• Intervista su Moveorama

    http://www.moveoramag.com/intervista-kristian-sensini/

    Tra i compositori più attivi nell’eterogeneo panorama cinematografico indipendente italiano c’è sicuramenteKristian Sensini. Dal 2009 ad oggi ha ufficialmente all’attivo 20 collaborazioni (le più recenti, “Fighting for Death” e “L’esodo”, quest’ultimo ancora in fase di lavorazione), tra cortometraggi e lungometraggi ma anche una serie tv nazionale come “Provaci ancora prof!” (6 episodi).

    Una collaborazione particolarmente solida è poi quella con il regista Domiziano Cristopharo, fin dall’esordio di quest’ultimo dietro la macchina presa con “House of Flesh Mannequins – La casa dei manichini di carne” e proprio per il regista romano ha prestato servizio nella trilogia “P.O.E.

    Ispirandosi ai racconti di Edgar Allan Poe un pugno di autori sono stati coinvolti da Cristopharo (a sua volta autore) a realizzare dei cortometraggi che, messi insieme, hanno dato vita ad una vera e propria raccolta cinematografica. Un’operazione importante dal punto di vista produttivo (ha di fatto aperto la strada alla realizzazione, nel cinema indipendente italiano, di altri film a episodi) che partita nel 2011 con “P.O.E. Poetry of Eerie” ha partorito anche “P.O.E. : Project of Evil” (2012) e “P.O.E. Pieces of Eldritch (P.O.E. 3)” (2014). Titoli che, come detto, hanno visto la costante presenza proprio di Kristian Sensini.

    Noi gli abbiamo posto alcune domande sull’argomento ma non solo. Ecco cosa ci ha risposto.

    Scorrendo la tua biografia si legge che già all’inizio degli anni ’90 collaboravi come tastierista in numerose band. Una passione quella nei confronti della musica (oltre che un mestiere) che ti accompagna da oltre vent’anni. Come è nata?

    Ho iniziato a suonare a 7 anni circa, le classiche lezioni di pianoforte che si fanno per “provare” . Ho resistito appena qualche mese, probabilmente stressato dal solfeggio che terrorizza molti studenti (se insegnato male…). Ho poi proseguito da autodidatta, grazie al pianoforte a mezza coda che mio papà (nell’entusiasmo delle lezioni iniziali) decise di comprarmi. Avere uno strumento così ingombrante in casa ha fatto si che ogni tanto tornassi a metterci le mani sopra, suonando più che altro ad orecchio. Crescendo ho iniziato a formare i primi “complessini” con gli amici e di li non ho più smesso.

    Nel 2013 hai vinto il Global Music Award per “Hyde’s Secret Nightmare” di Domiziano Cristopharo. Come è nata la collaborazione con lui?

    Ho contattato Domiziano su Facebook, sapevo che lavorava come regista a progetti interessanti e semplicemente mi sono proposto di collaborare ad uno dei prossimi. Abbiamo iniziato con un brano per “The Museum of Wonders” e da li abbiamo collaborato a diversi progetti insieme, “Hyde’s Secret Nightmare” è forse quello al quale tengo di più perché ho lavorato alla colonna sonora nella sua interezza (tranne che per un brano, composto dal grande Alexander Cimini, quella scena non riuscivo proprio a risolverla).

    Parliamo del tuo lavoro sulla serie di “P.O.E.”, l’antologia horror curata da Domiziano. Innanzitutto quali sono state le suggestioni a cui hai attinto per questo lavoro?

    Non ho lavorato direttamente sulle immagini, ma ho cercato di ricreare le atmosfere delle colonne sonore horror degli anni ’80 di maestri come Frizzi e Simonetti, con un occhio anche al lavoro realizzato da Morricone per le musiche di Carpenter. Ho dunque utilizzato un mix di strumenti acustici ed elettrici, con l’aggiunta di synth rigorosamente vintage.

    Ci racconti del tuo lavoro su “P.O.E.”?

    Domiziano mi ha lasciato moltissima libertà per questo lavoro, mi sono occupato delle musiche dei trailer delle tre antologie, dei titoli di testa e di coda e di alcuni episodi girati dallo stesso Domiziano, per gli altri ogni regista ha portato nel progetto un diverso compositore. Sono stato sempre appassionato di letteratura Horror, in particolare di Poe e Lovecraft, lavorare ad un progetto del genere è stata una grande opportunità di “restituire” musicalmente quello che ho immaginato per tanti anni leggendo i racconti del maestro di Baltimora. Ho cercato però di aggiornare le sonorità ai giorni nostri per rendere la musica più in linea con l’intero progetto.

    Che tipo di rapporto si è stabilito fra regista e compositore?

    Quando lavoro con Domiziano o ci capiamo subito…o affatto, quando le nostre visioni si allineano lavoriamo benissimo e molto rapidamente. Domiziano ha una cultura musicale sconfinata (sicuramente maggiore della mia) ed è sempre un piacere seguire le sue indicazioni. Come detto in questo caso ho avuto carta bianca e la massima fiducia nel mio lavoro. Evidentemente è funzionato tutto alla perfezione.

    Come è cambiato, se è cambiato, il tuo approccio dal punto di vista lavorativo/creativo per i singoli capitoli?

    Non ho lavorato all’antologia nella sua interezza, è l’opera di diversi registi ed ognuno di essi ha coinvolto i compositori con i quali collaborano normalmente. Nelle 3 diverse antologie ho scritto titoli di testa o di coda, alcuni capitoli dell’antologia (in particolare quelli diretti di Domiziano) e alcuni dei trailers.

    locandine-poe

    Da compositore di successo pluripremiato, quai sono i tuoi consigli a chi vuole intraprendere questa carriera?

    Cercare di avere una solida cultura cinematografica innanzitutto, ci sono tanti musicisti bravissimi ma che spesso non sanno guardare al film ed alla musica con l’occhio del filmmaker. Poi è fondamentale smettere di ascoltare colonne sonore, a mio parere, se non nel contesto del film, e di impegnarsi seriamente nell’intento di trovare una propria voce, l’originalità che li distinguerà tra tutti gli altri compositori e li renderà unici e desiderabili.

    In base alla tua formazione ed esperienza a 360 gradi nel campo della composizione musicale, quali sono difficoltà nel realizzare una colonna sonora per un film?

    Di base trovare il regista che ami talmente il tuo lavoro e che si fidi talmente tanto da lasciarti totalmente carta bianca! Capita molto raramente, ma quando accade si riesce ad essere molto creativi e ad apportare un contributo veramente creativo al film. Per il resto la difficoltà principale è cercare di trovare il “ritmo” giusto per ogni scena, cercando di non soffocarla con la musica ma di sollevarla grazie ad essa. Poi ovviamente dipende da film a film e da scena a scena, in alcune ci sono magari problemi di ritmo, di narrazione o di montaggio che solo la musica può risolvere (più che altro perché è l’ultimo elemento in ordine di tempo che può intervenire). Altra difficoltà è riuscire ad essere creativi nel pochissimo tempo che di solito si ha per comporre, orchestrare e registrare il proprio lavoro. Un artista pop/rock può lavorare ad un album anche per anni, noi compositori che ci occupiamo di cinema abbiamo di solito 3, 4 settimane di tempo.

    Passando in rassegna la Storia del Cinema, qual è, secondo te, la miglior colonna sonora e perché?

    Domanda difficilissima, ed impossibile da rispondere. Posso dire che la trilogia di Star Wars mi ha influenzato molto e per prima mi ha fatto capire l’importanza della musica cinematografica come metalinguaggio. E’ un lavoro dettagliatissimo e meticoloso e l’uso del tematismo di John Williams è molto raffinato (spesso subliminale) nel dare ulteriori chiavi di lettura alla narrazione della trama.

    Qual è il segreto per creare una colonna sonora di successo?

    Riuscire a lavorare ad un film di successo, con attori di successo ed un regista molto popolare. Ci sono colonne sonore obiettivamente non belle ( o non particolarmente originali ) che hanno avuto successo internazionale perché legate ad un film di successo o del quale si è parlato molto. D’altra parte ci sono colonne sonore eccezionali che quasi nessuno conosce perché legate ad un film indipendente, non sufficientemente distribuito o reclamizzato.

    La Storia del Cinema è ricca di colonne sonore memorabili, che restano impresse nella memoria degli spettatori, ma che sembrano però appartenere più al passato che al presente. Secondo te, partendo da questa osservazione, negli ultimi 40 anni come è cambiato, se è cambiato, l’approccio alle colonne sonore?

    E’ cambiato l’approccio alla cinematografia, tutto è molto più chiassoso oggi, il montaggio, il mix del suono, i dialoghi, per non parlare degli effetti sonori che spesso coprono tutto con il loro volume esagerato. Il pubblico è sempre più distratto (basti pensare a quanti in sala controllano ogni due minuti il telefonino o il tipo di visione che si ha in casa dove ci sono mille distrazioni), di conseguenza molto cinema mainstream lavora sulla velocità e chiassosità della colonna sonora (nella sua interezza) per mantenere l’attenzione ad un livello accettabile. Questo discorso vale per i blockbusters ovviamente, la musica di conseguenza è diventata molto rumorosa, poco melodica e sovrabbondante di percussioni ed effetti “speciali”. Il rischio è che in questa maniera tutte le soundtrack stanno diventando simili e molto poco originali. C’è poi il rischio opposto, quello dove la musica è una presenza fin troppo invisibile, ridotta a soundscape, senza melodia o interesse, si tratta di colonne sonore che al di fuori del film non hanno alcun peso o interesse ad essere ascoltate. In conclusione, mancano i temi, le melodie riconoscibili al giorno d’oggi e sono a mio parere più importanti (e sottovalutate…) di tanti altri elementi che possono fare di un film mediocre un ottimo film.

    Moveorama intervista

  • P.O.E. : Poetry of Eerie

    Ciao a tutti, alcune novità circa dei lavori realizzati lo scorso anno.

    Il film “P.o.e. : Project of Evil” (seguito di “Poetry of Eerie” del quale parleremo più approfonditamente in seguito), verrà presentato il 13 Giugno al 33esimo Fantafestival.

    locandina-fantafestival-2013-240x309

    Per questo film ho scritto i titoli di testa che potete ascoltare qui di seguito

    Il primo film dedicato a Poe “Poetry of Eerie” esce in sala agli inizi di giugno

    Qui di seguito potete ascoltare titoli di testa e di coda (nonchè musiche del trailer) del film, per il quale ho scritto anche le musiche di uno degli episodi.

    Le musiche sono incluse come bonus tracks nel cd “Hyde’s Secret Nightmare”

    Di seguito alcuni articoli riguardanti il film pubblicati negli scorsi giorni


    http://clanstranevisioni.blogspot.it/2013/05/poe-poetry-of-eerie.html

    P.O.E. Poetry of Eerie non è un semplice lavoro indipendente . P.O.E. è di fatti un progetto corale, ideato inizialmente dai registi  Domiziano Cristopharo  e Giovanni Pianigiani , che ha inglobato poi  altri registi del circuito indipendente, come Edo Tagliavini, Bruno di Marcello, Angelo e Giuseppe Capasso,Paolo Gaudio,Paolo Fazzini,Alessandro Giordani,Matteo Corazza,Manuela Sica,Giuliano Giacomelli,Rosso Fiorentino,Simone Barbetti e “Yumiko Sakura Itou” (il famoso tredicesimo regista).
    Ogni episodio racchiude l’identità di ciascun regista,ispiratosi alla suggestiva e cupa poetica, di uno dei personaggi più controversi della storia.
    E’ giusto precisare però che ogni regista ha volutamente adattare il suo episodio non in maniera fedele ai racconti di Edgar Allan Poe . Proprio questo rende il lavoro particolarmente interessante ma soprattutto innovativo, vista la coraggiosa voglia di reinterpretare con stili variegati l’intero contesto. Si passa infatti dal famoso ” humour nero ”  al dramma esistenziale dell’uomo medio tutto però racchiuso da quell’alone tetro e spettrale che ha contraddistinto i racconti di E.A.Poe.
    P.O.E. dunque è un precursore del panorama horror italiano indipendente, una nuova realtà del genere  apprezzabile con tutti i suoi pregi e i suoi difetti . Un lavoro non dozzinale che apre a nuove frontiere per quanto riguarda il genere.
    Il film sarà distribuito nelle sale del circuito di DISTRIBUZIONE INDIPENDENTE da venerdì 7 giugno 2013.Maggiori info e dettagli li trovate sul sito http://www.distribuzioneindipendente.it/articoli/elenco-sale
    Dal 14 giugno 2013 on demand su OWN AIR  troverete la versione INTEGRALE del film http://www.ownair.it/


    http://www.filmforlife.org/recensioni-film/p_o_e_poetry_of_eerie_recensione_film-5868.html

    NOVE REGISTI INDIPENDENTI RIUNITI PER UN CORALE LUNGOMETRAGGIO CHE TRASPONE ALCUNE TRA LE PIÙ BELLE STORIE DELLO SCRITTORE AMERICANO

    GENERE: horror DATA DI USCITA: 7 giugno

    Non credete a nulla di quanto sentito dire e non credete che alla metà di ciò che vedete scrisse Edgar Allan Poe nel suo Il sistema del dott. Catrame e del prof. Piuma.

    Tra la metà delle cose in cui bisogna credere, dopo averle viste, fa sicuramente parte P.O.E. Poetry of Eerie un lungometraggio corale che vede alla regia 9 dei registi italiani indipendenti più capaci (Domiziano Cristopharo, Giovanni Pianigiani e Bruno di Marcello, Paolo Gaudio, Alessandro Giordani, Paolo Fazzini, Fratelli Capasso, Edo Tagliavini e Yumiko Sakura Itou) che rileggono, reinterpretano e, in maniera totalmente diversa l’uno dall’altro, traspongono per il grande schermo alcuni dei racconti più importanti del maestro dell’horror rendendo le paure umane protagoniste un una pellicola interessante per la contrapposizione di stili e per la sua stessa realizzazione.

    Il film è composto da otto storie che prendono spunto da quelle dello scrittore americano ma che, nella maggior parte dei casi, vengono del tutto stravolte riuscendo a colpire lo spettatore ogni volta che sembra sentirsi sicuro di conoscere ciò che sta per accadere.

    Degli otto episodi quello più singolare risulta essere la trasposizione di una delle storie maggiormente conosciute dell’autore Il gatto nero che Paolo Gaudio ripropone decidendo di utilizzare l’animazione in stop motion e inserendo in essa anche lo stesso Poe. Sicuramente quantomeno da citare è anche L’uomo della folla in cui il regista Paolo Fazzini con una forte inventiva e molta originalità usa come ambientazioni una Londra e una Roma entrambe, seppur diverse, funzionali al racconto che lo stesso cineasta stravolge nel finale.

    Per giudicare un lavoro come P.O.E. Poetry of Eerie non si può non tenere conto del bassissimo budget a disposizione e del breve tempo in cui è stato creato. Sicuramente è affascinante la sperimentazione ed è ottima l’idea di partenza come lo è il fatto che lo spettatore si trovi davanti a qualcosa di non categorizzabile e, proprio per la quantità di registi che hanno partecipato al progetto, molto dinamico.

    Il lavoro ha tutto sommato una dignità che è riscontrabile prima di tutto nel coraggio e nell’intraprendenza dei nove cineasti.


    http://151.1.186.243/dossier/dossier.asp?id=7721

    Quando si parla di Edgar Allan Poe, la mente di ogni appassionato si riempie dell’immagine di Vincent Price che alza le sopracciglia e con un sorriso ambiguo si dedica all’arte del male. Stiamo ovviamente parlando dei film che Roger Corman ha tratto, negli anni Sessanta, dai più famosi racconti dello scrittore americano La caduta della casa degli Usher, Il pozzo e il pendolo, La tomba di Ligeia: pellicole che evocano una stagione d’oro dell’horror che da poco aveva scoperto il colore.

    Corman, il mago del cinema a basso costo, amava le ricostruzioni barocche e sottolineava le passioni sotterranee che circolano nei testi di Poe. E soprattutto si circondava di attori straordinari: oltre allo shakespeariano Vincent Price, anche il vecchio Peter Lorre, la bellissima Barbara Steele , un giovanissimo Jack Nicholson che esordiva perché figlio
    del produttore James. Ma la fortuna che la letteratura di Poe ha avuto da sempre nel cinema si perde nella notte dei tempi – Tim Burton, John Carpenter, George Romero, Dario Argento, Stuart Gordon, per citare i più famosi autori che si sono cimentati con le sue opere – arrivando fino a noi, oggi, attraverso P.O.E – Poetry of Eerie, film a episodi firmato da dieci registi diversi, appartenenti al panorama del cinema indipendente italiano.

    Ideatore dell'”esperimento cinematografico”, che all’ombra di Poe ha unito cineasti che hanno lavorato singolarmente e liberamente su testi scelti da loro, è Domiziano Cristopharo (con lui anche Giovanni Pianigiani) performer e artista visivo che dice: “Ci siamo messi insieme per dimostrare che l’horror italiano non è morto, che i registi ci sono e che anche a basso costo, ma con tante idee si può fare un cinema che piace e che emoziona”. Unico neo del progetto, “quella sì una cosa davvero horror – scherza il presidente di Distribuzione Indipendente, Giovanni Costantino- la censura che senza dettagliate motivazioni ha vietato il film ai minori di 18 anni. “Un vero scandalo – commenta Cristopharo – un polverone sollevato solo perché molto probabilmente dimostriamo che si possono fare film con pochi soldi e mettiamo in difficoltà i tanti raccomandati”.

    P.O.E uscirà quindi solo per i maggiorenni nelle sale del circuito di Distribuzione Indipendente (a Roma al Circolo del cinema Zero in condotta, all’Urbana 47 al Fusolab e al Filmstudio) a partire dal 7 giugno, proponendo otto episodi che, alcuni in maniera ironica, altri con una struttura più drammatica si ispirano liberamente alle opere del poeta diventato ormai un simbolo, in tutte le discipline, del genere gotico. Si alternano quindi sullo schermo: Il giocatore di scacchi di Maelzel, di Cristopharo; Le avventure di Gordon Pym, di Giovanni Pianigiani e Bruno di Marcello; Il gatto nero (unico film d’animazione), di Paolo Gaudio; La sfinge, di Alessandro Giordani; L’uomo della folla di Paolo Fazzini; Silenzio, dei fratelli Capasso; La verità sul caso Valdemar, di Edo Tagliavini; e Canto, di Yumiko Sakura Itou (pseudonimo dello stesso Cristopharo).
    Di questo film esiste però anche una versione integrale (13 episodi) che per motivi di durata e di “disomogeneità stilistiche – sottolinea Costantino – si è preferito lanciare solo on demand dal 14 giugno su Own Air (www.ownair.it). Intanto si sta già lavorando all’uscita di P.O.E 2 anche quello in attesa di arrivare in sala”.


    http://www.ecodelcinema.com/arriva-nelle-sale-poe-poetry-of-eerie-il-nuovo-horror-italiano.htm

    Arriva nelle sale ‘P.O.E. Poetry of Eerie’, il nuovo horror italiano

    I registi hanno presentato la loro personale rivisitazione di otto racconti del maestro Edgar Allan Poe

    Oggi alla Casa del Cinema a Roma i registi Domiziano Cristopharo, Paulo Gaudio, Paolo Fazzini e Edo Tagliavini hanno presentato in anteprima alla stampa il loro ultimo lavoro corale, “P.O.E. – Poetry of Eerie”.

    Dieci registi del panorama indipendente italiano raccontano e reinterpretano i classici dello scrittore Edgar Allan Poe. Il maestro indiscusso della letteratura horror, rivive al cinema grazie a un gruppo di giovani e talentuosi registi, pronti a trasferire sullo schermo le ancestrali e più archetipiche paure dell’uomo. Un lavoro corale, caratterizzato da stili e approcci diversi, atto a reinterpretare, sviscerare e riscrivere la suggestiva poetica di un autore sempiterno, che ha popolato sogni e incubi di intere generazioni, ispirato e influenzato romanzieri, pittori, musicisti e perfino linee di gioielli.

    La conferenza stampa si è aperta in maniera molto sentita con l’incredulità da parte dei registi e della distribuzione di aver appena ricevuto il divieto al film per i minori di 18 anni. Il regista Cristopharo ha spiegato fin da subito la nascita di questo progetto, avvenuta attraverso gli incontri in diversi festival con gli altri registi: “L’idea di unirci per un progetto è nata in maniera spontanea affinché questo progetto potesse essere per tutti un’opportunità di farci conoscere meglio dal pubblico. Come comune denominatore abbiamo utilizzato l’amore per Edgar Allan Poe”.

    Tagliavini ha proseguito chiarendo come l’idea di base sia stata portata avanti in maniera autonoma da ogni regista che ha dovuto fare i conti con un budget quasi inesistente e con tempi di lavorazione strettissimi. Molti degli otto racconti sono infatti stati girati nel tempo record di tre giorni.

    Paolo Gaudio ha motivato la scelta di girare il suo corto, tratto da uno dei più famosi racconti di Poe “Il gatto nero”, in stop motion per avere così più possibilità di risvolti grotteschi e bizzarri e per potersi permettere il lusso di avere come protagonista lo stesso scrittore.

    Alla considerazione critica di una giornalista riguardo al fatto che molti racconti si discostano in maniera significativa dagli scritti originari di Poe, Domiziano Cristopharo ha replicato che in realtà il pensiero di fondo del film non è quello di realizzare, come altri registi in passato, una trasposizione letteraria di alcuni racconti e saggi dello scrittore, bensì di dare una personale reinterpretazione di ogni storia in piena autonomia, cercando di essere il più attuali possibile.

    “P.O.E. – Poetry of Eerie” è stato girato un anno e mezzo fa e ne esiste un seguito che è stato presentato in diversi festival tra cui a Torino e che seguirà a breve distanza l’uscita del primo. L’edizione cinematografica che sarà possibile vedere dal 7 giugno nelle sale del Circuito Indipendente contiene solo otto episodi mentre quella integrale, con tredici episodi, sarà disponibile dal 14 giugno on demand su OWN AIR.

    Miriam Reale


    http://www.movieplayer.it/film/articoli/p-o-e-presentato-il-nuovo-horror-ispirato-ai-racconti-del-maestro_10922/

    P.O.E.: presentato il nuovo horror ispirato ai racconti del maestro

    a cura di Marco Minniti pubblicato il 31 maggio 2013


    P.O.E.: presentato il nuovo horror ispirato ai racconti del maestro

    Trasportare sul grande schermo il mondo e le ossessioni di uno scrittore come Edgar Allan Poe non è mai stato un compito facile; ma è da dire che non era questo lo scopo principale, e il senso, di un progetto come questo P.O.E. – Poetry of Eerie. Questo progetto collettivo, di produzione italiana, ha voluto piuttosto prendere degli spunti, idee, a volte una semplice suggestione, da alcuni dei più noti racconti del maestro americano; per poi sviluppare questi ultimi in direzioni personali, frutto delle sensibilità e dell’approccio al cinema di ognuno dei registi coinvolti. Il risultato è interessante, affascinante anche se a volte disarmonico, ennesima prova di un “sottobosco” (purtroppo siamo ancora co
    stretti a chiamarlo così) che nell’horror italiano continua a muoversi e a produrre opere valide. L’incredibile decisione, da parte della commissione di censura, di applicare a questo film (già destinato a una ristretta cerchia di spettatori) il divieto ai minori di 18 anni, certamente non aiuta. Anche di questo si è parlato, oltre che del film e della sua genesi, nell’incontro stampa organizzato da Distribuzione Indipendente, presente nella figura del suo presidente Giovanni Costantino: nell’incontro, inoltre, abbiamo potuto confrontarci con quattro dei registi coinvolti, ovvero Domiziano Cristopharo, Paolo Gaudio, Paolo Fazzini ed Edo Tagliavini.
    E’ incredibile la decisione della commissione censura“, ha esordito Domiziano Christopharo, ideatore del progetto e autore dell’adattamento del racconto Il giocatore di scacchi di Maelzel. “In questo film non ci sono scene di nudo, non c’è violenza eccessiva o volgarità: è assurdo che passino cose come i vari Vacanze di Natale, e il nostro film venga invece vietato. Forse dà fastidio il fatto che sia fatto con zero soldi, e senza finanziamenti pubblici?
    P.O.E. - Poetry of Erie: un'immagine tratta dall'episodio ispirato a Il giocatore di scacchi di Maelzel, scritto da E. A. Poe Potete parlarci del percorso produttivo e postproduttivo del film?
    Domiziano Christopharo: Due anni fa alcuni di noi si sono incontrati in un piccolo festival indipendente, così abbiamo pensato sarebbe stato bello fare un progetto tutti insieme, superando la dimensione individuale. L’idea ha raccolto consensi da subito, anche su Internet: persone come Edo, raggiunte attraverso la rete, si sono subito offerte di partecipare. L’idea era quella di avere un prodotto il più possibile omogeneo, anche sacrificando un po’ la libertà di ognuno. Proprio perché Poe era stato usato abbondantemente dal cinema, abbiamo deciso di presentarlo come una novità, evitando i castelli e le ambientazioni alla Roger Corman; cogliendone il senso, e trasportandolo ai nostri tempi. Anche la misteriosa autrice dell’episodio finale, Yumiko Sakura Itou, sono io. Dovevano esserci in tutto tredici episodi, e ce ne serviva uno per completare il film.
    Cosa potete dirci sul sequel del film, già visto al Festival di Torino?
    Sì, P.O.E. 2 è stato già realizzato e presentato in alcuni festival, e ha vinto anche un premio a Torino. E’ più spiccatamente horror, mentre questo è letteralmente “poesia del lugubre“. La decisione della censura ci fa pensare: se questo è stato vietato ai minori, il rischio è che il sequel non passi proprio. Degli episodi che lo compongono, uno in Australia è stato proprio bannato.
    P.O.E. - Poetry of Erie: una scena dell'episodio ispirato a Il giocatore di scacchi di Maelzel, scritto da E. A. Poe Cosa vi ha portato a scegliere i rispettivi racconti? Si tratta, in tutti i casi, di rivisitazioni molto particolari…
    Edo Tagliavini: Diciamo la verità, il fattore economico ha influito molto. Si tratta di lavori autoprodotti, e ammetto che sono andato a cercare un racconto con meno personaggi possibile. Ho scelto Valdemar, e pensando alle sua possibilità di attualizzazione, è nata questa mia variante ironica. L’ironia nell’horror mi è sempre piaciuta, d’altronde anche lo stesso Poe aveva venature ironiche.
    Paolo Fazzini: Il primo racconto a cui ho pensato era proprio L’uomo della folla: non leggevo Poe da moltissimo tempo, ma quel racconto era quello che mi era rimasto più impresso. La cosa importante era renderlo attuale, ma è stato molto naturale: l’uomo della folla di Poe, in fondo, è proprio quello di oggi. Nel racconto il finale era sospeso, non c’era una chiusura “cinematografica”: io ho cercato di farla a mio modo. Questa storia mi dava la possibilità di girare di notte, e inserire nel film tanta musica; è nato tutto in modo sincero e spontaneo.
    Paolo Gaudio: Il mio è l’unico episodio animato, realizzato in stop motion. Il gatto nero è tra i racconti più famosi di Poe, e io avevo bisogno di questo per essere libero ed esprimermi nella chiave che volevo utilizzare. Mi serviva un “link” immediato con lo spettatore, doveva riconoscere subito di cosa si stava parlando. Inoltre avevo la possibilità di usare lo stesso Poe come protagonista, per giocare un po’ con i suoi tratti e renderlo un po’ più buffo. Certo, avere un divieto ai minori di 18 anni, per uno che fa cartoni animati, è un po’ paradossale.
    Domiziano Cristopharo: Il nostro unico vincolo era girare senza soldi, in tre giorni al massimo: lo abbiamo dato proprio per armonizzare il lavoro di tutti ed evitare i dislivelli.
    Non manca, secondo voi, un po’ del senso di decadenza poetica dei racconti di Poe?
    Edo Tagliavini: Poe non è solo decadente, in realtà. E comunque bisogna sottolineare che ogni regista ha riletto gli episodi a suo modo.
    Paolo Gaudio: La vera sfida era riproporre un autore di 200 anni fa in una salsa meno vista, meno trita. Altrimenti avremmo fatto un film simile a quelli che si facevano negli anni ’70, o primo. Si trattava di prendere un autore classico e rifarlo in un contesto moderno.
    Domiziano Cristopharo: Abbiamo voluto raccontare noi stessi attraverso Poe. Potevamo raccontare Poe davvero in qualsiasi salsa, c’era libertà totale per interpretarlo. Volevamo farlo nostro, ed attualizzarlo. Io ho inserito una mia visione dell’automa del racconto, che ovviamente non è quella dell’epoca.
    P.O.E. - Poetry of Erie: un'immagine tratta dall'episodio ispirato a Storia di Arthur Gordon Pym di Edgar Allan Poe Ad esempio l’episodio La sfinge, di Alessandro Giordani, ha molto poco del racconto originale…
    Domiziano Cristopharo : L’approccio di Giordani era l’abbaglio e l’alterazione della percezione: questo è stato trasportato in due personaggi isolati, per i quali l’errore di percezione è mentale. La nostra è poesia del lugubre, c’era libertà di reinterpretare l’autore. Ma poi, avete presente i film di Corman? Anche lui mise in scena cose che non avevano nulla a che fare con Poe.
    Durante la lavorazione dei singoli episodi vi consultavate o no?
    Paolo Gaudio: In realtà eravamo liberi. Ogni tanto ci mandavamo delle still per aggiornarci sul lavoro fatto, ma non avevamo condizionamenti esterni. Abbiamo anche provato a non prenderci troppo sul serio, e soprattutto ci siamo divertiti: il nostro è quello che i francesi chiamano divertissment.
    Edo Tagliavini: Io, per esempio, ho appreso del progetto da Intern
    et. L’idea, è bene ribadirlo, era prendere un racconto di Poe, anche un solo elemento di questo, e poi costruire da questa base ciò che si voleva.
    Domiziano Cristopharo: L’idea era anche unirsi per dire che ci siamo: stando insieme si è forse più forti. Si parla tanto di rinascita dell’horror italiano, ma la verità è che l’horror italiano non è mai morto: i film si continuano a fare, il problema è che il più delle volte non escono qui ma solo all’estero. Il problema è ridare un po’ di visibilità al genere.
    Voi siete tutti registi di horror, o no?
    Domiziano Cristopharo: Beh, nei tredici episodi di cui il progetto iniziale si compone, ci sono anche dei documentaristi; Edo viene da altri generi, Fazzini ha un approccio un po’ più drammatico, Gaudio fa i cartoon… il nostro in realtà non voleva essere proprio un horror, semmai è nel sequel che abbiamo voluto tirar fuori la componente più orrorifica.
    Il progetto iniziale era di tredici episodi, ma la versione che vedremo in sala ne conta solo otto. Potremo vedere quelli restanti?
    Giovanni Costantino: Sì. Abbiamo deciso di fare un’edizione ridotta per il cinema e una, che sarà distribuita nella piattaforma On Air, che sarà integrale.
    P.O.E. - Poetry of Erie: un'immagine tratta dall'episodio ispirato a La verità sul caso di Mr. Valdemar, scritto da E. A. Poe Secondo voi il divieto ai minori di 18 anni da cosa è dipeso? Potrà in qualche modo essere “sfruttato”, servirà a far parlare di più del film?
    Giovanni Costantino: Il problema, secondo me, è la grandissima leggerezza che c’è negli uffici ministeriali. Certo, a questo punto il divieto lo sfrutteremo: si gioca? Allora giochiamo anche noi. Visto che questo, quest’anno, è stato l’unico film horror vietato ai minori, lo presenteremo come l’unico horror della stagione. Comunque aspettiamo le motivazioni dalla commissione censura.
    Quale metro di giudizio avete usato per scegliere gli otto episodi rimasti nel film?
    Giovanni Costantino: Abbiamo preso quelli che, vuoi per tempo, ritmi, e via dicendo, erano più vicini l’uno all’altro, che si amalgamavano meglio. In alcuni degli altri c’era uno stacco stilistico più evidente, che avrebbe portato nel tutto una certa disarmonia.

  • “Hyde’s Secret Nightmare” review on Filmscore Monthly

    Avalaible on the January 2013 number of

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    Album Review: Hyde’s Secret Nightmare

    Review by Steven A. Kennedy

    KRISTIAN SENSINI   Kronos 011 23 tracks – 59:30

    Domiziano Cristopharo’s new film Hyde’s Secret Nightmare (2011) is a more erotic take on the classic Robert Louis Stevenson Jekyll and Hyde story. The Italian film features both porn and “normal” actors in its cast, and was released on DVD earlier this year in Italy. The score is by Kristian Sensini, who has collaborated with Cristopharo on each of his prior films, including House of Flesh Mannequins (2009).

    Sensini’s effective use of samples gives a fairly accurate representation of an acoustic ensemble. He leans on a short motivic idea that floats through textures in what is often a gothic horror style (“Hyde’s Nightmare”), but also touches on rock, in a mix reminiscent of the work of Goblin.

    “Bed of Horrors” delivers electronic textures and other unusual sounds, with electric guitar thrown in for good measure. In some respects, this score comes across like a blend of the old AIP horror genre with Italian giallo films. There’s even a little techno in “Elektro Dark,” and female vocalise in “Love You Madly.”

    The final two tracks are “bonuses” from the film P.O.E. Poetry of Eerie. Fans of similar fare may enjoy Sensini’s work here. —Steven A. Kennedy

     

    fsmonline

     

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