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    Intervista su Moveorama

    http://www.moveoramag.com/intervista-kristian-sensini/

    Tra i compositori più attivi nell’eterogeneo panorama cinematografico indipendente italiano c’è sicuramenteKristian Sensini. Dal 2009 ad oggi ha ufficialmente all’attivo 20 collaborazioni (le più recenti, “Fighting for Death” e “L’esodo”, quest’ultimo ancora in fase di lavorazione), tra cortometraggi e lungometraggi ma anche una serie tv nazionale come “Provaci ancora prof!” (6 episodi).

    Una collaborazione particolarmente solida è poi quella con il regista Domiziano Cristopharo, fin dall’esordio di quest’ultimo dietro la macchina presa con “House of Flesh Mannequins – La casa dei manichini di carne” e proprio per il regista romano ha prestato servizio nella trilogia “P.O.E.

    Ispirandosi ai racconti di Edgar Allan Poe un pugno di autori sono stati coinvolti da Cristopharo (a sua volta autore) a realizzare dei cortometraggi che, messi insieme, hanno dato vita ad una vera e propria raccolta cinematografica. Un’operazione importante dal punto di vista produttivo (ha di fatto aperto la strada alla realizzazione, nel cinema indipendente italiano, di altri film a episodi) che partita nel 2011 con “P.O.E. Poetry of Eerie” ha partorito anche “P.O.E. : Project of Evil” (2012) e “P.O.E. Pieces of Eldritch (P.O.E. 3)” (2014). Titoli che, come detto, hanno visto la costante presenza proprio di Kristian Sensini.

    Noi gli abbiamo posto alcune domande sull’argomento ma non solo. Ecco cosa ci ha risposto.

    Scorrendo la tua biografia si legge che già all’inizio degli anni ’90 collaboravi come tastierista in numerose band. Una passione quella nei confronti della musica (oltre che un mestiere) che ti accompagna da oltre vent’anni. Come è nata?

    Ho iniziato a suonare a 7 anni circa, le classiche lezioni di pianoforte che si fanno per “provare” . Ho resistito appena qualche mese, probabilmente stressato dal solfeggio che terrorizza molti studenti (se insegnato male…). Ho poi proseguito da autodidatta, grazie al pianoforte a mezza coda che mio papà (nell’entusiasmo delle lezioni iniziali) decise di comprarmi. Avere uno strumento così ingombrante in casa ha fatto si che ogni tanto tornassi a metterci le mani sopra, suonando più che altro ad orecchio. Crescendo ho iniziato a formare i primi “complessini” con gli amici e di li non ho più smesso.

    Nel 2013 hai vinto il Global Music Award per “Hyde’s Secret Nightmare” di Domiziano Cristopharo. Come è nata la collaborazione con lui?

    Ho contattato Domiziano su Facebook, sapevo che lavorava come regista a progetti interessanti e semplicemente mi sono proposto di collaborare ad uno dei prossimi. Abbiamo iniziato con un brano per “The Museum of Wonders” e da li abbiamo collaborato a diversi progetti insieme, “Hyde’s Secret Nightmare” è forse quello al quale tengo di più perché ho lavorato alla colonna sonora nella sua interezza (tranne che per un brano, composto dal grande Alexander Cimini, quella scena non riuscivo proprio a risolverla).

    Parliamo del tuo lavoro sulla serie di “P.O.E.”, l’antologia horror curata da Domiziano. Innanzitutto quali sono state le suggestioni a cui hai attinto per questo lavoro?

    Non ho lavorato direttamente sulle immagini, ma ho cercato di ricreare le atmosfere delle colonne sonore horror degli anni ’80 di maestri come Frizzi e Simonetti, con un occhio anche al lavoro realizzato da Morricone per le musiche di Carpenter. Ho dunque utilizzato un mix di strumenti acustici ed elettrici, con l’aggiunta di synth rigorosamente vintage.

    Ci racconti del tuo lavoro su “P.O.E.”?

    Domiziano mi ha lasciato moltissima libertà per questo lavoro, mi sono occupato delle musiche dei trailer delle tre antologie, dei titoli di testa e di coda e di alcuni episodi girati dallo stesso Domiziano, per gli altri ogni regista ha portato nel progetto un diverso compositore. Sono stato sempre appassionato di letteratura Horror, in particolare di Poe e Lovecraft, lavorare ad un progetto del genere è stata una grande opportunità di “restituire” musicalmente quello che ho immaginato per tanti anni leggendo i racconti del maestro di Baltimora. Ho cercato però di aggiornare le sonorità ai giorni nostri per rendere la musica più in linea con l’intero progetto.

    Che tipo di rapporto si è stabilito fra regista e compositore?

    Quando lavoro con Domiziano o ci capiamo subito…o affatto, quando le nostre visioni si allineano lavoriamo benissimo e molto rapidamente. Domiziano ha una cultura musicale sconfinata (sicuramente maggiore della mia) ed è sempre un piacere seguire le sue indicazioni. Come detto in questo caso ho avuto carta bianca e la massima fiducia nel mio lavoro. Evidentemente è funzionato tutto alla perfezione.

    Come è cambiato, se è cambiato, il tuo approccio dal punto di vista lavorativo/creativo per i singoli capitoli?

    Non ho lavorato all’antologia nella sua interezza, è l’opera di diversi registi ed ognuno di essi ha coinvolto i compositori con i quali collaborano normalmente. Nelle 3 diverse antologie ho scritto titoli di testa o di coda, alcuni capitoli dell’antologia (in particolare quelli diretti di Domiziano) e alcuni dei trailers.

    locandine-poe

    Da compositore di successo pluripremiato, quai sono i tuoi consigli a chi vuole intraprendere questa carriera?

    Cercare di avere una solida cultura cinematografica innanzitutto, ci sono tanti musicisti bravissimi ma che spesso non sanno guardare al film ed alla musica con l’occhio del filmmaker. Poi è fondamentale smettere di ascoltare colonne sonore, a mio parere, se non nel contesto del film, e di impegnarsi seriamente nell’intento di trovare una propria voce, l’originalità che li distinguerà tra tutti gli altri compositori e li renderà unici e desiderabili.

    In base alla tua formazione ed esperienza a 360 gradi nel campo della composizione musicale, quali sono difficoltà nel realizzare una colonna sonora per un film?

    Di base trovare il regista che ami talmente il tuo lavoro e che si fidi talmente tanto da lasciarti totalmente carta bianca! Capita molto raramente, ma quando accade si riesce ad essere molto creativi e ad apportare un contributo veramente creativo al film. Per il resto la difficoltà principale è cercare di trovare il “ritmo” giusto per ogni scena, cercando di non soffocarla con la musica ma di sollevarla grazie ad essa. Poi ovviamente dipende da film a film e da scena a scena, in alcune ci sono magari problemi di ritmo, di narrazione o di montaggio che solo la musica può risolvere (più che altro perché è l’ultimo elemento in ordine di tempo che può intervenire). Altra difficoltà è riuscire ad essere creativi nel pochissimo tempo che di solito si ha per comporre, orchestrare e registrare il proprio lavoro. Un artista pop/rock può lavorare ad un album anche per anni, noi compositori che ci occupiamo di cinema abbiamo di solito 3, 4 settimane di tempo.

    Passando in rassegna la Storia del Cinema, qual è, secondo te, la miglior colonna sonora e perché?

    Domanda difficilissima, ed impossibile da rispondere. Posso dire che la trilogia di Star Wars mi ha influenzato molto e per prima mi ha fatto capire l’importanza della musica cinematografica come metalinguaggio. E’ un lavoro dettagliatissimo e meticoloso e l’uso del tematismo di John Williams è molto raffinato (spesso subliminale) nel dare ulteriori chiavi di lettura alla narrazione della trama.

    Qual è il segreto per creare una colonna sonora di successo?

    Riuscire a lavorare ad un film di successo, con attori di successo ed un regista molto popolare. Ci sono colonne sonore obiettivamente non belle ( o non particolarmente originali ) che hanno avuto successo internazionale perché legate ad un film di successo o del quale si è parlato molto. D’altra parte ci sono colonne sonore eccezionali che quasi nessuno conosce perché legate ad un film indipendente, non sufficientemente distribuito o reclamizzato.

    La Storia del Cinema è ricca di colonne sonore memorabili, che restano impresse nella memoria degli spettatori, ma che sembrano però appartenere più al passato che al presente. Secondo te, partendo da questa osservazione, negli ultimi 40 anni come è cambiato, se è cambiato, l’approccio alle colonne sonore?

    E’ cambiato l’approccio alla cinematografia, tutto è molto più chiassoso oggi, il montaggio, il mix del suono, i dialoghi, per non parlare degli effetti sonori che spesso coprono tutto con il loro volume esagerato. Il pubblico è sempre più distratto (basti pensare a quanti in sala controllano ogni due minuti il telefonino o il tipo di visione che si ha in casa dove ci sono mille distrazioni), di conseguenza molto cinema mainstream lavora sulla velocità e chiassosità della colonna sonora (nella sua interezza) per mantenere l’attenzione ad un livello accettabile. Questo discorso vale per i blockbusters ovviamente, la musica di conseguenza è diventata molto rumorosa, poco melodica e sovrabbondante di percussioni ed effetti “speciali”. Il rischio è che in questa maniera tutte le soundtrack stanno diventando simili e molto poco originali. C’è poi il rischio opposto, quello dove la musica è una presenza fin troppo invisibile, ridotta a soundscape, senza melodia o interesse, si tratta di colonne sonore che al di fuori del film non hanno alcun peso o interesse ad essere ascoltate. In conclusione, mancano i temi, le melodie riconoscibili al giorno d’oggi e sono a mio parere più importanti (e sottovalutate…) di tanti altri elementi che possono fare di un film mediocre un ottimo film.

    Moveorama intervista

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    Recensione di “Hyde’s Secret Nightmare”

    Una piacevole recensione di Hyde’s Secret Nightmare che contiene una fin troppo lusinghiera menzione alla mia colonna sonora

    http://brividiinsala.blogspot.it/2014/09/hydes-secret-nightmare-lestetica-del.html

    “…ma la vera protagonista del film è la colonna sonora di Kristian Sensini, un bellissimo e seducente tappeto sonoro che attraverso tutto il film senza nessuna sbavatura, accrescendo ancora di più la sua carica “ammaliatrice”.

    Federico Tadolini

    HSN - Brividi in sala

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    Global Music Award

     

    GMA

     

    I’m really proud to announce you that I won a Global Music Award for the original score of the horror movie “Hyde’s Secret Nightmare”.

    Global Music Awards’ (GMA) goal is to celebrate truly independent musicians, rather than being like other music talent competitions that honor only the best-selling recording artists from all around the world. GMA is a showcase for original music, unique voices and undiscovered and emerging artists.

    Winning a Global Music Award honors is a huge accomplishment. It proves that musicians can make it outside of the major label system and still be recognized for their work. The artists who win this award are just as talented as some of the biggest artists in the country. GMA impacts people in an incredibly positive way and fulfills an important role in exposing worthy independent music to a wider audience.

    Others notable winner of this award in the past years were: Austin Wintory (Journey), Larry Groupè (The Contender), Omar Sosa & Paolo Fresu, Jesper Kyd (Assassin’s Creed), Ryan Shore (Prime, The Shrine), Winifred Phillips (Assassin’s Creed Liberation).

    You can listen to samples from the album at the following link

    or on SPOTIFY . If you want you can buy the album on ITUNES or you can shop on the website of KRONOS RECORDS if you want receive an “Old Fashioned” hard copy on CD.

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    “Hyde’s Secret Nightmare” – Recensione di Non Solo Gore

    http://www.nonsologore.it/2013/05/14/recensione-hydes-secret-nightmare/

    [Di Marinella Landi]

    Hyde’s Secret Nigthmare è un’opera molto controversa, in lavorazione da quasi 2 anni, inizialmente seguita e diretta da Domiziano Cristopharo (che ne firma il soggetto e compare anche come performer all’interno del film) ma che successivamente, per motivi “interni” e poco chiari, è passata nelle mani di Jesus Carrier Housemann che mantiene, sotto molti aspetti, il lavoro iniziato da Cristopharo e ci propone una pellicola decisamente fuori dagli schemi per questo paese che se, normalmente non ne vuole sapere, con questo film credo sia da abbandonare ogni speranza di vederlo nelle sale, forse in una distribuzione home video, ma anche qui sta di sicuro tutto nelle mani di chi ha ora in gestione il progetto, ma di certo, anche se lo auguro, non sarà cosa facile.

    Henry Chagall (Claudio Zanelli) è un medico affetto da impotenza ed è proprio il deturpamento della sua dignità che causa in lui un senso di inadeguatezza e malessere che cerca di colmare con i suoi esperimenti atti a procurare l’erezione. Aiutato dal “fidato” Hans (Giovanni La Gorga) che da sempre lo sostiene e lo copre nonostante il continuo venir ripudiato da quest’ultimo, e da Abdul al hazared (interpretato dall’ex pornodivo Andy Spider), omaggio all’arabo pazzo più noto e conosciuto, qui pure necrofilo, cerca, in tutti i modi, di portare avanti gli esperimenti che sembrano non soddisfare pienamente le sue aspettative, fino a quando non decide di testare il siero personalmente. Da qui comincia un viaggio, concesso e orchestrato dalla figura di un angelo (Francesco Castiglione) e quella di un diavolo dal trucco veramente ben fatto a firma di David Cancellario D’alena. Da questo momento in poi a Chagall verrà data un’altra occasione che starà a lui non sprecare, o all’altra parte di se stesso, quella imprigionata nell’avvenente corpo della bella Roberta Gemma, che bella lo è sul serio, ma purtroppo non le basta per brillare anche a livello di recitazione. Da qui un susseguirsi di avvenimenti disturbanti, come la scena di necrofilia nell’ambulanza ai danni di una Chiara Pavoni quasi da brivido, o al momento dell’omicidio della prostituta, interpretata dalla brava Nancy De Lucia, uno dei momenti importanti del film che accompagnerà il protagonista fino alla fine. Un’altro momento molto forte e significativo, anima dell’intera storia, è il risveglio di Henry nel corpo di Eva Hyde (Roberta Gemma). C’è veramente di tutto e a tutto si assiste in Hyde’s.

    Sebbene il film sia molto esplicito e mostra le cose per quelle che sono, scene di sesso incluse, limitarsi a dire che parla solo di sesso col sesso e di sessualità, facendolo senza nascondersi dietro un dito o a una possibile censura che con questo film avrebbe di che divertirsi rovinandolo a forse una manciata di insignificanti momenti, credo sia troppo riduttivo dal momento che ad essere chiamati in causa sono anche altri fattori, quali l’amore (vedi quello della terza età raccontato dalla coppia Lucia Batassa e Peppe Laudisa, uniti anche nella vita vera), l’accettazione del proprio essere e l’ottusità che spesso comporta questa mancanza (vedi il protagonista e nell’inverso Hans “lo storpio”), la bellezza, l’estremo, la perversione dell’essere umano e tutto toccando corde e tonalità molto profonde che i più schiferebbero per paura di potersi riconoscere. Tocca problemi più concreti come la violenza sulle donne o l’abuso delle case farmaceutiche attraverso momenti chiave in cui i protagonisti, a turno, ci raccontano. Lo stesso protagonista, nel corpo di Eva Hyde, si può dire promuova il sesso sicuro e protetto per non correre alcun rischio di malattia, suo incubo e timore costante, da qui, l’assonanza con AIDS Secret Nightmare. Hyde’s si mostra per quello che è e che voleva essere e va visto nella sua totalità per poterlo definire, apprezzare o odiare.

    Il film è una rivisitazione del Dr. Jekill e Mr. Hyde, in chiave estrema, in alcuni momenti quasi grottesca, che di sicuro non invoglia allo sbadiglio.

     

    E’ un’esplorazione dell’essere attraverso l’immagine e l’estetica del corpo, qui molto potente, resa ancora più vivida, non solo dal gioco di luci, dalle inquadrature “invadenti”, volute appositamente per mostrare tutto fin nei minimi dettagli, e da un ottimo cast, ma anche da musiche, composte dal sempre impeccabile Kristian Sensini, che lo compongono frammento per frammento. Hyde’s Secret Nightmare è un incubo visionario, conturbante, eccessivo, che tocca punte “blasfeme” nella conversazione (… e non solo in questo contesto) tra Roberta Gemma e il sempre in forma Venantino Venantini.

     

    Hyde’s credo sia davvero troppo per il nostro paese e i puritani che lo popolano, sotto certi aspetti, uno snuff, dove la finzione, in tutto quello che viene mostrato, sta solo nelle morti ben costruite.

    Il film, non facile a mio avviso da sostenere, comprende un cast davvero ricco e valido e nominare tutti vorrebbe dire svelare l’intera identità di un film che va visto, approfittando di qualunque occasione e indipendentemente da quelli che possono essere i propri gusti, un film del genere, qui da noi, non è facile da trovare, fare e aggiungerei pure da digerire…

     

    NSG Recensione Hyde's Secret Nightmare

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    Randall Larson review of “Hyde’s Secret Nightmare” OST

    Amazing review, really proud of it !

    You can buy the soundtrack at Kronos Records Website

    or on Itunes in Digital Format

    From the Website buysoundtrax.com

    HYDE’S SECRET NIGHTMARE/Kristian Sensini/Kronos


    Kronos Records  has released a CD of Kristian Sensini’s eloquent orchestral score for this “granguignolesque and erotic” horror reinterpretation of the Dr. Jekyll and Mr. Hyde saga.  The film is from Italian director Domiziano Cristopharo, who first began to recover the tradition of erotic horror in his 2009 film, HOUSE OF FLESH MANNEQUINS, which was also his first collaboration with composer Sensini.  The two worked again on 2010’s THE MUSEUM OF WONDERS; Cristopharo described their collaboration on HYDE’S SECRET NIGHTMARE as their best collaboration to date.   “HYDE’S SECRET NIGHTMARE was something complex to make music for, but I wrote it out of instinct, thanks to the evocative power of the images,” wrote Sensini in a composer’s note in the album booklet.  “From my part, it’s a personal tribute to the many international Masters (Goldsmith, Herrmann, North) and Italian composers (Morricone, Simonetti, Frizzi) who made this genre a great one.”  Sensini created the score in his own studio.  “I didn’t try to imitate a real orchestra through technology,” he said.  “On the contrast, I wanted to use the digital sound palette I had at my disposal in a creative way, in order to recreate a new sound floating above dream, reality, and nightmare.”  Eschewing specific themes, Sensini chose to use a simple three-note descending melody, which is omnipresent throughout the film in a wide number of very different variations.  The score embraces a kind of dark allure, fitting the director’s mix of seduction and suspense, eroticism and alarm.  Its central 3-note phrase reappears throughout like an unwanted evil spirit, emerging from the shadows to evoke the tendrils of its melody or evoked in a passionate pianistic triad with voice and woodwind, such as the dark sensuality of “Love you Madly,” which grows and erupts into an oppressive siren-song of imminent doom, the glint of sharp teeth reflected in its gathered cacophony and wailing melisma.  The score creeps along this way in a variety of guises, from haunting solo piano pieces (“Truth or Dare,” “Mother”) and spooky mélanges of acoustic piano and synthesized ambiance (“Bad Memories,” “Twinge of Love” which also adds a distant operatic voice, Thereminlike, into the mix), to rocking grooves (“Elektro Dark”) and minimalistic progressions of piano and winds (“Beyond the Mirror”).  “Sad-uction” is a particularly striking track: opening quietly with low, pensive piano notes and reverberating scraped piano strings, the main melody is gently played on acoustic guitar while a quiet flute wafts in the background.  The cue grows in emphasis, progressively rising in power, until its formal structure is shed and the cue becomes a frightening array of fragmented shards of its former design, the piano melody transformed into malicious harpsichord notes, the flute piping aimlessly, the 3-note motif erupting in a viciously thrice-segmented declarative grimace, until all dissolves into a rushing spray of eruptive cymbal.   “Death Lover” is a sensuous cue embraced within a rocking electric bass rhythm, progressing into a sturdier mélange of urgently fingered piano arpeggios, very giallo in style.  It’s quite a captivating score with an interesting mixture of styles, each evoking a kind of gloomy longing in which desire seeks constantly to trump caution and danger lurks with each enticing curve of shadow.  The composer’s sure hand keeps the musical momentum from spiraling out of control, and the progressive textures and enigmatic appeal of the sound design is constantly appealing.  Bonus tracks on the album include Sensini’s quite thrilling developing ambiance for the film’s trailer, and two tracks he wrote for Cristopharo’s segment of the subsequent 2011 anthology film, P.O.E. POETRY OF EERIE.

     

    I am quite amazed to read my name near the one of “Johnny” Williams

    hyde review buysoundtrax

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    Colonnesonore.net recensisce “Hyde’s Secret Nightmare”

    Ringrazio Roberto Pugliese e la redazione di Colonne Sonore per la stupenda recensione e l’analisi attenta del mio lavoro.

    Tanta attenzione per una mia creazione vale molto di più di mille premi.

    Il cd può essere acquistato (edizione limitata) presso il sito della Kronos Records http://www.kronosrecords.com/shop/, oppure su Itunes (in formato digitale ovviamente)  https://itunes.apple.com/us/album/hydes-secret-nightmare/id541356836

     

    http://www.colonnesonore.net/recensioni/cinema/2439-hydes-secret-nightmare.html

    Hyde’s Secret Nightmare

    Scritto da Roberto Pugliese  Lunedì 18 Febbraio 2013

    cover_hyde.jpg

    Kristian Sensini
    Hyde’s Secret Nightmare (Id. – 2011)
    Kronos Records KRONCD011 – Edizione limitata 250 copie
    20 brani + 3 bonus tracks – Durata: 59’14”

    Anche se esibisce titoli anglosassoni, parla inglese e sfoggia nei suoi protagonisti nomi esotici, l’horror indipendente italiano segna una fortissima discontinuità con l’analoga produzione d’oltreoceano e sembra piuttosto avere come modello quella stagione tra gli anni ’60 e ’70 in cui il genere conobbe un autentico rinascimento stilistico grazie soprattutto a Dario Argento, ma visse anche una fase di popolarità molto “pulp” con autori quali Lucio Fulci, Mario Bava, Ruggero Deodato, Umberto Lenzi, Antonio Margheriti e altri: artigiani – chi più chi meno talentuoso – dello splatter e del gore, immediatamente e imprudentemente assurti al rango di “maestri” da stuoli di fan ma, al di là dei giudizi di valore, in ogni caso fautori di una “laicizzazione” e legittimazione del genere in senso gioiosamente e anarchicamente libertario, senza cascami spiritualistici o misticheggianti, retroterra simbolisti o religiosi, alibi esistenziali o filosofici.

    Un tripudio di sangue, di finzione, di incubi, di suggestioni letterarie e non, di estremismo linguistico e di efferatezze scenografiche che – per una breve stagione – restituirono il genere al suo aspetto ludico, infantile, crudele, senza preoccuparsi troppo né dei “messaggi” né del “buon gusto”.
    Acqua – e sangue – sotto i ponti ne è passata tanta da allora, e da allora l’horror con le sue varianti è divenuto una pratica geneticamente modificata, mutante, estensiva, che ha conosciuto sviluppi imprevedibili sia grazie al progresso delle tecnologie (il digitale) sia a causa dell’irruzione sulla scena di altre “scuole” oltre a quella statunitense, in particolare da Oriente e dalla Spagna. In Italia, come fa osservare spesso Argento, l’horror non si fa per due motivi molto semplici: perché costa, e perché servono idee.
    Al primo problema si può rimediare, al secondo no. Per “idee” ovviamente non s’intende la pretesa d’inventarsi in materia ogni volta qualcosa di nuovo, di inedito, impresa francamente ardua, ma la capacità di innovare con fantasia, coraggio, originalità il linguaggio, i temi, le ossessioni che hanno fatto la storia e la leggenda del genere nel corso di un secolo di cinema. Dall’Estremo Oriente alla Spagna, passando per la Francia e la “scuola” tarantiniana negli States, questa ventata di rinnovamento ha spazzato negli ultimi dieci-quindici anni l’horror & dintorni, spesso e volentieri verso direzioni estreme, ultimative in termini di indipendenza produttiva, radicalità splatter, strategie e tattiche della paura. In Italia, più che nella produzione “mainstream”, ancora vincolata a impossibili eredità argentiane o fulciane, va segnalata la volenterosa ostinazione di alcuni giovani cineasti superindipendenti, spesso autoprodottisi nei propri territori (in particolare tra Veneto e Friuli), che si sono rivolti al genere con sguardo per nulla abbassato riprendendone situazioni e “tòpoi” con veemenza espressiva e dovizia di citazioni, ma facendo spesso tesoro di una politica del “basso costo” che ne ha, non a caso, moltiplicato la fantasia e le risorse narrative.
    Artista multimediale, scenografo, attore, poeta e “performer”, Domiziano Cristopharo è senz’altro una delle rivelazioni più recenti su questo fronte, già premiato e salito alla ribalta di numerosi festival specializzati, divenuto oggetto di culto per i fan grazie ai suoi film “low budget” sanguinosissimi ma estremamente stilizzati, rituali, straripanti sangue e sesso e tuttavia per nulla caratterizzati da quella artificiosa adrenalina di montaggio cui molti neofiti pensano di potersi impunemente rivolgere per cavarsela in ogni situazione… Da parte sua Kristian Sensini, classe 1976, studi classici al Conservatorio di Pesaro, una formazione di pianista e flautista classico e jazz, è sin da The Museum of Wonders (2010) l’alter ego musicale di Cristopharo: con una passione parallela per il jazz, la musica sperimentale e l’elettronica, alle spalle numerosi workshop interdisciplinari con personalità quali Ennio Morricone, Salvatore Sciarrino, Michael Giacchino, Goran Bregovic, Dave Grusin, ed ulteriori studi con Paolo Buonvino, Carlo Siliotto e Carlo Crivelli, Sensini è per sua stessa ammissione un fan dei soundtrack “classici” di Herrmann, Goldsmith e North, ma anche (e segnatamente al genere in questione) di Morricone e dei Goblin, mentre contemporaneamente coltiva una vena laboratoriale e “alternativa” molto in linea con lo stile di Cristopharo, che lo conduce ad un utilizzo del tutto particolare della cosiddetta “tavolozza digitale”, tentando di andare oltre la semplice mimesi dell’orchestra tradizionale e inseguendo invece un suono creativo più eterodosso, che a precisi riferimenti acustici, timbrici e realistici alterna paesaggi sonori onirici, astratti, inafferrabili.
    In questo quadro di riferimento, una nuove versione di quell’autentico ipertesto del gotico e dell’horror che è il racconto di Robert Louis Stevenson “Strange case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde”, pubblicato la prima volta nel 1886, non può che costituire una sfida temeraria ma entusiasmante sul piano del linguaggio, inserendosi in una filmografia che sull’argomento conta almeno un’ottantina di titoli dai primi del ‘900 a oggi (senza considerare le variazioni, le citazioni, le allusioni, le parodie ecc.ecc.). Oltretutto la sceneggiatura di Cristopharo e Andrea Cavaletto, riproponendo la variante grazie alla quale il dottor Jekyll si trasforma in un Hyde-donna, non fa che riagganciarsi ad un’idea già percorsa nel 1971 da Roy Ward Baker e dallo sceneggiatore Brian Clemens in Dr. Jekyll and Sister Hyde, prodotto in Gran Bretagna dalla leggendaria Hammer, interpretato da Ralph Bates e Martine Beswick con musiche di uno dei grandi specialisti all’epoca sotto contratto per quella casa, David Whitaker.
    In questo caso però Cristopharo, che ha iniziato come aiuto sul set di Umberto Lenzi, “maestro” dello sfruttamento a basso costo di qualsiasi genere (porno, horror, western, poliziesco…), e che dedica esplicitamente il suo film a Joe D’Amato (al secolo Aristide Massaccesi, 1936-1999), indiscusso e oggi idolatrato re del “porno-horror-trash” italiano, non ha esitazioni nel definire il proprio lavoro, anche per spiegarne le comprensibili difficoltà di distribuzione, «un porno-horror estremo e grandguignolesco», nel quale il protagonista di nome Chag
    all (Cristopharo è, come dicevamo, anche artista figurativo) sta cercando un siero contro l’impotenza e nello sperimentarlo si trova trasformato in una bellissima fanciulla ninfomane (la interpreta la pornostar Roberta Gemma), con le conseguenze facilmente immaginabili…
    Negli oscuri e sovente deliranti labirinti dell’erotic-horror di serie B (e lettere anche successive…) sappiamo che il ruolo dei musicisti è spesso stato storicamente decisivo in termini di originalità, innovazione e spesso riscatto qualitativo: si veda, a tale proposito, il recente e imprescindibile libro “Così nuda così violenta” di Alessandro Tordini (Arcana, 2012) di cui ci occupammo qui tempo addietro. Sappiamo anche che la produzione del film si era bizzarramente assicurata per il soundtrack i diritti di alcune partiture di Nino Rota per i film di Fellini!…: con un esito a contrasto che sarebbe forse stato divertente, ma che francamente non sapremmo immaginarci.
    Chiuso nei suoi KeyeStudioS di Porto Potenza Picena, provincia di Macerata, Sensini – che è attivo tra cinema e tv dalla metà degli anni 2000 – ha viceversa provveduto ad una partitura decisamente lussuosa e ambiziosa, molto ispirata agli score anni ’70 del “giallo all’italiana” (Goblin in primis), e decisamente la più elaborata tra quelle sinora prodotte per il cinema di Cristopharo (il cui cantiere, peraltro, è in fervente attività…). Ora, pur rispondendo a verità che Sensini non ha inseguito semplici procedimenti “imitativi” dell’orchestra, non è men vero che l’imponente spessore delle sonorità evocate punta a precisi riferimenti timbrici. Lo schiacciante, perentorio incipit di “Bad dreams”, fondato sull’unico leitmotiv della partitura, una elementare figura discendente di quattro note, evoca tube wagneriane e percussioni violente (usiamo i riferimenti strumentistici per semplicità…), così come “Hyde’s nightmare” sostiene la cantilena iniziale di tipo vibrafonico con un effetto-archi poderoso che sfocia in un tipico stacco rock-sinfonico con tanto di coro. Quanto dire che Sensini si pone come uomo-orchestra (o uomo-synt), non diversamente da quanto fecero a suo tempo John Carpenter o Vangelis, ma alternando percorsi sonori più “tradizionali” e chiaramente debitori ai grandi modelli del soundtrack (da Goldsmith a Goldenthal) a excursus più liberi di sperimentazione (“Bed of horrors”). E qui annotiamo che oltre a indubbi riferimenti al Goblin-sound appaiono anche elaborazioni “astratte”, esplorazioni nei territori dell’avanguardia e della contemporaneità (la ragnatela percussiva che avvolge “Vintage tension”) che sembrano guardare a quanto faceva negli anni ’60 e ’70 Morricone alle prese con film e generi analoghi.
    Pertanto lo score assume tre aspetti fondamentali: uno spiccatamente, aggressivamente e magistralmente “sinfonico” (“Transformation ok” ripropone il leitmotiv principale scandendolo con brutalità su “ottoni” e “timpani”), un secondo politonale e vitreo, molto inquietante e allusivo, intessuto di timbri più morbidi, pianistici, chitarristici o addirittura settecentesci (“Truth or dare”, la spinetta di ”Seduction”), un terzo dichiaratamente proiettato nelle spire dell’avanguardia, atonale o anti-tonale, a tratti addirittura omaggiante i decorsi dodecafonici (il pianoforte iniziale di “Death lover”) e basato sulla commistione di elementi a conflitto e sull’instabilità assoluta degli orizzonti sonori. Se tutto questo può sembrare un lusso, o financo uno spreco, per un film aureolato di “maledettismo” e definito porno-horror dal suo stesso regista, non va dimenticato che analogo discorso fu fatto a suo tempo per i tanti B-movie morriconiani, o i numerosi horror-thriller indipendenti e low budget musicati da Pino Donaggio o – ancora più indietro – per analoghi prodotti a firma di Bernard Herrmann. Parafrasando Pascal verrebbe da dire che “la musica per film conosce ragioni che il cinema non conosce”.
    Fatto sta che l’assetto della partitura di Sensini finisce con assumere un profilo incredibilmente “alto”, complesso e strutturalmente articolato nelle sue diverse componenti: gli accordi pianistici di “Mother” offrono una solennità quasi chiesastica, il techno-rock di “Electro dark” ha una funzione che si direbbe liberatoria, “Twinge of love” si immobilizza in pedali degli archi, rintocchi lontani, dissonanze spettrali e fatate e “Love you madly”, brano altrettanto misterioso e notturno, chiama una “voce” femminile a sfidare percussioni e ottoni gravi mentre “Beyond the mirror” è una mesta ballata pianistica fondata su un bel tema iterato e armonicamente dolcissimo. Molto “morriconiano” nella parte centrale appare “Serial Killer”, laddove quella finale ricorda piuttosto certi effetti alla Marco Beltrami. Se “Love bites” e “Original sin” si muovono ancora nei territori sommessi della suspence lirica, cantilenando fra scampanìi, rintocchi e ricercate indeterminatezze tonali, “Revelation” è ancora un brano molto vintage e debitore a “mastro Ennio”, soprattutto nella sapiente apocalisse rock-sinfonica che ne domina lo sviluppo e nel rallentando carillonistico del finale; e gli “Hyde’s end titles” sfoggiano la ricostruzione di tecniche strumentali dell’avanguardia storica (negli effetti degli archi e delle percussioni) in un tripudio conclusivo di apparentemente caotico, in realtà sorvegliatissimo e catartico, rumorismo.
    I tre bonus tracks di questo pregevole album riguardano innanzitutto il pezzo scritto da Sensini per il trailer del film, e nominato ai “Jerry Goldsmith Awards”, scampolo di rock progressive con batteria, organo e quant’altro serva a ribadire l’omaggio al gruppo di Simonetti, Morante & Co. Gli altri due cut invece provengono da POE Poetry Of Eerie, un film collettivo che tredici giovani registi emergenti e indipendenti italiani hanno realizzato nel 2011 basandosi sulla libera (molto libera…) reinterpretazione di altrettanti racconti di Edgar Allan Poe, quindi ancora una volta avventurandosi con piglio per nulla assoggettato o intimidito su un terreno molto battuto: a questo film tra l’altro è seguito nel 2012 POE Project Of Evil, altro lavoro collettivo di otto cineasti…. Da parte sua Cristopharo si è accostato a “Il giocatore di scacchi di Maelzel”, sorta di racconto-saggio breve che Poe pubblicò nell’aprile del 1836 sulla rivista Southern Literary Messenger e Sensini, che ha scritto la musica insieme ad altri, offre in “Poe short titles” un altro brevissimo, icastico saggio della propria maestria assemblativa, con quarantasette secondi di effetti brucianti e progressione dinamica soffocante. Più sviluppato “Poetry of Eerie”, basato su un incipit ossessivamente ritmato su una nota sola da un basso e una chitarra indie riverberata, sul quale un effetto piano-spinetta manipolati ripropone il semplice (Sensini non si complica la vita con inutili labirintismi leitmotivici) tema di tre note già udito nel fulmineo brano precedente. La ripetizione quasi meccanica di questo schema è assediata da tremoli, vibrazioni, brividi sonori e rimbombi assortiti, finché il tema non viene “abbreviato” e accelerato in coda, spegnendosi sull’inamovibile ritmo di accompagnamento, simile sin dall’inizio ad un battico cardiaco…
    Consapevoli di evocare un luogo comune, saremmo ovviamente incuriositi dall’ascoltare questo dotatissimo compositore in prove di maggior impegno produttivo e dal punto di vista del “testo” filmico, anche per comprenderne meglio la capacità di farsi trasmettitore sonoro delle immagini rimanendo fedele alla propria onnivora curiosità linguistica. Ma la libertà espressiva e comunicativa di cui Sensini, tecnicamente prodigioso, ha qui goduto non gli sarebbe probabilmente altrettanto garantita. Vecchia storia, anche questa, lo sappiamo: da sempre i generi “forti”, anzi fortissimi, e i linguaggi “estremi” stimolano l’autonomia e l’inventiva dei compositori. Quindi per il momento accontentiamoc
    i. Anzi, congratuliamoci con un talento di prim’ordine.

    recensione Hydes colonne sonore

  • NEWS - PRESS

    MOVIE MUSIC UK AWARD – special Mention to “Hyde’s Secret Nightmare” OST

    What can I say? I’m speechless and really surprised to read my name near the ones of some of my idols like Danny Elfman, Marco Beltrami, James Newton Howard !

    K.

     

    MOVIE MUSIC UK AWARDS 2012 PART VIII
    Here are my choices in the BEST ORIGINAL SCORE FOR A FANTASY/SCI-FI/HORROR FILM

    by JON BROXTON http://moviemusicuk.us/

    Winner:
    – CLOUD ATLAS, Tom Tykwer, Reinhold Heil and Johnny Klimek

    Nominees:
    – THE HOBBIT: AN UNEXPECTED JOURNEY, Howard Shore
    – JOHN CARTER, Michael Giacchino
    – SINISTER, Christopher Young
    – THE TWILIGHT SAGA: BREAKING DAWN, PART 2, Carter Burwell

    2012 was a strong year for genre films, with several standout scores making a real positive impression. For me, the crowning achievement was CLOUD ATLAS by Tom Tykwer, Reinhold Heil and Johnny Klimek, who were faced with the unenviable task of linking through music six stories set in six different time periods, six different locations, and in six different genres, while simultaneously writing a memorable classical piece that, according to the film’s screenplay, needed to sound as though it would last across the ages. Amazingly, they actually succeeded in doing this, writing a score which was dramatically appropriate and conceptually brilliant, weaving themes and motifs across the different stories to create an elaborate musical tapestry of freedom, loss and predestination.
    Michael Giacchino’s score for the critically maligned JOHN CARTER was a triumph, and runs Cloud Atlas a close second; a broad and sweeping fantasy score in the classic John Williams tradition, the music managed to transcend its origins with epic orchestral themes, thunderous action cues, and a sense of majesty. Elsewhere, despite tremendous pressure and anticipation from the film music community, Howard Shore was able to recapture the sense of scope and drama of The Lord of the Rings trilogy with his score for THE HOBBIT: AN UNEXPECTED JOURNEY, which combined the familiar themes from the first three films with a host of new themes to capture the epic journey of Bilbo Baggins and the dwarves of Erebor.
    Another scores based on fantasy literature – albeit with slightly less acclaim than those by JRR Tolkein – was Carter Burwell’s score for the fifth and final Twilight film, BREAKING DAWN, PART 2, which showed Burwell in a new light, writing large-scale and driving fantasy action music in addition to the familiar contemporary romantic scoring that accompanied the developing relationship between moody teenager Bella Swan and her bloodsucking suitor, vampire Edward Cullen.
    The joker in the pack is Christopher Young’s SINISTER, a creepy horror movie for which Young wrote his first ‘sound effects’ score, which mixed harsh electronic dissonances, contemporary dubstep rhythms, and all manner of orchestral histrionics to create a vicious, unsettling, wonderfully evocative soundscape that is very difficult to listen to, but makes the scares of its film exponentially scarier – which is the whole point of the score in the first place!

    Runners up worth special mentions in this category include BAIT 3D by Joe Ng and Alex Oh, DARK SHADOWS by Danny Elfman, DEAD SOULS by Matthew Llewellyn and Jonathan Bartz, HYDE’S SECRET NIGHTMARE by Kristian Sensini, MEN IN BLACK 3 by Danny Elfman, REC 3: GENESIS by Mikel Salas, SNOW WHITE AND THE HUNTSMAN by James Newton Howard, THE TALL MAN by Todd Bryanton and Joel Douek, THE WICKER TREE by John Scott, and THE WOMAN IN BLACK by Marco Beltrami.

  • NEWS - Uncategorized

    StreamingSoundtracks.com

    The Soundtrack i wrote for the movie “Hyde’s Secret Nightmare” is now online at

    STREAMINGSOUNDTRACKS.COM

    This means that you can follow the link and request it for online streaming.

    streamingsoundtracks

    StreamingSoundtracks.com broadcasts Movie Scores, TV Themes, Anime & Game Music.

    The radio station can be heard through a media player such as Winamp VLC, Windows Media Player, iTunes and Real Player.

  • NEWS - Uncategorized

    Halloween Special 2012–Cinematic Sound Radio

    I’m really proud to be featured in this Halloween special with so many talented composers!

    You can listen to the show at the following address http://www.cinematicsound.net/halloween-special-2012/

    Autumn is probably my favorite season. The cooler weather, the colour of the leaves, Thanksgiving, pumpkin pie, pumpkin beer… but most importantly it’s Halloween season which gives me an excuse to watch scary films every night and indulge in over the top horror film music. Music written for the horror genre is unapologetic and it’s the kind of music that is encourage to stand out and play an important part in a film’s narrative. On todays show we are going to celebrate the horror film score for a second year in a row! Hopefully this becomes an annual tradition here at Cinematic Sound Radio the way it was when I was on terrestrial radio all those years ago at C101.5 FM.

    On the program today we are going to be presenting over 2 hours of creepy film music including SNOW WHITE: A TALE OF TERROR (Ottman), THE TALL MAN (Young), PRINCE OF DARKNESS (Carpenter), THE DESCENT (Julyuan), SPECIES II (Shearmur), INSIDIOUS (Bishara), FRIDAY THE 13th (Manfredini), EVENT HORIZON (Kamen/Orbital), SINISTER, (Young), HYDE’S SECRET NIGHTMARE (Sensini) and many more.

    PLAYLIST
    PART I • PORTRAIT OF TERROR (Ottman) 0:00 • SNOW WHITE: A TALE OF TERROR (Ottman) 8:24 • THE TALL MAN (Young) 12:59 • HELLBOUND: HELLRAISER II (Young) 17:00 • THEY (Cmiral) 21:32 • PRINCE OF DARKNESS (Carpenter) 24:15 • THE HAUNTING (Goldsmith) 29:50 • THE DESCENT (Julyan) 36:49 • AN AMERICAN WEREWOLF IN LONDON (Bernstein) 47:33 • SPECIES II (Shearmur) • INSIDIOUS (Bishara) 59:31
    PART II • DEAD SPACE (Shore) 0:00 • THE RELIC (Debney) • FRIDAY THE 13th (Manfredini) 9:43 • A NIGHTMARE ON ELM STREET (Bernstein) 15:01 • A NIGHTMARE ON ELM STREET (Jablonsky) 21:06 • EVENT HORIZON (Kamen/Orbital) 24:34 • PET SEMETARY (Goldenthal) 41:27 • SINISTER (Young) 45:11 • DEXTER (Licht) 57:56 • HYDE’S SECRET NIGHTMARE (Sensini) 1:00:07

     

     

    cinematic RADIo Hall2012

  • NEWS - PRESS

    Articolo su Non solo Gore

    http://www.nonsologore.it/2012/10/15/una-colonna-sonora-da-incubo/

    Grazie a Marinella Landi per il bell’articolo scritto in occasione dell’uscita della colonna sonora del film

    “Hyde’s Secret Nightmare”

    UNA COLONNA SONORA DA “INCUBO”

    E’ ora disponibile l’acquisto on line della colonna sonora di Hyde Secret Nightmare, film diretto da Domiziano Cristopharo. La OST è firmata dal compositore Kristian Sensini ed è acquistabile sul sito della Kronos Records (clicca qui) oppure in versione digitale sul sito di Itunes (clicca qui), dov’ è possibile acquistare i brani anche singolarmente dopo una piccola anteprima. Le musiche studiate sposano appieno lo stile grottesco e surreale del film, in sé, una rivisitazione in chiave horror/erotica de Lo Strano Caso del Dr. Jeckill  del Sig. Hyde. Il CD contiene 23 tracce tra cui 3 bonus tracks. Un disco che, per chi conosce musicalmente Sensini e ha avuto già modo di apprezzarlo in precedenza, non resterà di certo deluso!

     

    NSG hydes uscita