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    “A Blurred Glass” recensione su Colonnesonore.net

    https://www.colonnesonore.net/recensioni/cinema/9151-a-blurred-glass.html

    Un album importante (e di seguito vi spiegherò il perché) e non una colonna sonora di cui primariamente ci occupiamo, seppur con musiche scritte da un compositore italiano che ha da sempre a che fare con la musica applicata alle immagini: Kristian Sensini. Fu da noi premiato con lo storico riconoscimento dei nostri lettori, il Premio ColonneSonore.net (terza edizione 2015), per la migliore colonna sonora per film straniero, la pellicola d’animazione lituana Rocks In My Pockets. Sensini, più volte intervistato e recensito tra le nostre pagine e in video per Soundtrack City, la nostra controparte visiva web a cura mia e di Marco Testoni, il nostro vicedirettore, ha avuto a cuore la realizzazione di questo concept album, A Blurred Glass (trad. Un vetro sfuocato), a favore dell’Ucraina, ottenuto tramite una sostenuta campagna crowdfunding, composto per quartetto d’archi ed elettronica (con la preminenza di un sound anni ’60 – ’70 molto sperimentale e mistico), inciso in Italia e contemporaneamente a distanza in  uno studio di registrazione nei pressi di Odessa, a cura di Oleh Mytrofanov, con i musicisti Alexey Zavgorodniy al violino e viola, Kateryna Mytrofanova al violoncello e lo stesso Sensini ai synth e programming. Il ricavato di questo CD è stato (e andrà con il prosieguo delle vendite) in beneficenza a sostegno dei profughi ucraini scappati o scacciati dall’invasore russo.
    Ogni titolo facente parte dei sedici della track list è, a detta dello stesso compositore, “influenzato da una (neanche troppo…) profonda riflessione sulla nostra realtà contemporanea”, perché il compositore “è stato sempre convinto del fatto che la Musica sia uno dei mezzi più puri per raccontare il proprio periodo storico e che, di riflesso, il mondo in cui viviamo, le sfide che ogni giorno l’uomo si ritrova ad affrontare, influenzino come la Musica viene creata. Il suono di questo disco riflette gli ultimi anni di vita in casa, quasi nascosti gli uni agli altri. Si tratta di musica “da camera” nella sua accezione primaria, musica che è pensata per essere eseguita, ed ascoltata, nell’intimità delle mura domestiche. E’ un disco registrato in casa, anche se con musicisti che si trovano a centinaia di chilometri di distanza tra loro”.
    Il pezzo che apre l’album, “Glass Mantra”, sbuca come un grido soffocato, strozzato nel suo desiderio di urlare libero, tramite un suono sintetico vocalizzante girovago e cupo, che un pizzicato d’archi e una nota lunga del violino fanno vibrare nell’aria per donargli indipendenza risolutiva, che detona con il subentrare del tema glassiano danzante principale, palesatosi in tutta la sua rinfrancante armoniosità risanante. “Blurred” sembra proprio essere (ma d’altronde essendo un album concettuale, l’intento è proprio questo) il logico proseguimento del brano iniziale, con una melodia che gira su sé stessa, cantilenante (quasi una ninnananna rassicurante) e mestamente diradata. “Bedroom Roadtrip” si presenta come una gioiosa pregheria alla vita, che pur nella sua spesso crudele faccia che ci spaventa, in verità sa essere una madre affettuosa che ha bisogno di essere amata a sua volta (anche di più dell’amore che ci dona) e rispettata così da non rivoltarcisi contro. “Bad Feeling” punta su toni iniziali assai gravi degli archi e di un suono synth sottilmente pungente, un vero e proprio elogio all’inconsistenza e all’inutilità di ogni guerra e di ogni male, che nella seconda metà del pezzo, in un crescendo cardiaco insostenibile, ci pugnala dritto al cuore. “Lights Out” è un’elegia funebre che se le orecchie ascoltanti divenissero occhi spalancati si avrebbe la visione sonora di desolante annichilimento mortuario dopo una devastante battaglia senza vincitori né vinti, ma soltanto povera gente innocente che non avrebbe mai pensato di subire una tale tragedia senza senso (come tutte le guerre lo sono da sempre). “I Trust You” è l’anello di congiunzione con la traccia precedente, dove quel senso di ineluttabilità di fronte alle brutture della guerra e all’incapacità di poterla contrastare veramente, viene consolato da una melodia delicata però parecchio amareggiata. “Self Consciousness” nel suo echeggiante leitmotiv che spalanca gli occhi e le orecchie ad una speranza ritenuta principalmente vagheggiante, dona una sorta di sollievo e di respiro nuovo, che il suono vagante sintetico su archi sospesi e sulla viola eterea, nel suo altrettanto vagare senza metà eppure sicura, lo rendono uno dei brani più interessanti e assuefacenti dell’album. “I See You” è, come accaduto con “Lights Out” e “I Trust You” prima, la prosecuzione della traccia “Self Consciousness”, con una sospensione dell’andamento degli archi e degli effetti pseudo ritmici campionati molto morriconiani, con stavolta un nucleo leitmotivico centrale assai tetro e afflitto. “Mental Glitch” produce un suono corroso e corrosivo, asceticamente enfatico nel suo risuonante e progressivo allarmismo frenato, assai dolente. “The Window” suona cauto, con effetti martellanti discontinui (sembra un picchio ostinato), in cui il tema richiama la poetica del sintetismo più intangibile ed evocativo proprio di gruppi quali gli Art of Noise e i Tangerine Dream; evento uditivo che si ripete con il crescendo ritmicamente incantato e incantevole del brano susseguente “Overthinking” (insieme a “Self Consciousness” la traccia più intensamente pregnante del CD), in cui gli archi eseguono una circonvoluzione tematica ipnoticamente seducente. “Still Me”, gocciolante e pensoso, dubbiosamente oscuro, è molto ligetiano nel suo accrescimento concentrico. “Panic Debris” cresce piano piano con il preminente intento (Morriconiano) di allertare e aprire le menti alla realtà reale degli accadimenti intorno a noi, dentro di noi, fuori di noi: il tema, che turbina su sé stesso, è di quelli che divenendo assordanti, assumono tratti chiarificatori ben gridati. “Social Distance” è dilatazione pura tematica, quasi liquescente e, in specie nella parte centrale della traccia, una danza moderna folclorica di abbacinante seduzione emozionale. Con il penultimo brano “Your Voice” tornano quelle atmosfere synth accurate ed evocative alla Tangerine Dream che tanto hanno segnato gli anni Settanta della musica elettronica, con una pagina melodica dalle nuance celtiche nel suo nucleo performante, però aspirante mondi lontani che stanno a significare nuove esistenze senza più atrocità e falsità. In chiusura “Yugen”, con la sua fosca epicità synth tra Vangelis e i sempre succitati Tangerine Dream, che urla, nella tragica drammaticità in levare degli archi tiratissimi e gravi, NO alla GUERRA e SI alla PACE, tuttavia con quel risonante sentimento di abbattimento per tutto ciò che è già avvenuto e ancora avviene in Ucraina, come in altre parti del mondo che sono, in questo preciso momento, dimenticate ma che subiscono il medesimo abominio.

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    Mundo BSO review “A Blurred Glass”

    https://www.mundobso.com/bso/blurred-glass-a

    Non-cinematic album made from music that was written for a thriller but rejected. Based on the war in Ukraine, it is an artistic and conceptual creation made for a string quartet and electronics, with the participation of Ukrainians Alexey Zavgorodniy (violin and viola) and Kateryna Mytrofanova (cello). This is a harsh and tough work, very dense and difficult, which seeks and achieves to recreate a nightmarish, uncompromising, suffocating, and oppressive atmosphere. In this context, the composer inserts lyrical, liberating, and luminous elements that serve as escape points and give hope. A very close analogy to what happens in wars.

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    Recension “A Blurred Glass” su “Alias” Il Manifesto

    https://ilmanifesto.it/gli-ultrasuoni

    OST – Il rifiuto misterioso

    KRISTIAN SENSINI
    A BLURRED GLASS (www.kristiansensini.com)

    **** A Hollywood si dice che non si è un vero compositore di soundtrack se almeno una non ti è stata rifiutata. Magari perché troppo potente: successe a Ornette Coleman e a Charles Mingus. Per A Blurred Glass, tanto peggio per chi ha rifiutato questo lavoro di Sensini (studi con Morricone, Piovani, orchestrazioni per John Williams e Howard Shore) magnifico, dolente, denso, non sappiamo per quale film, in cui il compositore si è avvalso, per scelta precisa, di eccellenti corde tra le mani di musicisti ucraini, riservandosi le parti di synth e programmazione. Ricavato devoluto a Emergency. (guido festinese)

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    “A Blurred Glass” presentato all’interno di “Battiti” Radio 3

    https://www.raiplaysound.it/audio/2023/04/Battiti-del-04042023-9dc6d216-49ae-4158-9b07-16419b686569.html?ts=4662

    Di seguito la scaletta completa della trasmissione del 4 Aprile 2023

    Sonate

    WADADA LEO SMITH AND ORANGE WAVE ELECTRIC, Fire Illuminations Inside Light Particles, da “Fire Illuminations” – Kabell Records // ALAN VEGA, Magdalena, da “Live at Rockpalast 1982 + Alan Suicide: Collision Drive 2002 (a film by Lucía Palacios & Dietmar Post)” – play loud! productions // FENDIKA & K-SANCHIS, Lush, da “Gojo / ጎጆ” – 121234.Records // LAGOSS, Baía do Papagaio, da “LAGOSS / BANHA DA COBRA, Aquapelagos Vol. 1: Atlantico” – Keroxen // NADAH EL SHAZLY, Afqid Adh-Dhakira (I Lose Memory), da “Ahwar” – Nawa Recordings // KARKHANA WITH NADAH EL SHAZLY, Dans Ma Bouche, Une Autre Bouche, da “Carte Blanche” – Unrock // AGNESE TONIUTTI/JOHN CAGE, Sonata I, da “Sonatas & Interludes” – Neuma Records // AGNESE TONIUTTI/JOHN CAGE, First Interlude, da “Sonatas & Interludes” – Neuma Records // AGNESE TONIUTTI/JOHN CAGE, Sonata V, da “Sonatas & Interludes” – Neuma Records // ROBERTO LANERI, Winterwein (from K.Weill, Aus happy End), da “Winterträume. De-compositions & Re-compositions” – Da Vinci Classics // ROBERTO LANERI, The Blossom, da “Winterträume. De-compositions & Re-compositions” – Da Vinci Classics // NICOLA GUAZZALOCA/GIANNI MIMMO, A Silver Lining, da “Herbstreise” – Amirani Records // NICOLA GUAZZALOCA/GIANNI MIMMO, Late Rain, da “Herbstreise” – Amirani Records // NICOLA GUAZZALOCA/GIANNI MIMMO, I Didn’t See You At All, da “Herbstreise” – Amirani Records // NICOLA GUAZZALOCA/GIANNI MIMMO, Tensive, da “Herbstreise” – Amirani Records // SEBASTIAN ROCHFORD, Night Of Quiet, da “A Short Diary” – ECM // KRISTIAN SENSINI, Bad Feeling, da “A Blurred Glass” – Keyestudios // KRISTIAN SENSINI, Lights Out, da “A Blurred Glass” – Keyestudios // CHRIS BROWN, Pulsazioni, da “Occhio” – Artifact Recordings

    04 Apr 2023

     

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    “A Blurred Glass” Film Score Monthly Review

    A Blurred Glass *** 1/2
    A BLURRED GLASS

    KRISTIAN SENSINI Digital 16 tracks – 60:02
    Kristian Sensini’s (Rocks in My Pocket, Karma) lat.t proj.t, A Blurred Glass, is a great example of how to turn rejection into a new artistic expression. The music f.tured. on this release was originally composed for a thriller film, but after it went unused, Sensini r.onceived the score into a concept album. Also, with the Ukrainian conflict raging, the composer chose several musicians from the region, and proceeded to put together a digital release that would help raise funds for Ukrainian refugees.
    The music f.tur. a chamber string group bolstered by various electroni., with the latter emphasizing sounds reminiscent of the synths of the 1960s and ’70s. The writing is mostly tonal but can b.ome strained at tim., as in ‘Tad F.ling,” which also features angular figures and syncopated rhythms.
    Sensini’s plaintive lyrical ideas capture the attention, as with ‘,lass Mantra. and the similarly engaging “Blurred,” the later revisited in .Mental Glitch.” With the string melodies leading the way, the electronic elements tend toward providing atmospheric touch.. The intimacy of the quartet idiom lifts the whole affair to another emotional level, as in “I Trust You.”
    As the album proceeds, various lin. and motiv. are used in different settings that refl.t new dramatic expr.sions, all while many of the tracks will pick up on preceding ideas and develop them. This progr.sion mak. A Blurred Glass into an enthralling collection that recalls some of the New Age concept albums of the Kronos Quartet, or the more intimate scor. of Clint Mansell. Perhaps more notably, it’s also a close cousin to Sensini’s own Kuartets. To find out more about the music and/or to contribute to the fund set up for Ukrainian refugees, visit the composer’s website. —Steven A. Kennedy

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    “A Blurred Glass” review by Antonio Pinera

    “This is an introspective work, endowed with a large dose of sensitivity, a composition lasting over an hour, written for string quartet, in the best of traditions, and accompaniment by the author, synthesizer. It could be classified as an avant-garde work, mixed with the tradition of the string quartet, but loaded with symbolism.
    Sometimes classical music, and more avant-garde at others, in which the composer continues his good work in recent years, creating a dark score at times, keep in mind that it was written for a psychological thriller, where the string becomes obsessive in some parts, obtaining an almost minimalist style, and being very sensitive and ambient in other parts of the album, making the synthesizer and cello participate in these last more sensitive songs.
    A sober and very dignified work, which comes to refute what I previously thought of this author, since I heard one of his works for the first time, and it is nothing other than that we are before one of the greatest talents of Today’s film music, unfortunately not sufficiently well known, but which I have no doubt, will become so over the years.”
    Este es un trabajo introspectivo, dotado de una gran dosis de sensibilidad, una composición de más de una hora de duración, escrita para cuarteto de cuerdas, en la mejor de las tradiciones y acompañamiento por parte del autor, de sintetizador. Se la podría catalogar como una obra vanguardista, mezclada con la tradición del cuarteto de cuerda, pero cargada de simbolismo.
    Una música de corte clásico en ocasiones, y más vanguardista en otras, en las que el compositor da continuidad a sus buenos trabajos durante los últimos años, creado una partitura oscura en ocasiones, tengan en cuenta que estaba escrita para una película de suspense psicológico, donde la cuerda se vuelve obsesiva en algunas partes, obteniendo un estilo casi minimalista, y siendo muy sensible y ambiental en otras partes del disco, haciendo al sintetizador y al chelo participe de estos últimos temas más sensitivos.
    Una obra sobria y muy digna, que viene a refutar lo que ya con anterioridad pensé de este autor, desde que escuchara por primera vez una de sus obras, y no es otra cosa, que la de que estamos ante uno de los mayores talentos de la música de cine actual, por desgracia no lo suficientemente conocido, pero que no dudo, llegará a serlo con el paso de los años.

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    My Love Affair With Marriage Review on ZippyFrame

    Thank you for the kind mention Vassilis Kroustallis Zippy Frames !
    Congratulations to Signe Baumane and the Whole My Love Affair With Marriage Team
    “Yet, the music here makes all the difference -and elevates it from another authorial perspective to a jointly enjoyed experience (and plight). Kristian Sensini and his jazz-soul mid-tempo vocal arrangements (with a playful piano and wind and brass instruments -violin reserved for ‘sober’ sequences) make ‘My Love Affair with Marriage’ a staccato experience, and one that you cannot easily pass by; and, of course, make the bitter pill of Zelma’s troubles perfectly palatable.”
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    John Williams – La Scala di Milano

    I don’t know where to start if not from the most banal sentence that I will use one day to tell my grandchildren about this experience: “I was there, I was there…”.

    I have to make some premises: I grew up in the 80s in the golden age of cinema for kids. E.t., Indiana Jones, Star Wars (and pretty much everything I’ve seen Spielberg involved in some way) have been my imagination. Movies seen in crowded theaters or in open-air arenas, films seen dozens and dozens of times on VHS worn out by use. To be clear: until about the age of 20 my school career was projected towards the goal of becoming…Indiana Jones. This fantastic imagery was nourished by the music written by Sir John Towner Williams.

    Williams himself was then the reason why I first began to be passionate about soundtracks and then start writing them. I  remember vividly that the spark struck when I read an article that spoke of the leitmotiv of the Force in the context of the first (and only at the time) Star Wars trilogy. Everything I’ve done in my profession as a composer has revolved around the modus operandi of Williams and Morricone. Years ago I left for Vienna to study with Conrad Pope, John Williams’ orchestrator, to get a little closer to the Master’s secrets.

    I have always read and collected every single interview granted by the Maestro, it is my way to “listen” to the great composer and be a little closer to him.

    In 2018 I had bought the ticket for the London concert at the Royal Albert Hall, a concert canceled due to Williams being ill, which made us tremble a lot. I was then unable to secure tickets for the performances in Berlin and Vienna, which I could only experience remotely thanks to the beautiful Blu-rays. As soon as the concert at La Scala in Milan was announced (originally scheduled for June 2022) I cried out for a miracle, at just 90 the Maestro plans his very first concert on Italian territory, in one of the most important theaters in the world: “I have to be there!”. When thye gig was postponed due to scheduling conflicts, even if for a few months, I feared the worst. Even with all the energy of a nonagenarian of steel, any delay (also thanks to a pandemic and an international geopolitical situation that is uncertain to say the least) inevitably calls everything into question. On October 10th at 2 pm at the time of ticket sales I was in front of two computers, I fought like everyone else with the system that crashed several times but I managed to get two tickets in the audience. I was one of the privileged ones, the tickets were sold out in a matter of minutes. From that moment on, weeks of anxiety trying to dodge any inconvenience in any way could have prevented them from participating in one of the most important historic musical events of recent years.

    Surprisingly, yesterday’s concert was preceded by a rehearsal open to the under 30s, never in my life have I so wished I was 15 years younger, I hope the young participants have realized the absolute privilege reserved for them. The videos shared by the Philharmonic of the Scala were the fuse that literally exploded the impatience and the will to be there in Milan at every single moment, just to be able to live a few days in the same city as the Maestro.

    (from the Instagram account of the La Scala Philharmonic)

    December 12, 2022

    We are in Milan, my first experience at La Scala.

    In the Foyer of the theater which has hosted the greatest composers in history for more than 200 years (Gounod, Berlioz, Bizet, Massenet, Saint-Saëns, Mascagni, Leoncavallo) I was lucky enough to meet important personalities in the history of Williams.

    Emilio Audissino, author of a beautiful book The Film Music of John Williams (pictured here with me and Massimo Privitera, director of www.colonnesonore.net).

    Anne-Sophie Mutter, the famous violinist who has recorded more than one album with John Williams, as well as having participated as a soloist in the Vienna concert.

     

    20.00 the seats fill up, the electricity in the room is palpable. The orchestra takes its place, they too feel the importance of the event, Williams has chosen the Scala and the Philharmonic to celebrate his presence in Italy. Once the musicians have been positioned, applause and a roar rise up in the room, Williams enters the room with a decisive step, greets and positions himself on the podium.

     

    The concert includes the program that you can read below, some songs are inevitable in his repertoire, others are nice surprises, I am thinking of the love theme taken from Superman. In the encore the theme of Yoda and the Imperial March.

    We all know the importance of Williams as a composer, more than fifty Academy Awards nominations, 5 wins. For the two hours of the concert, my gaze fixed on Williams conductor, a confident, energetic, essential but imperious, decisive but delicate gesture. A giant with a powerful charisma who manages to conduct even with minimal movements of his little finger, walking as needed in large strides or on tiptoe to guide the orchestra and bring it where his music must be, without conceding anything to chance . Williams is 90 years old, I have seen incredible physical and mental energy, regardless of age. I would have liked to have the video recording of a camera aimed only at him, in hindsight I would have gladly bought tickets in the boxes that were close to the stage, losing the balance of the sound of the orchestra but gaining a view that would have allowed to appreciate every minimal conducting gesture. I felt a lot more energy from him compared to recordings seen at other concerts. As in his compositions he never lets a section or a musician get “bored”, there is music for everyone, continuously, non-stop. And so is his conducting, attentive to each individual musician in the search for a unitary sound (he is one of the few now who does not record the orchestra in separate sections facing, so that everyone breathes and transpires music together), enhancing at the same time the sound peculiarities of each instrument. Seeing how his gesture becomes sound was a great lesson, observing with how much strength and love, I would say paternal, he manages to lead the musicians to the middle is an image that I will hardly forget. Between one song and another, not even the time to take a breath or drink a drop of water, hinting at a few words in Italian (“buonasera” “thank you very much”) he proceeds to tell the songs with anecdotes about their compositions and the films to which those songs are inextricably linked. He underlined the privilege of being able to bring that music to life outside the limited context of the film. And even without images to tickle the imagination we have seen bicycles flying across the lunar circle, explorers in search of precious treasures, young wizards playing Quidditch flying on brooms, journalists with glasses becoming superheroes.

    (from the Instagram account of the La Scala Philharmonic – Andrea Veroni)

    I will not dwell on the performance of the orchestra because my focus here is on the figure of Williams who, from the height of his ninety years, has shown what it means to have the stature of a great conductor. Without going into details, I think I’m right in saying that it was an “Italian” version of Williams’ music, more passionate in some passages, definitely very comfortable in the more melodic moments of the program. I just want to point out the sound of the strings (which, under his direction, become “Williams strings” that velvet sound that we all know) and the beautiful sonority of the first flute which made the instrument the protagonist in various passages with apparent simplicity and uniqueness of sound: probably the best performance for flute in many listened performances dedicated to the music of Williams.

    I can’t even choose a favorite moment, but having to select a memory to preserve I necessarily have to select the “Flying Theme” from E.t. I dedicate it to my child who from behind the glasses began to fall in love with the magic of Cinema and to my friend Claudio, Spielbergian of the first hour, with whom I planned to attend the Williams concert together in June. Claudio unfortunately passed away last September, E.t. it was his favorite movie of his, I dedicate to him this experience we should have shared.

     

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    John Williams alla Scala di Milano

    Non saprei da dove iniziare se non dalla frase più banale che utilizzerò un giorno per raccontare questa esperienza ai miei nipoti: “Io c’ero, io ero lì…”.

    Devo fare alcune premesse: sono cresciuto negli anni ’80 nell’epoca d’oro del cinema per ragazzi. E.t., Indiana Jones, Star Wars (e praticamente tutto quanto abbia visto coinvolto in qualche maniera Spielberg) sono stati il mio immaginario. Film visti in sale affollatissime o in arene all’aperto, pellicole riviste decine e decine di volte in VHS logorate dall’uso. Per capire: fino a 20 anni circa la mia carriera scolastica è stata proiettata verso l’obbiettivo di diventare…Indiana Jones. Questo immaginario fantastico é stato nutrito dalla musica scritta da Sir John Towner Williams.

    Lo stesso Williams é stata poi la ragione per la quale ho iniziato prima ad appassionarmi di Colonne Sonore e poi iniziare a scriverle. Ricordo precisamente che la scintilla é scoccata leggendo un articolo che parlava del leitmotiv della Forza nel contesto della prima (ed unica all’epoca) trilogia di Star Wars. Tutti quello che ho fatto nella mia professione di compositore è stato imperniato intorno al modus operandi di Williams e Morricone. Anni fa sono partito per Vienna per studiare con Conrad Pope, orchestrato re di John Williams, per avvicinarmi un po’ di più ai segreti del Maestro.

    Da sempre leggo e colleziono ogni singola intervista concessa dal Maestro, è il mio modo per “ascoltare” il grande compositore ed essere un poco più vicino a lui.

    Nel 2018 avevo acquistato il biglietto per il concerto di Londra alla Royal Albert Hall, concerto annullato a causa di un malore di Williams, che ci ha fatto trepidare non poco. Non sono poi riuscito ad assicurarmi i biglietti per le performances di Berlino e Vienna, delle quali ho potuto fare esperienza solo a distanza grazie ai bellissimi Bluray. Appena annunciato il concerto alla Scala di Milano (originariamente programmato per Giugno 2022) ho gridato al miracolo, ad appena 90 anni il Maestro programma il suo primissimo concerto su territorio italiano, in uno dei teatri più importanti al mondo: “Devo esserci!”. Quando è stato rimandato per conflitti di agenda, anche se di pochi mesi, ho temuto il peggio. Pur con tutta l’energia di un novantenne di acciaio, qualsiasi ritardo (complici anche una pandemia ed una situazione geopolitica internazionale a dir poco incerta) rimette tutto inevitabilmente in discussione. Il 10 Ottobre alle ore 14 al momento della vendita dei biglietti ero di fronte a due computer, ho combattuto come tutti con il sistema che è andato in crash diverse volte ma sono riuscito a procurarmi due biglietti in platea. Sono stato uno dei privilegiati, i biglietti sono andati soldi out in una manciata di minuti. Da quel momento in poi settimane di ansia cercando di schivare in ogni maniera qualsiasi inconveniente avrebbe potuto impedire di partecipare ad uno degli eventi storico musicali più importanti degli ultimi anni.

    A sorpresa il concerto di ieri é stato preceduto da una prova aperta agli under 30, mai in vita mia ho desiderato tanto avere 15 anni di meno, spero che i giovani partecipanti si siano resi conto del privilegio assoluto a loro riservato. I video condivisi dalla Filarmonica della scala sono stati la miccia che ha fatto letteralmente scoppiare l’impazienza e la volontà di essere lì a Milano in ogni singolo istante, solo per poter vivere qualche giorno nella medesima città del Maestro.

    (dall’account Instagram della Filarmonica della Scala)

    12 Dicembre 2022

    Siamo a Milano, prima mia esperienza alla Scala oltretutto.

    Nel Foyer del teatro che da più di 200 anni ospita i più grandi compositori della storia (Gounod, Berlioz, Bizet,  Massenet,  Saint-Saëns, Mascagni, Leoncavallo) ho avuto la fortuna di incontrare delle personalità importanti per la storia di Williams.

    Emilio Audissino, autore di un bellissimo libro The Film Music of John Williams (qui in foto insieme a me e Massimo Privitera, direttore di www.colonnesonore.net).

    Anne-Sophie Mutter, la celebre violinista che ha registrato più di un disco insieme a John Williams, oltre ad aver partecipato come solista al concerto di Vienna.

    Ore 20.00 le poltrone si riempiono, l’elettricità presente in sala é palpabile. L’orchestra prende posto, anche loro avvertono l’importanza dell’evento, Williams ha scelto la Scala e la Filarmonica per celebrare la sua presenza in Italia. Una volta posizionati i musicisti si leva in sala un applauso ed un boato, Williams con passo deciso entra in sala, saluta e si posiziona sul podio.

    Il concerto prevede il programma che potete leggere di seguito, alcuni brani sono immancabili nel suo repertorio, altri sono delle belle sorprese, penso al tema d’amore tratto da Superman. Nel bis il tema di Yoda e la Marcia Imperiale.

    Flight to Neverland
    Suite from Far and Away
    Hedwig’s Theme
    Fawkes the Phoenix
    Harry’s Wondrous World
    Theme from Schindler’s List
    Adventures on Earth

    Superman March
    Love Theme From Superman
    Scherzo for Motorcycle and Orchestra
    Helena’s Theme
    The Raiders March
    Princess Leia’s Theme
    Throne Room and Finale

    Encore:

    Yoda’s theme

    Imperial March

    Tutti conosciamo l’importanza di Williams come compositore, più di cinquanta nomination agli Academy Awards, 5 vittorie. Il mio sguardo si é fissato per le due ore del concerto su Williams direttore d’orchestra, gesto sicuro, energico, essenziale ma imperioso, deciso ma delicato. Un gigante dal carisma potente che riesce a dirigere anche con minimi movimenti del dito mignolo, camminando a seconda della necessità a grandi passi o in punta di piedi per guidare l’orchestra e portarla lì dove la sua musica deve essere, senza nulla concedere al caso. Williams ha 90 anni, ho visto una energia fisica e mentale incredibile, a prescindere dall’età. Avrei voluto avere la registrazione video di una telecamera puntata solo su di lui, con il senno di poi avrei volentieri acquistato dei biglietti nei palchi che erano a ridosso del palco, perdendo l’equilibrio del suono dell’orchestra ma guadagnando una visuale che mi avrebbe permesso di apprezzare ogni minimo gesto direttoriale. Ho avvertito molta più energia da parte sua in confronto alle registrazioni viste in altri concerti. Come nelle sue composizioni non lascia mai che una sezione o un musicista si possano “annoiare”, c’è musica per tutti, in continuazione, senza sosta. E così é la sua direzione d’orchestra, attenta ad ogni singolo musicista nella ricerca del suono unitario (é uno dei pochi ormai che non registra l’orchestra in sezioni separati affrontare, affinché tutti respirino e traspirino musica insieme), valorizzando allo stesso tempo le peculiarità sonore di ogni strumento. Vedere come il suo gesto si fa suono é stata una grandissima lezione, osservare con quanta forza ed amore, direi paterno, riesce a condurre i musicisti alla metà é una immagine che dimenticherò difficilmente. Tra un brano e l’altro neanche il tempo di prendere fiato o bere un goccio d’acqua, accennando qualche parola in italiano (“buonasera” “grazie mille”) procede al racconto dei brani con aneddoti sulla loro composizioni e sulle pellicole alle quali quelle musiche sono indissolubilmente legate. Ha sottolineato il privilegio di poter fare vivere quelle musiche al di fuori del contesto, limitato, della pellicola. E anche senza immagini a solleticare la fantasia abbiamo visto biciclette volare attraversando il cerchio lunare, esploratori alla ricerca di tesori preziosi, giovani maghi giocare a Quidditch volando sulle scope, giornalisti con gli occhiali diventare supereroi.

    (dall’account Instagram della Filarmonica della Scala – Andrea Veroni)

    Non mi soffermo sulla performance dell’orchestra perché il mio focus qui é sulla figura di Williams che dall’alto dei suoi novant’anni ha mostrato cosa significa avere la statura di un grande direttore. Senza addentrarmi nei dettagli, penso di essere nel giusto nel dire che si é trattata di una versione “italiana” della musica di Williams, più passionale in alcuni passaggi, decisamente molto a suo agio nei momenti più melodici del programma. Voglio solo segnalare il suono degli archi (che, sotto la sua direzione diventano “archi alla Williams” quel suono di velluto che tutti conosciamo) ed la bellissima sonorità del primo flauto che ha reso protagonista lo strumento in vari passaggi con, apparente, semplicità ed unicità si suono: probabilmente la migliore esecuzione per flauto in tante performances ascoltate dedicate alla musica di Williams.

    Non posso neanche scegliere un momento preferito, ma dovendo selezionare una memoria da preservare devo necessariamente selezionare il “Flying Theme” da E.t. la dedico al me bambino che da dietro gli occhiali iniziava ad innamorarsi della magia del Cinema ed al mio amico Claudio, Spielberghiano della prima ora, con il quale avevo progetto di assistere insieme al concerto di Williams a Giugno. Claudio purtroppo é mancato lo scorso Settembre, E.t. era il suo film preferito, dedico a lui questa esperienza che avremmo dovuto condividere.

    Di seguito la copertura stampa dell’evento

    https://www.wired.it/article/john-williams-scala-milano-concerto-prove-incontro/

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/12/13/jonh-williams-il-teatro-alla-scala-impazzisce-nellanomalo-pubblico-spuntano-le-spade-jedi-di-guerre-stellari/6900993/

    https://www.ilfoglio.it/musica/2022/12/13/news/john-williams-alla-scala-una-pazza-serata-fra-pupazzi-e-spade-laser-4758803/

    https://video.sky.it/news/spettacolo/video/john-williams-dirige-filarmonica-scala-in-concerto-stellare-798733

    https://www.ansa.it/sito/videogallery/spettacolo/2022/12/10/musica-le-prove-di-john-williams-con-la-filarmonica-della-scala_d9b0bd34-6186-4e04-8005-8164b3165af3.html

    https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/2022/12/13/da-star-wars-alla-scala-concerto-stellare-di-john-williams_b501798e-4212-4b33-8a74-0be22a3baeb4.html

    https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/2022/12/10/john-williams-alla-scala-ritirarmi-a-spielberg-non-so-dire-no_c7ea7940-6675-4ca4-8487-5e7677f348e2.html

    https://www.rainews.it/tgr/lombardia/video/2022/12/watchfolder-tgr-lombardia-web-clip-john-williams-alla-scalamxf-908d79fb-2f33-4be5-89b4-5ae075b5421c.html

    https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2022/12/12/scala-williams-infiamma-giovani-alla-prova-arriva-superman

    https://www.rainews.it/tgr/lombardia/video/2022/12/da-hollywood-alla-scala-bc80ec26-c719-4f6a-b451-1e636ac2fca0.html?

    https://www.ilfoglio.it/musica/2022/12/13/news/williams-sbanca-la-scala-e-fa-impazzire-un-pubblico-vero-4759682/

    https://tg24.sky.it/spettacolo/2022/12/14/john-williams-concerto-teatro-alla-scala

    http://www.colonnesonore.net/contenuti-speciali/reportage/8699-reportage-del-concerto-straordinario-di-john-williams-al-teatro-alla-scala.html

    https://www.rsi.ch/play/tv/telegiornale/video/intervista-a-john-williams?urn=urn:rsi:video:15855043

    https://www.rockol.it/news-733928/john-williams-scala-milano-dicembre-2022-concerto-filarmonica-programm

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