Il Concerto con i Poveri 2024, giunto alla sua quinta edizione, si è confermato ancora una volta come un evento unico nel panorama musicale e culturale, capace di unire arte e solidarietà, bellezza musicale e attenzione agli ultimi. Ospitato il 7 dicembre nella suggestiva Aula Paolo VI in Vaticano, ha regalato una serata straordinaria a un pubblico di oltre 8.000 persone, di cui 3.000 provenienti da contesti di marginalità.
È stato per me un grande piacere partecipare a questo evento straordinario, non solo come spettatore ma anche come parte attiva di un momento speciale. Ho avuto infatti l’onore di consegnare la membership onoraria dell’ACMF (Associazione Compositori Musica per Film) a Monsignor Marco Frisina, figura centrale della musica sacra contemporanea, proprio in occasione del concerto.
Ritrovare Hans Zimmer, al quale avevo già consegnato lo stesso riconoscimento nel 2018, è stato altrettanto emozionante. Due artisti incredibili, diversi nei loro stili ma accomunati dalla capacità di toccare il cuore attraverso la musica.
La serata è stata suddivisa in due parti, ciascuna dedicata a uno dei due maestri. La prima parte, curata e diretta da Mons. Marco Frisina, è stata una vera e propria catechesi musicale. Attraverso brani come Come le stelle del cielo (Abramo), Shemà – Zipporah (Mosè) e Giuseppe incontra i suoi fratelli (Giuseppe), Frisina ha saputo intrecciare temi spirituali e valori universali come fede, speranza e perdono.
La performance è stata arricchita dalle esibizioni di solisti straordinari, tra cui la pianista Gilda Buttà e la violoncellista Tina Guo, e accompagnata dal Coro della Diocesi di Roma e dalla Nova Opera Orchestra. Ogni brano è stato introdotto da riflessioni che hanno reso la musica uno strumento potente di evangelizzazione e condivisione spirituale. Frisina si conferma un ponte tra la tradizione italiana della musica sacra e per il cinema e i nuovi orizzonti artistici, erede di grandi maestri come Ennio Morricone e Nicola Piovani, anch’essi soci onorari ACMF.
La seconda parte del concerto è stata dedicata al maestro Hans Zimmer e ha visto la direzione del giovane compositore Dario Vero, che ha presentato anche due delle sue composizioni (Forest Spirit e Revelation). Zimmer ha emozionato il pubblico con alcuni dei suoi capolavori più celebri: la Suite di Pearl Harbor, la Suite da Angeli e Demoni, Time (Inception) e la travolgente Suite di Pirati dei Caraibi. Alternandosi tra pianoforte e sintetizzatore, Zimmer ha dimostrato ancora una volta la sua maestria nel creare paesaggi sonori unici, capaci di trasformare l’Aula Paolo VI in un universo sonoro di rara intensità emotiva.
La serata si è conclusa con una standing ovation durante l’esecuzione finale della Suite di Pirati dei Caraibi, che ha lasciato il pubblico estasiato e grato per le emozioni vissute.
Il Concerto con i Poveri 2024 è stato molto più di un’esibizione musicale: è stato un vero atto di amore e condivisione. La distribuzione di pasti agli ospiti d’onore ha aggiunto un ulteriore tocco di solidarietà a un evento che dimostra come la bellezza possa essere un potente veicolo di speranza.
Un plauso va agli organizzatori, Riccardo Rossi e Gualtiero Ventura, e alla Nova Opera, che hanno saputo creare un perfetto equilibrio tra tradizione italiana e innovazione internazionale, spiritualità e contemporaneità.
È stato un privilegio essere testimone di una serata così straordinaria, dove la musica ha parlato a tutti, senza distinzioni, in un linguaggio universale di bellezza, compassione e solidarietà.
Lo scorso 26 ottobre 2024, il Teatro Olimpico di Roma ha ospitato un evento unico: Cinema in Concerto, organizzato dall’ACMF (Associazione Compositori Musica per Film) in collaborazione con la Festa del Cinema di Roma. La serata ha celebrato la ricchezza della musica per il cinema, unendo passato e presente attraverso l’esecuzione di brani che hanno segnato la storia del grande schermo.
Come compositore, è stato un onore poter contribuire a questa serata speciale con due brani a me particolarmente cari. Il primo è stato l’esecuzione della suite tratta dalla colonna sonora di My Love Affair With Marriage, un lavoro che mi ha permesso di esplorare sonorità orchestrali ricche di sfumature per sostenere il viaggio emotivo della protagonista del film. Sentire la Roma Film Orchestra, diretta magistralmente dal Maestro Alessandro Molinari, interpretare questa musica è stata un’esperienza emozionante e gratificante.
Il secondo contributo è stato l’arrangiamento orchestrale del celebre tema di Profondo Rosso di Claudio Simonetti. Questo lavoro mi ha dato l’opportunità di reinterpretare un classico del progressive rock in chiave sinfonica, mantenendo il suo carattere iconico ma adattandolo al linguaggio orchestrale. È stata una sfida stimolante, che mi ha permesso di approfondire il dialogo tra generi musicali apparentemente distanti.
La serata ha visto la partecipazione di numerosi colleghi compositori, ognuno dei quali ha presentato opere che testimoniano la vitalità e la diversità della musica per il cinema italiano. Tra i momenti più toccanti, l’omaggio al Maestro Ryūichi Sakamoto, recentemente scomparso, che ha ricordato a tutti noi quanto la musica possa essere universale e senza confini.
Un ringraziamento speciale va all’ACMF per l’organizzazione di un evento che non solo celebra il nostro lavoro, ma lo porta al pubblico in una forma che ne esalta il valore artistico e culturale.
Ecco l’intervista che io e il Maestro Stefano Mainetti abbiamo rilasciato per Cinecittà News.
Se desideri sabotare ogni possibilità di costruirti una carriera come compositore, ecco una guida infallibile. Seguendo questi 15 punti, potrai garantire che le opportunità ti sfuggano e che il tuo nome resti nell’ombra. Vediamo nel dettaglio come evitare che la tua musica arrivi a nuove produzioni e che il tuo talento sia riconosciuto.
1. Evita il Networking
Il networking è uno dei pilastri di qualsiasi carriera creativa, specialmente nella musica. Conoscere persone nel settore può aiutarti a trovare nuove opportunità, ispirarti e farti crescere. Per evitare tutto questo, mantieniti distante da eventi e contatti. Non partecipare a conferenze, non cercare di conoscere altri compositori o produttori e ignora ogni occasione di scambio di idee. Resta in disparte e limita le tue possibilità di essere notato.
2. Non Comporre Regolarmente e Non Affinare le Tue Abilità
I compositori di successo compongono costantemente, che sia per un progetto o solo per migliorare la propria tecnica. Per non avere successo, smetti di produrre nuova musica e di fare pratica. Non cercare di migliorare o di esplorare nuovi suoni e strumenti. Se non lavori sul tuo talento, gli altri ti supereranno rapidamente.
3. Restringi le Tue Influenze
Per essere un compositore interessante, è utile esplorare una vasta gamma di stili e influenze. Se vuoi evitare di creare qualcosa di originale, concentrati solo su pochi artisti o su un unico genere. Così facendo, limiterai la tua creatività e ridurrai al minimo le idee nuove e sorprendenti, rimanendo sempre prevedibile.
4. Compra Tantissime Librerie e Non Padroneggiarne Nessuna
Le librerie sonore sono strumenti potenti, ma devono essere conosciute in profondità per essere usate efficacemente. Se vuoi rimanere sempre approssimativo nel tuo lavoro, compra più librerie possibili ma non impararne mai una a fondo. Così ti ritroverai con un arsenale dispersivo e saprai sempre sfruttarne solo una minima parte.
5. Rifiuta Lavori a Basso Budget solo per una Questione di Denaro
All’inizio, molti compositori accettano progetti a budget ridotto per costruirsi una reputazione e fare esperienza. Se vuoi evitare ogni possibilità di crescita, rifiuta qualsiasi progetto che non ti offra il compenso ideale, anche se potrebbe darti visibilità o portarti contatti utili. Questa tattica è perfetta per non creare mai una rete e non accumulare crediti.
6. Perdi Ore su Facebook Seguendo Account Non Collegati al Tuo Settore
I social media possono essere una risorsa preziosa per scoprire novità e fare networking, ma solo se usati con criterio. Se preferisci rimanere improduttivo, segui centinaia di account senza alcun legame con il mondo della musica. Così, invece di dedicare tempo a migliorarti, finirai per perderti in post casuali e distrarti facilmente.
7. Lascia che i Tuoi Hobby Prevalgano sui Tuoi Obiettivi di Carriera
Avere interessi al di fuori della musica è importante per il benessere personale, ma se vuoi davvero sabotare la tua carriera, lascia che questi hobby abbiano la priorità. Dedica sempre più tempo alle attività secondarie e lascia che la tua passione per la composizione passi in secondo piano. In questo modo, ridurrai al minimo i tuoi progressi come musicista.
8. Ignora i Gruppi di Supporto e le Comunità di Compositori
I gruppi online per compositori offrono un’infinità di risorse: feedback, consigli e opportunità di apprendere da chi è già affermato nel settore. Tuttavia, se vuoi restare isolato e poco informato, ignora questi gruppi. Non prendere parte a discussioni, non chiedere mai consigli e non leggere le risposte dei professionisti. Così facendo, ti assicurerai di non sfruttare nessuna conoscenza gratuita.
9. Copia i Tuoi Eroi Senza Cercare un Tuo Stile
È normale ispirarsi ai grandi compositori, ma per distinguerti devi anche sviluppare una tua identità. Per restare nell’ombra, limita il tuo approccio a copiare pedissequamente i tuoi idoli, senza cercare di aggiungere nulla di personale. Questo ti impedirà di essere riconoscibile e farà sì che il tuo stile sembri una semplice imitazione.
10. Ignora le Scadenze e Non Preoccuparti dei Dettagli
Essere affidabili è fondamentale nel mondo della composizione. Se vuoi scoraggiare i potenziali clienti, non rispettare mai le scadenze e non preoccuparti troppo dei dettagli. Prenditela con calma e fai le cose solo quando ti va, trascurando l’importanza di essere puntuale e preciso. In breve tempo, diventerai inaffidabile agli occhi di chi ti potrebbe ingaggiare.
11. Tagga e Lusinga i Compositori Più Noti
Taggare incessantemente i compositori affermati e riempirli di complimenti e lodi non sinceri può farti apparire poco autentico e disperato. Molti professionisti trovano fastidiosi questi tentativi di ottenere attenzione, quindi è una tattica perfetta se vuoi alienarti e ottenere il contrario del rispetto.
12. Sii un Venditore Aggressivo con i Colleghi
Tratta i tuoi colleghi come potenziali clienti, cercando di impressionarli in ogni occasione e rinunciando alla tua autenticità. Parla costantemente dei tuoi successi e non cercare mai di essere te stesso. Questo atteggiamento artificiale e incentrato su te stesso sarà notato e respingerà chiunque apprezzi le relazioni genuine.
13. Adotta un’Attitudine Elitaria e Sottolinea la Tua Superiorità Accademica
Se hai un’educazione formale in musica, sottolinea costantemente la tua superiorità rispetto a chi non l’ha avuta. Cerca di far capire agli altri che il tuo background ti rende più meritevole. Questa attitudine ti aiuterà a isolarti e ad alienarti, allontanando chiunque desideri una collaborazione aperta e rispettosa.
14. Reagisci d’Impulso e Litiga con Altri Compositori
In un ambiente professionale, saper gestire le emozioni è fondamentale. Se vuoi davvero compromettere la tua immagine, reagisci impulsivamente a ogni commento che non ti piace. Litiga con altri compositori, critica aspramente le opinioni altrui e non tollerare nessun disaccordo. In questo modo, ti costruirai la reputazione di una persona difficile con cui collaborare.
15. Plagia le Composizioni Altrui e Menti sui Tuoi Crediti
Niente mina la tua credibilità quanto rubare il lavoro di altri. Usa le composizioni di qualcun altro per presentarti a nuovi progetti e cerca di costruirti una carriera basata su bugie. Mentire sui tuoi crediti, magari gonfiando la tua pagina IMDb, è una strategia sicura per far crollare ogni possibilità di fiducia da parte dei clienti.
In sintesi, questi sono i 15 modi perfetti per evitare il successo e rimanere anonimi come compositore. Se, invece, hai aspirazioni e sogni di far crescere la tua carriera, usali come guida per sapere cosa NON fare.
Come avrete già capito dal titolo, oggi parliamo di un argomento molto specifico: vi spiegherò come funziona il processo per vincere un Grammy e perché è così importante.
Quest’anno ho avuto l’onore di partecipare non solo alla selezione, ma anche al voto per i Grammy. Dalla scorsa estate, infatti, sono ufficialmente membro della Recording Academy, il che mi dà il privilegio di votare in alcune categorie e di proporre i miei lavori per una candidatura. Pubblico questo articolo proprio ora perché, alla fine di questa settimana, saranno svelate le candidature ufficiali per le varie categorie, siamo dunque in piena “settimana Grammy,” con le votazioni già concluse e i voti in fase di conteggio.
Ma cosa sono i Grammy, e perché sono considerati così importanti? Sono premi assegnati ogni anno dalla Recording Academy, l’organizzazione che rappresenta l’industria della musica registrata. I Grammy coprono tantissime categorie, dalla musica pop al jazz, dalle colonne sonore alla musica classica, e molto altro.
Un riconoscimento Grammy è particolarmente significativo per noi compositori, soprattutto per chi lavora nel mondo delle colonne sonore. Avete mai sentito parlare della sigla “EGOT”? Alcuni artisti, infatti, hanno vinto i quattro premi più ambiti per un compositore o un autore: un Emmy per la televisione, un Grammy per la musica, un Oscar per il cinema e un Tony per il teatro. I Grammy, quindi, rappresentano uno dei principali riconoscimenti per chi lavora nel mondo della musica.
Quindi, come si partecipa alla gara e come si fa a presentare il proprio lavoro ai Grammy?
Per cominciare, ci sono due modi principali per fare una submission. O si è membri dei Grammy e quindi si ha il diritto di autocandidare i propri lavori, oppure si collabora con una casa discografica prestigiosa che si occupa della candidatura a nome dell’artista.
Nel mio caso, avendo sempre lavorato come indipendente e non essendo legato a una specifica etichetta discografica, ho fatto di tutto per diventare un membro della Recording Academy. Ma come si diventa membri? Innanzitutto, è necessario avere una certa quantità di lavori pubblicati. In passato, per “pubblicato” si intendevano principalmente dischi fisici, come vinili o CD, con un minimo di cinque lavori; oggi, con l’avvento del digitale e dello streaming, anche le pubblicazioni online sono valide.
Un altro passo fondamentale è l’invito da parte di due membri già attivi nell’Academy, che possono sponsorizzare nuovi membri. Ho avuto la fortuna di avere questi due sponsor che hanno sostenuto la mia candidatura (ne approfito per ringraziare Giorgia Renosto, cara amica e mio sponsor principale). Successivamente, l’Academy richiede una serie di informazioni, come il curriculum, il percorso professionale e gli obiettivi personali, per valutare se si è adatti a diventare membri. Se il comitato vota a favore, si entra ufficialmente nell’Academy.
Quest’anno ho presentato alcune mie opere, tra cui la colonna sonora per My Love Affair With Marriage e la canzone Lion dallo stesso film, proposta come miglior canzone per visual media.
Inoltre, ho presentato un pezzo di musica da camera, fuori dal contesto delle colonne sonore.
Come funziona il processo di nomination?
Ogni anno i membri ascoltano le proposte inviate, anche se non è possibile ascoltarle tutte. Infatti, vengono esaminate principalmente quelle che ricevono segnalazioni. Vi spiego come funziona.
Innanzitutto, si presenta una “label copy” – un documento che contiene tutti i dettagli del brano o dell’album in gara. Le nomination possono riguardare sia singoli brani sia interi album, a seconda della categoria. Solo i brani segnalati hanno maggiori probabilità di essere ascoltati dai votanti.
In teoria, ogni votante può accedere al sito dei Grammy e visualizzare una schermata con i brani in gara. Tuttavia, in alcune categorie il numero di candidature è così alto da rendere difficile ascoltarle tutte. Prendiamo, ad esempio, quest’anno: ci sono state 780 submission per l’Album dell’Anno e ben 978 per la Canzone dell’Anno. Con un numero simile, è impossibile ascoltarli tutti con attenzione.
Questo significa che è fondamentale che il tuo brano finisca nelle orecchie giuste. I musicisti cercano di fare in modo che i votanti ascoltino il loro pezzo tra centinaia di altri. Poiché il sistema organizza i brani in ordine alfabetico, un titolo che inizia per “A” ha più probabilità di essere notato rispetto a uno che inizia per “Z”. Ma il voto non avviene casualmente; i votanti devono sapere cosa cercare, e spesso questo succede grazie alla promozione. Molti artisti e case discografiche utilizzano quindi strategie di promozione come email, pubblicità su siti e riviste per segnalare il proprio lavoro e aumentare le possibilità di essere ascoltati.
Per quanto riguarda le colonne sonore, ci sono ben 218 submission, un numero notevole, persino superiore rispetto agli Oscar. Infatti, nei Grammy, la categoria Best Score Soundtrack for Visual Media include sia film che serie televisive. Questo significa che, in una stessa lista, possiamo trovare la colonna sonora di un film come l’ultimo Indiana Jones di John Williams accanto alla musica di un cartone animato per bambini trasmesso in TV. Ovviamente, lo sforzo produttivo di queste due tipologie di opere è molto diverso, e non sono facilmente comparabili. Questo crea uno svantaggio: i lavori eccellenti rischiano di “perdersi” nel vasto numero di submission e di passare inosservati. Anche le categorie di miglior canzone sono affollate: per Best Song for Visual Media ci sono 140 proposte, e in altre categorie i numeri non sono certo più bassi. Ad esempio, ci sono 365 submission per Best Instrumental Composition, 116 per Best Orchestral Performance, e 67 per Best Choral Performance (chi compone musica corale ha quindi qualche possibilità in più). Un esempio interessante è Best Latin Rock, con 87 submission: se si lavora nel Latin Rock si hanno più probabilità di ottenere una nomination rispetto a chi compone colonne sonore. Questi numeri servono per darvi un’idea della concorrenza.
A differenza degli Oscar i Grammy permettono ai membri dell’Academy di contattarsi tra loro. Non si tratta semplicemente di chiedere “Vota per me perché sono il migliore”, ma di comunicare: “Guarda, è uscito il mio album, ho fatto la submission per i Grammy, se vuoi ascoltarlo”. Nel caso degli Oscar, come abbiamo visto in un altro video, è vietato contattare i membri dell’Academy, né via email, né per telefono, né in altro modo. È assolutamente proibito dire a qualcuno: “C’è questo mio lavoro che è stato inviato per considerazione agli Oscar”. Per l’Academy of Motion Pictures, questo comporterebbe il rischio di squalifica, come già avvenuto in passato. Per la Recording Academy, pur non essendo esattamente incoraggiato, è permesso a certe condizioni. Ad esempio, si possono inviare email ai membri, ma la dicitura Grammy va indicata con l’indicazione di marchio registrato, non si può assolutamente utilizzare il logo dei Grammy e non bisogna indicare il numero delle categorie per le quali si è effettuata la submission, poiché ogni categoria sul sito per votare ha un numero specifico. Questo per evitare un voto troppo rapido e non si possono nemmeno fare scambi di voto, cioè “io voto te, tu voti me”. Queste pratiche sono vietate, ma è comunque possibile contattare i membri via email.
Come si fa a sapere chi sono i membri della Recording Academy? La lista non è pubblica, quindi bisogna fare delle ricerche. Quello che ho fatto io è stato cercare i candidati e i vincitori degli anni passati. Sapevo che alcuni di loro erano membri, così mi sono creato una lista parziale dei votanti. Poi ho cercato anche i loro contatti e li ho contattati uno a uno. È un’operazione estremamente faticosa, e ho speso parecchio tempo in questo, ma è stata anche una delle esperienze più gratificanti rispetto ad altre accademie. Infatti, si instaura un rapporto di scambio tra musicisti. Si parla di musica, si creano amicizie e contatti, e si scoprono tanti nuovi artisti. Mentre mandavo il mio lavoro ai votanti, loro facevano altrettanto con i loro, così ho avuto l’opportunità di ascoltare tantissima musica bella in ambiti specifici. Non ho potuto ascoltare tutto, perché oggi pubblicare un album è molto più semplice e rapido, con una quantità incredibile di nuove uscite ogni mese. Molti di questi album e brani finiscono nel grande calderone dei lavori votabili per i Grammy. È un modo molto utile per rimanere aggiornati e per interagire direttamente con questi artisti. Si instaurano anche collaborazioni future, creando un meccanismo molto proficuo. Ripeto, ci vuole molto tempo, ma non si tratta solo di uno scambio di voti; si tratta di ascoltare la musica degli altri e di vedere cosa è stato creato di nuovo quest’anno. Le scoperte fatte sono state davvero molto interessanti.
Ci sono anche altri metodi per promuovere il proprio lavoro. Ad esempio, è possibile pubblicare un annuncio per il proprio album su un numero speciale di Billboard. È un metodo efficace? Non saprei dire quanti realmente sfogliano la rivista. Non so sinceramente quanti lettori esaminino tutto il giornale e poi decidano di votare, ma è comunque un’opzione in più. Essere presenti su una rivista così prestigiosa ha sicuramente il suo valore. Tuttavia, ci sono dei costi associati, poiché le agenzie autorizzate dalla Recording Academy gestiscono la vendita di queste pubblicità, e i prezzi possono essere piuttosto elevati. Per un artista indipendente come me, un annuncio di un quarto di pagina, che condivide lo spazio con altri tre candidati, costa circa 1.000 dollari, per altri artisti, i costi possono essere ancora più alti. Personalmente, non ho mai optato per questa soluzione, poiché pagare 1.000 dollari per una pubblicità non mi sembrava un modo efficace per farmi notare. Considerando la presenza di tanti votanti su social network com Instagram e Facebook, meglio investire risorse in pubblicità su queste piattaforme, che danno la possibilità anche di ascoltare direttamente dei brani, vedere dei video o cliccare su dei link. Indirizzando gli ascoltatori sul nostro sito oltretutto potremo avere ulteriore pubblicità e soprattutto monitorare le visite e valutare l’efficacia degli annunci pubblicitari.
Ho poi contattato un’agenzia autorizzata dalla Recording Academy. Oltre a inviare io stesso email individuali ai membri, cercando di stabilire contatti diretti, questa agenzia si è occupata per me di inviare email di massa a una lista di membri dell’Academy. L’idea è che questi membri possano cliccare sui link, ascoltare la tua musica, interessarsi alla tua storia e ricordarsi di te quando è il momento di votare per la tua categoria. È possibile che questa strategia funzioni?
Non sempre è così semplice. Vi spiego quali sono le difficoltà. Quest’anno ci sono state 20.000 submission, che includono singoli e album in tutte le 94 categorie. Un album o un singolo deve essere stato pubblicato tra il 16 settembre e il 30 agosto per poter essere considerato. Tuttavia, non è possibile votare in tutte le categorie. Tutti possono votare in alcune categorie principali, come “Record of the Year” (registrazione dell’anno), “Album of the Year” (album dell’anno), “Song of the Year” (canzone dell’anno), “Best New Artist” (miglior artista emergente), oltre che in categorie specifiche come produttore dell’anno e autore dell’anno, ma solo per le sezioni non classiche. Per votare, ogni membro deve scegliere tra tre macro-campi. Quando ho seguito il seminario che spiegava queste regole, ho trovato difficile comprendere il tutto, quindi cercherò di essere il più chiaro possibile. Vi mostro una lista che comprende tutti i file e le categorie.
Pop & Dance/Electronic Music Field (6 categories)
Best pop solo performance
Best pop duo/group performance
Best pop vocal album
Best dance/electronic recording
Best pop/dance recording (NEW)
Best dance/electronic music album
Rock, Metal & Alternative Music Field (6 categories)
Best rock performance
Best metal performance
Best rock song
Best rock album
Best alternative music performance
Best alternative music album
R&B, Rap & Spoken Word Poetry Field (10 categories)
Best R&B performance
Best traditional R&B performance
Best R&B song
Best progressive R&B Album
Best R&B album
Best rap performance
Best melodic rap performance
Best rap song
Best rap album
Best spoken word poetry album
Jazz, Traditional Pop, Contemporary Instrumental & Musical Theatre Field (9 categories)
Best jazz performance
Best jazz vocal album
Best jazz instrumental album
Best large jazz ensemble album
Best Latin jazz album
Best alternative jazz album (NEW)
Best traditional pop vocal album
Best contemporary instrumental album
Best musical theater album
Country & American Roots Music Field (13 categories)
Best country solo performance
Best country duo/group performance
Best country song
Best country album
Best American roots performance
Best Americana performance
Best American roots song
Best Americana album
Best bluegrass album
Best traditional blues album
Best contemporary blues album
Best folk album
Best regional roots music album
Gospel & Contemporary Christian Music Field (5 categories)
Best gospel performance/song
Best contemporary Cristian music performance/song
Best gospel album
Best contemporary Christian music album
Best roots gospel album
Latin, Global, African, Reggae & New Age, Ambient, or Chant Field (10 categories)
Best Latin pop album
Best música urbana album
Best Latin rock or alternative album
Best música Mexicana album (including Tejano)
Best Tropical Latin album
Best gospel music performance
Best African music performance (NEW)
Best global music album
Best reggae album
Best new age, ambient or chant album
Children’s, Comedy, Audio Book Narration and Storytelling, Visual Media & Music Video/Film Field (9 categories)
Best children’s music album
Best comedy album
Best audio book, narration and storytelling recording
Best compilation soundtrack for visual media
Best score soundtrack for visual media (includes film and television)
Best score soundtrack for video games and other interactive media
Best song written for visual media
Best music video
Best music film
Package, Notes & Historical Field (4 categories)
Best recording package
Best boxed/special limited edition package
Best album notes
Best historical album
Production, Engineering, Composition & Arrangement Field (8 categories)
Best engineered album, non-classical
Best engineered album, classical
Producer of the year, classical
Best remixed recording
Best immersive audio album
Best instrumental composition
Best arrangement, instrumental or a capella
Best arrangement, instruments and vocals
Classical Field (8 categories)
Best orchestral performance
Best opera recording
Best choral performance
Best chamber music/small ensemble performance
Best classical instrumental solo
Best classical solo vocal album
Best classical compendium
Best contemporary classical composition
I macro-campi sono etichettati in grassetto e ne posso scegliere solo tre. Ad esempio, se scelgo Jazz, Visual Media e Musica Classica, non potrò votare per le sottocategorie della musica Latina. La scelta deve avvenire con attenzione, poiché in ogni macro-campo ci sono almeno nove categorie da considerare. Uno potrebbe pensare di votare per ciò che lo appassiona di più e, come suggerito, per le categorie in cui si sente più esperto. È un approccio sensato, poiché è impossibile ascoltare tutto. Questa regola è stata implementata per evitare che si favorisse eccessivamente il voto di scambio. Se tutti potessero votare in tutte le categorie, il rischio di un circuito poco corretto sarebbe alto, invalidando così il valore stesso del voto.
Il problema sorge per chi cerca di farsi votare. Puoi contattare un certo numero di persone tramite mailing list esterne o personalmente, ma c’è una chance che la persona che hai contattato, pur essendo appassionata del tuo lavoro, non voti nella categoria in cui ti sei candidato.
È un po’ come giocare a poker: devi capire non solo chi vota, ma anche in quale categoria vota. Se desideri votare nella categoria colonne sonore per media visivi, sarebbe intelligente contattare altri compositori che operano nello stesso ambito. Tuttavia, considerando il numero di album di colonne sonore quest’anno, è poco probabile che altri candidati votino per te, poiché ognuno tenderà a votare almeno una volta per se stesso. Quindi, in quella categoria, difficilmente riceverai un voto.
Ho accennato in precedenza all’importanza per un compositore di essere nominato ai grandi premi. Prima di tutto, è un’opportunità per farsi conoscere e ascoltare dai colleghi, un aspetto fondamentale per promuovere il proprio lavoro. Tuttavia, è importante sottolineare che il premio non viene assegnato alla colonna sonora in quanto tale nel contesto del film, ma piuttosto alla registrazione della colonna sonora. Questo è un punto cruciale che desidero evidenziare.
Spesso si sente dire: “La musica è bellissima per quel film, perché non è stata candidata all’Oscar?” In alcuni casi, ci possono essere musiche splendide che, tuttavia, risultano poco efficaci dal punto di vista narrativo all’interno del film. Al contrario, ci sono opere vincenti la cui musica non è memorabile e non è stata realizzata con una grande orchestra. La ragione potrebbe risiedere nel fatto che una composizione essenziale e minimalista, a livello narrativo, ha funzionato perfettamente nel contesto del film
I Grammy sono premi completamente diversi dagli Oscar, poiché si premia la musica e la sua registrazione. Stiamo parlando della Recording Academy, quindi è fondamentale tenere presente questo aspetto. Si premiano colonne sonore di alta qualità, che risultano interessanti anche al di fuori del contesto del film, quindi ascoltate autonomamente. Morricone, che ammiro profondamente, sosteneva sempre che una buona colonna sonora è quella che vive autonomamente, al di là del film stesso.
La Recording Academy dovrebbe premiare proprio quelle colonne sonore, riconoscendo il valore di un lavoro che, anche al di fuori della pellicola, suscita apprezzamento e si distingue come una bella registrazione. Se funziona all’interno del film, tanto meglio, ma ciò che viene votato è la colonna sonora di quel film. Se si analizzano le colonne sonore nominate negli anni passati, ci si aspetterebbe che questo criterio venga rispettato in modo consistente.
Esiste chiaramente un regolamento che può essere scaricato liberamente dal sito dell’Academy. È importante sapere perché si vota in un certo modo e cosa bisogna fare per essere accettati in ciascuna categoria. C’è una fase preliminare in cui, ad esempio posso inviare un album per la categoria “Visual Media”, ma questo album potrebbe essere rifiutato con una motivazione del tipo: “No, questo non è adatto per Visual Media”. In tal caso, potrebbe essere dirottato in un’altra categoria. Ci sono regole precise che spiegano come garantire che un album venga accettato in una determinata categoria e quali sono i prerequisiti necessari.
La Grammy Academy ha anche pubblicato un rapporto annuale che illustra i nuovi membri, tra cui ci sono anche io quest’anno, nella classe del 2024, suddivisi per sesso ed etnia. In una delle pagine, ad esempio, sono indicate le percentuali degli attuali membri dell’Academy. Come potete vedere, le percentuali superano il 100%. Questo accade perché alcuni membri ricoprono più ruoli: possono essere produttori, compositori, musicisti o turnisti.
In quali generi sono inclusi questi votanti? Io, per esempio, sono entrato come musicista e compositore nel campo della musica classica e dei media. Inoltre, rientro anche tra i musicisti jazz, poiché quella è la mia formazione. Tuttavia, notiamo che la maggior parte dei membri, il 27%, proviene dal pop. Questo è un dato importante perché, se vogliamo far votare i nostri lavori, potrebbe essere utile contattare musicisti che sappiamo essere coinvolti nelle categorie più rappresentative.
Il rapporto, che è disponibile pubblicamente sul sito dell’Academy, fornisce un’idea delle possibilità di voto. Attualmente, il numero totale dei membri dell’Academy è di circa 16.000, di cui circa l’80% sono votanti. Fate le vostre proporzioni per capire quante persone dovreste contattare per ottenere voti. È chiaro che non si riesce mai a contattare tutti i membri, e non sappiamo se quell’anno i membri votanti decideranno effettivamente di votare. Potrebbero dire: “Quest’anno non voto perché non ho tempo di ascoltare”, o per altri motivi personali.
Tenendo conto di chi non vota in un determinato anno e considerando tutte le percentuali, è impossibile contattare ogni anno più di mille votanti, se va bene. La questione è molto legata alla popolarità e anche alla fortuna. Naturalmente, una colonna sonora che ha avuto grande successo in un anno ha maggiori probabilità di essere votata, non solo perché hanno ricevuto una mail e quindi votano, ma perché era già molto famosa, grazie al film o alla canzone. Lo stesso vale per i brani pop, jazz e di musica classica.
Come nota a margine, devo dire che, avendo visto la lista dei brani e degli album sottoposti ai Grammy, risulta evidente che noi italiani non siamo molto bravi a proporci. Tra le colonne sonore, ci sono davvero pochi italiani; forse, esagerando, posso dire che siamo solo tre, incluso il sottoscritto. Non perché siamo i più bravi, ma proprio per una mancanza di spirito internazionale.
Secondo me, dal punto di vista dei musicisti italiani — e lo stesso vale per altre categorie — la situazione è più complicata. Per la musica pop, per esempio, cantare in italiano rende difficile farsi ascoltare e superare le barriere linguistiche. Al contrario, per quanto riguarda la musica strumentale, potrebbe essere più possibile e probabile ricevere una nomination. Tuttavia, anche in questo caso, ci sono pochi italiani sia nella categoria jazz che in quella di musica classica. È davvero un peccato.
Ottenere una nomination ai Grammy non è solo un onore, ma rappresenta anche un punto di svolta fondamentale per la carriera di un artista. Non si tratta solo di un riconoscimento, ma di un’opportunità che può aprire porte a nuovi progetti, collaborazioni e visibilità internazionale. È importante ricordare che, sebbene il percorso verso una nomination possa sembrare complesso e talvolta addirittura un po’ casuale, una buona strategia, un approccio consapevole e la qualità del lavoro sono elementi che non vanno mai sottovalutati.
Prima di tutto, va sottolineato che, anche se il sistema di votazione dei Grammy può sembrare guidato dalla popolarità e dalla visibilità, la qualità artistica resta un punto fermo. Un album o una canzone che riescono a essere memorabili, non solo per il loro impatto nel contesto del film o della produzione, ma anche per la loro capacità di vivere autonomamente al di fuori di quel contesto, ha molte più probabilità di attrarre i votanti. Come affermava Ennio Morricone, una buona colonna sonora è quella che ha “una vita propria” anche al di fuori del film. Questo è un aspetto cruciale che la Recording Academy tiene in considerazione quando seleziona i candidati.
Anche se la qualità musicale è fondamentale, è altrettanto vero che l’approccio strategico gioca un ruolo significativo. Il networking, le collaborazioni e la costruzione di relazioni genuine nel settore musicale sono essenziali. Partecipare a eventi, entrare in contatto con altri professionisti del settore e essere visibili anche attraverso le piattaforme social può fare la differenza. In un ambiente altamente competitivo come quello dei Grammy, conoscere le persone giuste, o almeno riuscire a entrare nei loro radar, è uno degli strumenti più potenti che un artista possa avere. Questo non significa però che il processo debba essere meramente “strategico”; alla fine, una relazione autentica e il lavoro di qualità sono sempre la base su cui costruire.
Come ho già accennato, il sistema di votazione dei Grammy ha i suoi limiti, ma offre anche delle opportunità. Il fatto che i membri votanti possano scegliere in base a tre “macro-campi” (jazz, pop, rock, ecc.) rende il sistema piuttosto selettivo, ma anche più equo in alcuni casi. Non tutti i membri sono in grado di votare in ogni categoria, e questo aiuta a ridurre il rischio di voti influenzati da favoritismi. Tuttavia, il sistema non è perfetto. Le preferenze personali, la visibilità di un’opera, la popolarità di un film o di un brano e, purtroppo, il bias di genere o di notorietà, possono influenzare significativamente i risultati. Nonostante ciò, è importante fare i conti con queste dinamiche senza farsi abbattere. Se il lavoro è valido, alla fine trova sempre il suo pubblico e, magari, anche i giusti votanti.
Un altro aspetto fondamentale è l’integrità artistica. Spesso, quando si cerca una visibilità maggiore, ci si trova ad affrontare il dilemma tra il mantenere il proprio stile e compromessi che possano aumentare le possibilità di successo. Ma la vera forza di un artista sta nel riuscire a restare fedele a sé stesso. Non c’è niente di più gratificante che vedere un lavoro che rispecchia la propria visione artistica premiato per la sua unicità. E, se anche non si arriva alla nomination, non si deve mai dimenticare che il vero valore di una creazione non dipende dal numero di premi, ma dall’impatto che essa ha avuto sulle persone.
Per quanto riguardi i Grammy, e in generale per tutti i premi prestigiosi, è bene essere consapevoli di un altro fatto: questi riconoscimenti sono anche una sorta di “lotteria”. La fortuna gioca sicuramente un ruolo, così come il momento giusto. Un album che arriva in un anno particolarmente favorevole o un film che genera molta visibilità, ha più probabilità di essere premiato, ma ciò non significa che sia migliore rispetto ad altri lavori di pari valore. Piuttosto, si tratta di come questi lavori siano percepiti e ascoltati in un dato momento storico.
Detto ciò, la lezione che possiamo trarre da tutto questo è che il successo, in ogni sua forma, non è mai solo il risultato di un singolo evento, ma di una continua evoluzione artistica e professionale. Partecipare ai Grammy, o a qualsiasi altro premio, è solo uno dei tanti traguardi che si possono raggiungere. La vera ricompensa è il viaggio stesso, la crescita come artista e la connessione che si stabilisce con il proprio pubblico. Ogni passo in più, ogni voto, ogni riconoscimento, contribuisce a costruire una carriera solida e a lungo termine.
Incrociamo le dita, ma ricordiamoci sempre che il nostro valore non dipende solo da premi e medaglie. La musica parla da sé, e questo è ciò che conta davvero.
Se avete domande o curiosità su questo argomento, scrivetemi pure. Sarò felice di approfondire in altri video o articoli. Alla prossima! Ciao.
Ennesimo grande riconoscimento per il compositore portopotentino Kristian Sensini, che ai “Musicomics – Premio Romics Musica per Immagini” si è aggiudicato il premio per la miglior colonna sonora con il film d’animazione “My Love Affair with Marriage”, della regista Signe Baumane. Nella stessa rassegna ha poi collezionato un’altra nomination, per la miglior canzone. La cerimonia si è svolta Roma. A consegnargli il premio il maestro Claudio Simonetti, noto per le colonne sonore nei film di Dario Argento. Ed erano presenti figure come il presidente della giuria Vince Tempera. “Ricevere questo premio, in una delle più importanti fiere dedicate al fumetto e al gioco, è un grande onore – commenta Sensini –. Il lavoro del compositore è spesso solitario e presentare la propria musica a una platea così vasta è un modo per uscire dall’isolamento. Questo riconoscimento ripaga di tanti sacrifici”. Sensini ha pure svelato la sua passione per fumetti e giochi, rivelando di essere un grande appassionato di Dungeons and Dragons e dei fumetti Marvel. Per questo ha voluto ringraziare giuria e premiati, come Douglas Meakin e Lucio Macchiarella, sottolineando l’importanza delle loro opere. In questi giorni i brani di Sensini saranno in gara per i Grammy Award, i premi più importanti a livello internazionale per la discografia.
October started with a bang for me at Romics, the renowned fair dedicated to animation, comics, and pop culture, where I had the honor of participating in a dual role. On one hand, I was a speaker at a panel organized with my friends and colleagues from ACMF, the Italian Association of Music Composers for Films. On the other hand, I was a presenter for the Musicomics Award, an important recognition that celebrates music tied to animation.
The ACMF Panel and Tribute to Italian Composers
On October 4, I had the pleasure of taking the stage alongside Alessandro Molinari, Pasquale Catalano, and Stefano Mainetti for a panel that celebrated Italy’s rich tradition in soundtracks and international awards. During the discussion, we explored the achievements and challenges that Italian composers face in the race for the Oscars, reflecting on the victories and nominations of some great masters in film music. This moment was also an opportunity to discuss the difficulties our composers often encounter in gaining worldwide visibility, despite the extraordinary talent and rich musical heritage we continue to uphold. It was an intense and profound exchange that brought us closer together in our commitment to keeping the tradition of Italian soundtracks alive.
The Musicomics Award and the Victory for My Love Affair With Marriage
The following day, on October 5, I returned to Romics as a presenter for the Musicomics Award, an initiative organized by Mirko Fabbreschi to celebrate the best soundtracks and songs related to animation and comics. It was a very special moment for me, as two of my works were nominated: the soundtrack for the film My Love Affair With Marriage and the song Lion, performed by Storm Large with lyrics by Signe Baumane, from the same film.
With great emotion, I can announce that I won the award for Best Soundtrack! Being recognized for an animated project at an event like Romics, one of Italy’s most important events for animation and pop culture, was incredibly gratifying.
Not everyone knows that, in addition to being a composer, I’ve always been a passionate fan of comics, role-playing games, Magic The Gathering, Dungeons & Dragons, and Japanese culture. Over the years, I played in a historic band, Le Trote Nokohori, where we performed Italian theme songs for animated series—a rewarding experience that allowed me to cultivate and share my love for this world.
Receiving an award at Romics from a colleague I deeply respect, Claudio Simonetti, in the company of legends like Douglas Meakin, Vince Tempera, and Lucio Macchiarella, was like fulfilling a dream as both a child and an adult. These artists wrote the history of Italian theme songs, and standing on stage alongside them was an immense honor.
Ottobre è iniziato per me in grande stile al Romics, la celebre fiera dedicata all’animazione, al fumetto e alla cultura pop, dove ho avuto l’onore di partecipare in una doppia veste. Da un lato, come relatore di un panel organizzato insieme agli amici e colleghi dell’ACMF, l’Associazione Compositori Musiche per Film, e dall’altro come premiato per il premio Musicomics, un riconoscimento importante che celebra la musica legata all’animazione.
Il Panel ACMF e l’Omaggio ai Compositori Italiani
Il 4 ottobre ho avuto il piacere di salire sul palco insieme ad Alessandro Molinari, Pasquale Catalano e Stefano Mainetti, per un panel che ha celebrato la grande tradizione italiana nelle colonne sonore e nei riconoscimenti internazionali. Durante il dibattito, abbiamo esplorato i successi e le sfide che i compositori italiani affrontano nella corsa agli Oscar, riflettendo sulle vittorie e le nomination di alcuni grandi maestri della musica per il cinema. Questo momento è stato anche un’opportunità per discutere delle difficoltà che spesso i nostri compositori incontrano per ottenere visibilità su scala mondiale, nonostante il talento straordinario e la ricca eredità musicale che portiamo avanti. È stato un confronto intenso e profondo, che ci ha fatto sentire più uniti nel nostro impegno di mantenere viva la tradizione delle colonne sonore italiane.
Il Premio Musicomics e la Vittoria per “My Love Affair With Marriage”
Il giorno successivo, il 5 ottobre, sono tornato al Romics in qualità di presenter per il premio Musicomics, un’iniziativa organizzata da Mirko Fabbreschi per celebrare le migliori colonne sonore e canzoni legate all’animazione e al mondo del fumetto. È stato un momento molto speciale per me, poiché due dei miei lavori erano in nomination: la colonna sonora del film My Love Affair With Marriage e la canzone Lion, interpretata da Storm Large con testi di Signe Baumane, tratta dallo stesso film.
Con grande emozione, posso annunciare che ho vinto il premio per la Migliore Colonna Sonora! Essere riconosciuto per un progetto di animazione proprio in un evento come il Romics, che è tra i più importanti in Italia per l’animazione e la cultura pop, è stato incredibilmente gratificante.
Non tutti sanno che, oltre a essere un compositore, sono da sempre un appassionato di fumetti, giochi di ruolo, Magic, Dungeons & Dragons e cultura giapponese. Nel corso degli anni, ho suonato in una band storica, Le Trote Nokohori, con cui interpretavamo le sigle italiane dei cartoni animati, un’esperienza che mi ha permesso di coltivare e condividere la mia passione per questo mondo.
Essere premiato al Romics da un collega che stimo profondamente, Claudio Simonetti, in compagnia di leggende come Douglas Meakin, Vince Tempera e Lucio Macchiarella, è stato un po’ come realizzare un sogno di bambino e di adulto. Questi artisti hanno scritto la storia delle sigle italiane, e trovarmi sul palco accanto a loro è stato un onore immenso. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo percorso e spero di continuare a contribuire, con la mia musica, a questo universo che tanto amo.
It’s been a while since I last posted on this site, and I decided to do so because of some important news. Last week, something happened in the world of composers and computer workers that turned many people’s routines upside down.
Basically, the company that makes a widely used software (Finale) announced that they were ending development on that program. They advised users to switch to Dorico, and even offered the opportunity to purchase it at a discounted price. However, this news understandably left many in a panic.
This article is intended both to reassure those who work with music notation software, and to stimulate discussion among colleagues about the future preservation of our works.
Let’s start with the most immediate solution to understand what steps to take.
The quick fix to the problem is this: make sure you save all your Finale files, in XML format, preferably in version 4.0, which is the most advanced. Afterwards, you can import them into Dorico, you can obviously find dozens of tutorials online on how to do it. They will not be scores that are completely identical in appearance to the originals written years ago but, with a good degree of approximation, they will give us back a large part of the work created.
Let’s start from this question to start a series of reflections that concern the activity of us composers, in particular those who deal with music for the cinema, let’s start from the particular to arrive at broader considerations. We can open the door to a very important reflection for us modern composers, which differs significantly from that of composers of the past.
When Mozart or Beethoven completed their works, these were first copied by hand by copyists and then printed, for their immediate diffusion and, consequently, for preservation for future generations. Once a work was printed, the problems were essentially solved: the hope was that the music could circulate as much as possible. Today, however, we cannot say the same.
We live in a completely different world, characterized by a speed and a capacity for preservation that pose new challenges. For example, about three months ago, I participated in a study conducted by some universities, which interviewed composers, especially those who deal with music for cinema. The topic was the preservation of soundtracks, a delicate and very important topic for me. As a child, I dreamed of becoming Indiana Jones, I also have studies in Archaeology and conservation of cultural heritage, and I have developed a real passion for the problem of the preservation of musical heritage and for the history of music. However, in our contemporary era, musical preservation rarely occurs. Today, when a soundtrack is published, it tends to remain “frozen” within the film, without an autonomous life outside of it.
Music written for a film rarely finds space in concert life, unless it comes from a very famous composer. Often, modern soundtracks also have little melody and poor reproducibility, being composed often of drones and electronic sounds. In many cases, there are no real musicians, only layers upon layers of sounds that overlap, accumulating. This reality makes it difficult to reproduce many soundtracks live. This is not a criticism of electronic music, which I appreciate and have played and composed, but an observation: electronic music tends to age more quickly and disappear more easily, since it is complex to transcribe and difficult to reproduce live.
I have always loved writing and experimenting, even with electronics. A recent album of mine, written for string quartet and electronics, has achieved interesting results, and I hope to continue exploring this combination.
While these techniques are fascinating, in terms of preservation and reproducibility of sound, they often do not offer the same guarantees. If I want to study a composition by Mozart or Beethoven, I can always consult the score and understand the composer’s intentions. The musical writing is clear and consolidated: each note is specified in such a way as to guarantee a faithful reproduction. In contrast, many modern musical productions, especially in pop and electronic music, can be difficult to reproduce in the future. A song by Lady Gaga or Rihanna, for example, will be performed in thirty years, but recreating the original sound will be difficult. The techniques used, such as certain synthesizer presets, are often complex and not always documented.
Classical music, on the other hand, is written in such a way as to be immortal. Writing and transcribing allow works to be reproduced in the way they were conceived. However, many modern soundtracks are based on electronic sounds and sampling, which makes them less recognizable and more susceptible to being forgotten. This reflection leads me to conclude that, when we write music for films, we must consider not only the needs of producers and directors, but also the importance of passing on our music. It is essential to find a balance so that our works are transcribed and reproducible over time.
In many cases, the music is not even released on CD, let alone on vinyl. So, physically, it does not exist on any medium, apart from DVD or Blu-ray. Think about how many series are born and die with streaming: soundtracks are totally virtual. They may be present on platforms such as Netflix or Amazon Prime and on Spotify, but all of this is impalpable. In ten years, they will probably no longer exist, since these platforms could decide to remove that content. If there is no adequate marketing of the DVD or Blu-ray, nor is there a physical disc, and the soundtrack is only available on Spotify, which could disappear for any reason, the volatility of the product and the lack of preservation becomes a serious problem. For me, it is essential to maintain a good habit: to print all my compositions, whether they are good or bad, small or large. I have a part of my library dedicated to this, with many volumes that collect all my works, even the simplest ones. They serve to retrace my career and leave something tangible for the future. Beethoven said that the composer writes out of fear of death, to leave a legacy. Our profession is intangible, so having something physical is important. At the end of my career, I want to be able to say: “This is what I did”, whether it is soundtracks, music for video games or concerts. Making the intangible tangible, through the printing of scores, is essential. As for formats, the only one I would bet on is vinyl, since reproduction is mechanical and not digital. In a context of apocalyptic crisis, it is more likely to be able to rebuild a vinyl player than a DVD player or an MP3 player. I have a habit of printing everything and saving everything as PDF, because I have never fully trusted notation software. Everything is temporary and provisional, and programs can disappear at any time. Therefore, each work must be archived in an orderly manner. Many worry about having thousands of scores to convert now that Finale has stopped being commercialized, but once composed and printed, how many times do you go back to those scores to modify them? If a composition has been written and archived, it is there when you need it. I hope these considerations stimulate a collective conversation and reflection. I invite you to share your thoughts and discuss these issues, in order to understand where we are going in the evolution of music, especially soundtracks.
When Kristian Sensini began to record the first musical ideas for My Love Affair with Marriage, his son Leo was still in the belly of his wife Agnese. When the soundtrack was finally completed, seven years later, Leo had just started second-class. This is a very long road that is rarely seen in the film industry today. The circumstances of the My Love Affair with Marriage were equally unusual. Sensini lives in Italy and the director of Signe Bauman in New York. They both never had a chance to meet. Throughout the cooperation, they have always worked remotely.
Bauman animation is an original work that, in many technical ways, reminds us of our natives, Kill it and leave this city. The world presented in the animation is a unique creation of the imagination, in which people are controlled by a gray line of the cartoonist, bringing out the colorless and difficult reality of the old Eastern Bloc. We learn the whole story from the perspective of Zelma, a teenager who faces brutal norms imposed by patriarchy. The next stages of her life are not only a bitter chase after the ultimate happiness that is marriage here, but also the process of discovering the biological changes taking place in her body.
This proves how versatile the composer is and what potential lies in his talent
Sensini shines with ideas that hardly anyone would expect from the animation. The most important thread, that is, the wedding, is treated here literally. We see the ecclesiastical organs, symbolically leading the bride to the altar, accompanied by quasi-angel chants. This is joined by the female Trio Limonade. In the film, three mythological guide mermaids play them, or, depending on the context, even hamlet witches, foretold often the painful future of Zelma. Their role is huge, because My Marriage with Life bears the hallmarks of a musical. His characters do not perform songs. This function falls precisely to the muses, which, which is the conscience of Zalma, will often give them an ironic, even humorous, in spite of convention, a commentary. Sensini composed and recorded all the songs before the animation started by the director, as Bauman needed them as a reference to the creation of credible lip synchronization. The songs themselves are a genre mish-mash, containing elements of jazz, blues and gospel, as ideally exemplified by Happy House. There’s also a lot of fantastic sounds – see First Maries Fantasy.
It is also worth mentioning the second, parallel world ruled by biology. The creators did not want to inculcate the picture path with a scientific-documentary coloration. This was a real challenge for Sensine, whose synchronization with the director’s vision has taken over several attempts. There was a fear that the project would be broken, but by trial and error, it was possible to determine that the best solution would be drums. Plenty of drums, not repeating the same melodies, have been used to comment on insanely difficult to illustrate concepts such as love or fear. It was a very down-to-earth, raw, as Sensini himself put it, the primitive treatment of biology, which is exactly what it is.
What about purely instrumental music? Sensini chose her to emphasize the evolution of the heroine, both physical and mental. This layer resounds nostalgic strings, like Back to Latvia, or the beautiful Falling in Love. In particular, it seems important to be the second piece, which in completely different film circumstances, could be the main theme of the whole story. Then Sensini, like Carter Burwell, could use very simple orchestral measures to achieve maximum effect. This proves how versatile the composer is and what potential lies in his talent.
It’s hard not to pay attention to the music in the picture. There is a lot of it, it is variable and original. The transmission of often short, eclectic fragments to the disc would seem impossible. But it turned out differently. The album, also physical edition, from the reliable MovieScore Media is listened to a pussy. Music flows, often reminiscent of an ethereal session. And although the tracklist does not spoil, openly suggesting that it is music primarily for the film, it is worth reaching for it. It is rare enough to encounter such a rich, experimental setting for such a difficult species as animation.