle volte offriamo la nostra musica gratuitamente per progetti che sono talmente brutti da non essere utilizzabili a livello promozionale ma anzi dannosi per la nostra carriera futura.

    Il post in questione è nato dopo l’ennesima richiesta di un regista, del quale non faccio il nome per pudore, al quale con molta gentilezza mi sono offerto di venire incontro.

    Il budget era finito (vedi punto 1), ma il progetto sembrava interessante anche per i nomi coinvolti. Ho dunque offerto di utilizzare dei miei brani pre-esistenti. Il regista voleva dei brani in esclusiva e non presenti in altri film precedenti. Ho quindi proposto dei brani composti ma mai sincronizzati (un’ottima occasione dunque per far “girare” dei brani che sono comunque chiusi in un cassetto).

    A questo punto mi viene chiesto di firmare un contratto. Ho pensato inizialmente che ci fosse qualcosa che non andava, ma poi mi sono detto “caspita che professionalità! in effetti è un buon modo per garantire che dopo aver utilizzato i brani il mio nome compaia effettivamente nei credits, devono essere molto seri per interessarsi così a me”.

    Leggendo poi il contratto, in inglese ovviamente, ho notato dei punti che nessun compositore dovrebbe mai accettare.

    Il contratto è il seguente, ometto per Privacy i dati sensibili

    For value received, I agree and consent exclusive rights to LA PRODUZIONE TAL DEI TALI or company nominees and assigns to use the music pieces I recorded on my own, or any reproduction thereof, in any form, together with any writing and/or other advertising and/or publicity material in connection therewith, including the use of my name as the company may select.
    I understand that my talents and/or services and any related advertising and publicity materials are to be used in connection with the project: TAL DEI TALI . In compensation for my work, I’ll receive credit for the music used in the film on the film official website, imdb.com and in the film itself.
    I agree to transfer the rights to Produzione tal dei Tali of the following tracks below. I also agree to remove them from my website and all websites where I have control of, upon signing this Release Form.

    TITOLI DEI BRANI SCELTI
    I’ll have the option to add thirty second samples of each music piece on my website at a time convenient to me.
    I give permission to PRODUZIONE TAL DEI TALI  to replace the name of the music pieces to adjust to the film where they will be used, and to cut them as they are needed in the film TITOLO DEL FILM
    This consent is given by me without limitations upon any use for projection, playback, reprints, rerun, broadcast, telecast, or publication of every kind, including the advertising and publicity connected therewith. I agree that I shall receive no monetary compensation whatsoever. I also agree that the originals and copies therefrom shall be and remain the exclusive property of PRODUZIONE TAL DEI TALI or its nominees and assigns. I agree NOT to use any of the music stated above, for my own purpose unless it is provided by PRODUZIONE TAL DEI TALI after they are edited and film have been released to the general public.

    In neretto ho evidenziato i punti più critici.

    Se avessi firmato tale contratto avrei ceduto, PER SEMPRE ed IN ESCLUSIVA i miei brani alla produzione che ne diventava la legale proprietaria, a tal punto che avrebbe potuto rinominarli o ricomporli a proprio piacimento. Non solo, non avrei nemmeno potuto più utilizzarli come demo sui miei siti internet e se avessi voluto utilizzarli per altri scopi avrei dovuto chiedere ogni volta il permesso a tale produzione.

    Capirete da voi che una proposta del genere, a meno che non ci sia un compenso di diverse migliaia di euro, non è , e non deve essere, accettabile per nessun musicista, anche il più scalcinato ed in cerca di visibilità.

    Avrei potuto rispondere in malomodo a tale proposta, ma sono una persona che si sforza di essere estremamente diplomatica, gentile e disponibile, magari il produttore non si rendeva conto della richiesta che stava facendo (può capitare…).

    Ho così proposto il seguente contratto.

    COMPOSER AGREEMENT

    Agreement between PRODUZIONE TAL DEI TALI (Producer) and Kristian Sensini (Composer) to confirm the mutual agreement whereby Producer has hired Composer to furnish an original musical score for the motion picture tentatively entitled TITOLO DEL PROGETTO

    the Composer authorize the Non – exclusive rights to use the following tracks for the project TITOLO DEL PROGETTO

    Producer has right to use the compositions and recordings in connection with the picture, prequel, sequel, remake and promotions thereof in perpetuity throughout the universe in all media now known or hereafter devised without any further payment. Composer shall own and administer One Hundred Percent (100%) of the music master recordings and music publishing.

    The Composer hereby warrants that all material written, composed, prepared or submitted by him during the term hereof or any extensions, shall be wholly original with Composer and shall not be copies in whole or part from any other work.Producer shall accord Composer billing on a separate card by the phrase, “MUSIC BY KRISTIAN SENSINI”

    Composer will be rewarded receiving credit for the music used in the film on the film official website, imdb.com and in the film itself.

    Composer have the option to add no more than thirty second samples of each music piece on his website for 6 months, after this term the full tracks can be uploaded on the website.

    Con questo tipo di contratto mantengo la proprietà dei brani, consento alla produzione di utilizzarli come preferiscono, ottengo i credits che mi spettano e posso oltretutto licenziarli per altri film. Una soluzione che dovrebbe accontentare tutti no? A questo contratto allego la seguente mail

    Ciao ti invio il contratto standard che posso concedere, fammi sapere se per te va bene, non posso dare l’esclusiva o cedere tutti i diritti ma come leggerai, in questa maniera ti consento di utilizzare i brani come vuoi, gratuitamente oltretutto. E’ una soluzione giusta sia per me che per te.
    Ricordate il punto dove dicevo che se lavoriamo gratis veniamo trattati con la stessa importanza con la quale il regista tratta la musica?
    Ecco la risposta del suddetto professionista (in un italiano stentato, ma fa del suo meglio poverino non critichiamolo anche per questo).
    No, non e quello che abbiamo accordato per SCRITTO su FB.  La prima cosa che ti ho proposto e la ‘donazione’ dei brani, la seconda ‘sclussivita”. Vai leggere, cosi vedi.  Ma ho una fila di musicisti, allora dimentica perche neanche sono granche i brani che c’hai.
    Ovvero non solo non si accontenta ma procede all’insulto perchè non è stato avallata la sua proposta. Ora i brani che erano talmente preziosi da volerli in esclusiva “neanche sono granche”.
    Altre persone si sarebbero inalberate, ma sono paziente e gentile e rispondo, anzi vengo ulteriormente incontro proponendo un’esclusiva per un periodo di tempo limitato (sono o non sono un angelo?).
    Non è molto professionale quello che scrivi, nè la richiesta, nè il tuo modo di reagire.
    A te non cambia nulla con il contratto che ti propongo, ti dono l’utilizzo dei brani e non ti chiedo niente in cambio, mi sembra di essere disponibile no? L’esclusività posso concederla per un periodo di tempo, un anno ad esempio, non per sempre, non sarebbe corretto non credi?
    Sono contento che tu abbia la fila di musicisti e sono convinto siano anche molto bravi.
    Il tuo giudizio sui miei brani non è molto educato, mi spiace fartelo notare, se non sono granchè perchè me li chiedi (oltretutto in esclusiva) ? Rimango comunque a disposizione, a presto!
    Have a good day 🙂
    E la risposta definitiva è stata

    Adesso mi insulti?  E il tuo attegiamento che non e professionale, dici una cosa, ma quando arriva il momento di firmare cambi quelo che hai accordato per scritto.  Donare significa ‘rigalare’, prendi un dizionario in qualsiasi lingua per capire.  Sclussiva per un periodo?  Ma, con chi pensi chi stai parlando?  Si, non sono granche, solo accettabile, e considerabile come donazione sclussiva, se non fosse cosi gia qualcuno ti aveva pagato un euro, al meno, no?  Ti ho detto, che gia c’ho la musica, solo ho il desiderio di cambiare qualcun brani, che gia ho comprato in forma non sclussiva. Allora, cosa cambiarebbe con tu storta proposta? Non abbiamo niente da che parlare, ti ho cancellato la tua mail, e non vedro mai se scrivi di nuovo.  Ti sei perso una grande opportunita d’essere in un film storico.  Addio!

    Giudicate voi…ma nel frattempo rileggetevi le regole di cui parlavo prima, vi saranno utili per la vostra carriera.

    Il vostro lavoro vale, non lasciate che nessuno si approfitti di voi, della vostra arte e del vostro entusiasmo!

    Kristian che scrive musiche che non sono un “granche” ma comunque non lo fa gratis 😉

     

  • NEWS - PRESS

    Intervista su Moveorama

    http://www.moveoramag.com/intervista-kristian-sensini/

    Tra i compositori più attivi nell’eterogeneo panorama cinematografico indipendente italiano c’è sicuramenteKristian Sensini. Dal 2009 ad oggi ha ufficialmente all’attivo 20 collaborazioni (le più recenti, “Fighting for Death” e “L’esodo”, quest’ultimo ancora in fase di lavorazione), tra cortometraggi e lungometraggi ma anche una serie tv nazionale come “Provaci ancora prof!” (6 episodi).

    Una collaborazione particolarmente solida è poi quella con il regista Domiziano Cristopharo, fin dall’esordio di quest’ultimo dietro la macchina presa con “House of Flesh Mannequins – La casa dei manichini di carne” e proprio per il regista romano ha prestato servizio nella trilogia “P.O.E.

    Ispirandosi ai racconti di Edgar Allan Poe un pugno di autori sono stati coinvolti da Cristopharo (a sua volta autore) a realizzare dei cortometraggi che, messi insieme, hanno dato vita ad una vera e propria raccolta cinematografica. Un’operazione importante dal punto di vista produttivo (ha di fatto aperto la strada alla realizzazione, nel cinema indipendente italiano, di altri film a episodi) che partita nel 2011 con “P.O.E. Poetry of Eerie” ha partorito anche “P.O.E. : Project of Evil” (2012) e “P.O.E. Pieces of Eldritch (P.O.E. 3)” (2014). Titoli che, come detto, hanno visto la costante presenza proprio di Kristian Sensini.

    Noi gli abbiamo posto alcune domande sull’argomento ma non solo. Ecco cosa ci ha risposto.

    Scorrendo la tua biografia si legge che già all’inizio degli anni ’90 collaboravi come tastierista in numerose band. Una passione quella nei confronti della musica (oltre che un mestiere) che ti accompagna da oltre vent’anni. Come è nata?

    Ho iniziato a suonare a 7 anni circa, le classiche lezioni di pianoforte che si fanno per “provare” . Ho resistito appena qualche mese, probabilmente stressato dal solfeggio che terrorizza molti studenti (se insegnato male…). Ho poi proseguito da autodidatta, grazie al pianoforte a mezza coda che mio papà (nell’entusiasmo delle lezioni iniziali) decise di comprarmi. Avere uno strumento così ingombrante in casa ha fatto si che ogni tanto tornassi a metterci le mani sopra, suonando più che altro ad orecchio. Crescendo ho iniziato a formare i primi “complessini” con gli amici e di li non ho più smesso.

    Nel 2013 hai vinto il Global Music Award per “Hyde’s Secret Nightmare” di Domiziano Cristopharo. Come è nata la collaborazione con lui?

    Ho contattato Domiziano su Facebook, sapevo che lavorava come regista a progetti interessanti e semplicemente mi sono proposto di collaborare ad uno dei prossimi. Abbiamo iniziato con un brano per “The Museum of Wonders” e da li abbiamo collaborato a diversi progetti insieme, “Hyde’s Secret Nightmare” è forse quello al quale tengo di più perché ho lavorato alla colonna sonora nella sua interezza (tranne che per un brano, composto dal grande Alexander Cimini, quella scena non riuscivo proprio a risolverla).

    Parliamo del tuo lavoro sulla serie di “P.O.E.”, l’antologia horror curata da Domiziano. Innanzitutto quali sono state le suggestioni a cui hai attinto per questo lavoro?

    Non ho lavorato direttamente sulle immagini, ma ho cercato di ricreare le atmosfere delle colonne sonore horror degli anni ’80 di maestri come Frizzi e Simonetti, con un occhio anche al lavoro realizzato da Morricone per le musiche di Carpenter. Ho dunque utilizzato un mix di strumenti acustici ed elettrici, con l’aggiunta di synth rigorosamente vintage.

    Ci racconti del tuo lavoro su “P.O.E.”?

    Domiziano mi ha lasciato moltissima libertà per questo lavoro, mi sono occupato delle musiche dei trailer delle tre antologie, dei titoli di testa e di coda e di alcuni episodi girati dallo stesso Domiziano, per gli altri ogni regista ha portato nel progetto un diverso compositore. Sono stato sempre appassionato di letteratura Horror, in particolare di Poe e Lovecraft, lavorare ad un progetto del genere è stata una grande opportunità di “restituire” musicalmente quello che ho immaginato per tanti anni leggendo i racconti del maestro di Baltimora. Ho cercato però di aggiornare le sonorità ai giorni nostri per rendere la musica più in linea con l’intero progetto.

    Che tipo di rapporto si è stabilito fra regista e compositore?

    Quando lavoro con Domiziano o ci capiamo subito…o affatto, quando le nostre visioni si allineano lavoriamo benissimo e molto rapidamente. Domiziano ha una cultura musicale sconfinata (sicuramente maggiore della mia) ed è sempre un piacere seguire le sue indicazioni. Come detto in questo caso ho avuto carta bianca e la massima fiducia nel mio lavoro. Evidentemente è funzionato tutto alla perfezione.

    Come è cambiato, se è cambiato, il tuo approccio dal punto di vista lavorativo/creativo per i singoli capitoli?

    Non ho lavorato all’antologia nella sua interezza, è l’opera di diversi registi ed ognuno di essi ha coinvolto i compositori con i quali collaborano normalmente. Nelle 3 diverse antologie ho scritto titoli di testa o di coda, alcuni capitoli dell’antologia (in particolare quelli diretti di Domiziano) e alcuni dei trailers.

    locandine-poe

    Da compositore di successo pluripremiato, quai sono i tuoi consigli a chi vuole intraprendere questa carriera?

    Cercare di avere una solida cultura cinematografica innanzitutto, ci sono tanti musicisti bravissimi ma che spesso non sanno guardare al film ed alla musica con l’occhio del filmmaker. Poi è fondamentale smettere di ascoltare colonne sonore, a mio parere, se non nel contesto del film, e di impegnarsi seriamente nell’intento di trovare una propria voce, l’originalità che li distinguerà tra tutti gli altri compositori e li renderà unici e desiderabili.

    In base alla tua formazione ed esperienza a 360 gradi nel campo della composizione musicale, quali sono difficoltà nel realizzare una colonna sonora per un film?

    Di base trovare il regista che ami talmente il tuo lavoro e che si fidi talmente tanto da lasciarti totalmente carta bianca! Capita molto raramente, ma quando accade si riesce ad essere molto creativi e ad apportare un contributo veramente creativo al film. Per il resto la difficoltà principale è cercare di trovare il “ritmo” giusto per ogni scena, cercando di non soffocarla con la musica ma di sollevarla grazie ad essa. Poi ovviamente dipende da film a film e da scena a scena, in alcune ci sono magari problemi di ritmo, di narrazione o di montaggio che solo la musica può risolvere (più che altro perché è l’ultimo elemento in ordine di tempo che può intervenire). Altra difficoltà è riuscire ad essere creativi nel pochissimo tempo che di solito si ha per comporre, orchestrare e registrare il proprio lavoro. Un artista pop/rock può lavorare ad un album anche per anni, noi compositori che ci occupiamo di cinema abbiamo di solito 3, 4 settimane di tempo.

    Passando in rassegna la Storia del Cinema, qual è, secondo te, la miglior colonna sonora e perché?

    Domanda difficilissima, ed impossibile da rispondere. Posso dire che la trilogia di Star Wars mi ha influenzato molto e per prima mi ha fatto capire l’importanza della musica cinematografica come metalinguaggio. E’ un lavoro dettagliatissimo e meticoloso e l’uso del tematismo di John Williams è molto raffinato (spesso subliminale) nel dare ulteriori chiavi di lettura alla narrazione della trama.

    Qual è il segreto per creare una colonna sonora di successo?

    Riuscire a lavorare ad un film di successo, con attori di successo ed un regista molto popolare. Ci sono colonne sonore obiettivamente non belle ( o non particolarmente originali ) che hanno avuto successo internazionale perché legate ad un film di successo o del quale si è parlato molto. D’altra parte ci sono colonne sonore eccezionali che quasi nessuno conosce perché legate ad un film indipendente, non sufficientemente distribuito o reclamizzato.

    La Storia del Cinema è ricca di colonne sonore memorabili, che restano impresse nella memoria degli spettatori, ma che sembrano però appartenere più al passato che al presente. Secondo te, partendo da questa osservazione, negli ultimi 40 anni come è cambiato, se è cambiato, l’approccio alle colonne sonore?

    E’ cambiato l’approccio alla cinematografia, tutto è molto più chiassoso oggi, il montaggio, il mix del suono, i dialoghi, per non parlare degli effetti sonori che spesso coprono tutto con il loro volume esagerato. Il pubblico è sempre più distratto (basti pensare a quanti in sala controllano ogni due minuti il telefonino o il tipo di visione che si ha in casa dove ci sono mille distrazioni), di conseguenza molto cinema mainstream lavora sulla velocità e chiassosità della colonna sonora (nella sua interezza) per mantenere l’attenzione ad un livello accettabile. Questo discorso vale per i blockbusters ovviamente, la musica di conseguenza è diventata molto rumorosa, poco melodica e sovrabbondante di percussioni ed effetti “speciali”. Il rischio è che in questa maniera tutte le soundtrack stanno diventando simili e molto poco originali. C’è poi il rischio opposto, quello dove la musica è una presenza fin troppo invisibile, ridotta a soundscape, senza melodia o interesse, si tratta di colonne sonore che al di fuori del film non hanno alcun peso o interesse ad essere ascoltate. In conclusione, mancano i temi, le melodie riconoscibili al giorno d’oggi e sono a mio parere più importanti (e sottovalutate…) di tanti altri elementi che possono fare di un film mediocre un ottimo film.

    Moveorama intervista